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La politica ed i suoi protagonisti nel Fermano
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Politica
La colpa è di Matteo Renzi. La colpa cioè di aver perduto alle primarie del Centrosinistra.

La sua vittoria - e la conseguente sua candidatura alle Politiche - avrebbe provocato un terremoto: un ribaltamento di posizioni, un rimescolamento di carte, una corsa al ringiovanimento delle classi dirigenti.
Quasi sicuramente, un superamento degli attuali schemi: sinistra, destra, centro. Delusi dalla politica sarebbero tornati a votare, persone soffocate dalle attuali rigidità di partito si sarebbero riaggregate intorno al giovin signore fiorentino e agli altri giovani concorrenti. Così non è andata. Matteo ha perduto la competizione portando con sé nella sconfitta il mancato ringiovanimento e rinnovamento di qua e di là. Gli schemi sono tornati ad imporsi, tali, quali e vecchi: centro sinistra con Pierluigi Bersani, quel che resta della destra (ma quale?) con Berlusconi, Lega con Maroni, Udc con Casini, eccetera eccetera. Fuori dalle parti c’è rimasto solo Grillo con i suoi problemi di leadership autorevolmente autoritaria.
Ora sulla scena politica appare la “novità” di Mario Monti. Un tentativo che sembra – sembra – voler andare al di là delle parti consuete. E’ vero che Casini gli ha dato qualche suggerimento, è vero che il prof. Riccardi gli ha fatto da ponte con il Vaticano, è vero che Montezemolo lo sorregge dalla poltrona del salotto nobile della finanza italiana. Monti però non s’è accasato con nessuna sigla rappresentata da costoro. Ha fatto tutta un’altra cosa. Ha scomposto – o tentato di scomporre - le parti. Ha detto: io propongo un programma, chi lo condivide venga con me.
Solo per citare qualche nome, è arrivato Ichino dal Pd, sono arrivati Mauro e Mantovano dal Pdl, Giannino non ha detto no.
Alcuni analisti scrivono che la formazione del premier sarebbe una sorta di centro e richiamerebbe la vecchia Dc.
A noi sembra – ma forse è solo una speranza – che Mario Monti stia tentando di dar vita ad un “aggregatore” capace di superare – nel senso di andare oltre e conciliare idee e culture – sia la destra sia la sinistra. Qualcosa di nuovo, di cui s’avvertiva il bisogno.
Il “liberale “ Oscar Giannino di Fermare il declino condivide le idee di base dell’Agenda Monti e spinge per maggiori liberalizzazioni e sburocratizzazioni, l’economista cattolico Stefano Zamagni invita il premier a scommettere non sull’economia sociale di mercato ma sull’economia civile di mercato (la differenza non è da poco), il professore Piero Ichino appoggia le proposte di una nuova cultura del lavoro e il futuro riassetto di tale mondo.
Noi non crediamo all’uomo della Provvidenza, neppure alla Politica che possa salvare il mondo, tanto meno allo Stato etico e dirigista. Non ci affascina lo statalismo o il mercantilismo liberista.
Crediamo invece che sia ormai imprescindibile una politica che sostenga la libera costruzione civile, la libertà di educazione e del merito, la valorizzazione del no profit, del terzo settore, e della piccola e media impresa, una politica fiscale che sappia valorizzare e salvaguardare la famiglia, un’attenzione particolare ai territori, all’ambiente e alla cultura, infine, una sana laicità.
Alcuni temi sono di destra altri di sinistra, altri ancora sono cari ai cattolici. Se Monti s’impegnasse per tutto questo, andrebbe guardato con molto interesse. Soprattutto se ne individuerebbe l’originalità.










Tiziano
31-12-2012 16:09 - #5mendicante
31-12-2012 12:06 - #4Simone
31-12-2012 11:36 - #3non è vero che l'abito non fa il monaco!
31-12-2012 11:08 - #2Cristiano
31-12-2012 10:54 - #1