Politica

Pro e contro Monti. Pro e contro questa politica. Pro e contro questa società civile
Data pubblicazione : 11-01-2013

                             

Ci sono amici che volevano candidarsi alle elezioni Politiche. Perché dal Parlamento si poteva... Perché la politica può... Perché la politica deve...
Si poteva che? Si può che? Si può alzare una manina e dire sì oppure no a seconda di quello che il tuo capo ha deciso.
“Il Parlamento – ha scritto giorni fa su La Stampa Massimo Gramellini parlando di certi suoi conoscenti tentati dalla politica – avvilirà i loro talenti e trasformerà dei professionisti di successo in un manipolo di frustrati, costretti a pigiare un pulsante in base agli ordini di partito (cioè dei politici di mestiere)”. Giudizio duro ma per certi versi veritiero. A meno che professionisti non si sia, e la politica venga vista come la scorciatoia per “diventare qualcuno” pur solo schiacciando un bottoncino o facendo da scendiletto al potente della casta, che esiste e si perpetua.
Tre settimane fa scrivevamo che la salita in campo di Monti andava guardata con attenzione. Poteva essere la novità di un superamento delle parti. Poi, invece, l'onnipresenza di Pier Ferdinando Casini e, anche se più velata, di Gianfranco Fini, hanno sopito gli entusiasmi. Monti è a rischio risucchio Udc, FLI e salotti potenti.
Difficile però emettere giudizi definitivi. La politica è complessità. Cambia continuamente. Stamane ad esempio il deputato europeo Mario Mauro (ex PDL) fa un discorso interessante dopo aver presentato insieme a Pietro Ichino (ex Pd), Gabriele Albertini e a Mario Monti il manifesto “Nasce a Milano la nuova politica”.
Mauro dice che si sono ritrovate persone provenienti da esperienze differenti e da forze politiche diverse. La convinzione di oggi è che lo scontro antico, originato solo da divisioni ideologiche, non faccia per nulla bene al Paese. “Unendo le nostre forze vogliamo mostrare che le persone di buona volontà possono superare vecchi steccati politici ormai privi di senso per dar vita insieme ad una buona politica”. Mauro la dettaglia. Ci sembra una posizione interessante, da guardare con attenzione, pur sapendo già che dovrà scontrarsi con personaggi ormai farraginosi, che voglia proprio non hanno di lasciare gli scettri. Imperatori di una logica politica che deturpa i nuovi eletti, li svuota dentro e li modella a loro immagine e somiglianza. E qui sta lo scontro maggiore con chi tenta strade originali. Il rischio è per tutti. A meno che la società civile non pompi energia diversa, aria migliore, non nutra la classe politica delle migliori energie. Perché ciò accada occorre che la classe politica emergente apra alla società civile, e che la società civile a sua volta si nutra di nuova cultura. Non certo quella “dell'io egoista concepito da molti intellettuali...; né quella dell'io deresponsabilizzato, che aspetta dalla politica la risoluzione dei suoi problemi; piuttosto quella della persona nella sua singolarità e grandezza, intangibile e irriducibile a ogni circostanza avversa, perché mossa da un desiderio infinito che non può mai spegnersi”.
Tornando a Gramellini, l'editorialista de La Stampa ammette che “cambia di più la politica il sindaco di un paesino che il senatore di un grande partito”. Purché, anche in questo caso, si appelli alla propria comunità e quest'ultima sia vivace e florida di idee.
Ripartire dal basso, ancora una volta. Ma ci vuole un coraggio da... leoni.



 

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Scritto da : Adolfo Leoni
Tags : Monti, Mario Mauro, La Stampa, Piero Ichino
11/01/2013
11:21
Questo articolo è stato letto: 376 volte
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • gino

    11-01-2013 22:18 - #4
    era guido keller RISPOSTA: Esatto. Mi scuso
  • Cristiano

    11-01-2013 17:18 - #3
    Condivido pienamente quanto sostenuto e fatto da Mauro e non credo che ci sia il pericolo di risucchio per Monti perché nell'ultimo anno sia Udc che Fli si sono alienati parte del loro elettorato pur di appoggiare le scelte dolorose di Monti
  • Occhiocorto

    11-01-2013 15:55 - #2
    Oh è l'ora di un Leoni in parlamento? RISPOSTA: No, garzie. meglio sorvolarlo come fece Gino Keller, come il seguito che saprai...
  • Tiziano

    11-01-2013 11:56 - #1
    Il problema è che finché faranno i conti senza "l'oste" la loro politica sarà fallimentare, chi vivrà lo vedrà.
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