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Cronaca
La Polizia è costantemente al lavoro da lunedì per cercare di dare un nome e un cognome al piccolo cinese di 4 anni abbandonato a Porto San Giorgio, ma non ci sono ancora risultati concreti per capire la provenienza e il motivo del suo abbandono.

Si stanno svolgendo indagini a 360 gradi estese all’intero territorio nazionale e si spera presto di poter avere qualche risultato.
Nel frattempo la triste storia del piccolo cinese ha varcato i confini del Fermano, suscitando l’interesse della stampa nazionale. In un articolo del Corriere della Sera, a firma di Fabrizio Caccia, si ipotizzano tutte le piste possibili, compresa quella “di un regolamento di conti tra famiglie mafiose, un sequestro-lampo organizzato dalle Triadi per mandare un messaggio a qualcuno”.
Mentre gli inquirenti battono tutte le piste, il piccolo continua ad essere curato ed accudito a Castignano, dal personale della “Casa di Gigi” e dai volontari dell’Unitalsi; è certo che grazie alle loro amorevoli cure il bimbo trascorra serenamente questi giorni per lui sicuramente difficili. Sembra certo anche che non parli il cinese ufficiale, ma uno strano dialetto forse proprio della zona di Wenzhou nella regione dello Zhejiang.
Stretto riserbo, dunque, non solo nelle indagini, ma anche attorno all’istituto, da dove, visto il caso delicato del piccolo, non trapela nessuna informazione. Ma l’assessore ai servizi sociali di Porto San Giorgio, Francesco Gramegna, assicura: “il bimbo sta bene ed è tranquillo”.









