Economia e Finanza

Aumentano le richieste di credito, diminuisce la quantità di denaro accordata. I dati ISTAT
Data pubblicazione : 28-12-2011

L’indagine comunitaria “access to finance” è stata condotta su un campione di imprese appartenenti ai settori dell’industria e dei servizi (ad eccezione degli intermediari finanziari), con un numero di addetti fra i 10 e i 249 nel 2008, che non erano sussidiarie di gruppo e che nel 2010 risultavano ancora con 10 e più addetti.

La raccolta dei dati è stata condotta con riferimento agli anni 2007 e 2010 ed ha, quindi, fornito informazioni sull’accessibilità ai mercati finanziari prima e dopo la crisi del 2008.
La crisi avviatasi nel 2008 ha influito sulla necessità di risorse finanziarie da parte di piccole e medie imprese che hanno, infatti, incrementato fra il 2007 e il 2010 le attività di ricerca di finanziamenti, passando dal 36,5% di imprese nel 2007 al 52,2% nel 2010. La richiesta di credito (ad esclusione delle aperture di credito in conto corrente) rimane la modalità preferita, interessando il 27,1% delle imprese nel 2007 e il 33,9% nel 2010. Il capitale di rischio è, invece, un canale cui ricorre una percentuale marginale di imprese. Le modalità che non sono legate al credito né al capitale di rischio, quali il credito commerciale, le aperture di credito in conto corrente e il leasing, riscuotono maggiore successo nel 2010 rispetto a tre anni prima, passando dal 14,7% di imprese che hanno cercato di accedervi nel 2007 al 28,3% nel 2010.
Oltre all’aumento delle imprese che ricercano risorse, si registra anche una flessione dei successi, concentrata in particolare nel canale del credito: le imprese che hanno domandato credito e che dichiarano almeno un successo passano dall’87,5% nel 2007 al 79,8% nel 2010. La causa che ha pregiudicato il successo nella ricerca di risorse nel canale del credito consiste, per circa la metà delle imprese, nella minore quantità di risorse accordata rispetto a quella domandata.
Le imprese che cercano credito si rivolgono nella quasi totalità dei casi alle banche. Tuttavia, nel 2010, il 35,4% delle imprese (contro il 17,1% del 2007) si è rivolto a soggetti diversi, come, ad esempio, alla proprietà o ai soci lavoratori delle cooperative.
Nel triennio 2012-2014, il 53,3% delle imprese prevede di reperire risorse finanziarie attraverso i canali considerati nella rilevazione: in particolare, il 47,8% dichiara che lo reperirà mediante il credito, l’1,7% riferisce che utilizzerà capitale di rischio, mentre il 7,9 % si avvarrà delle modalità rimanenti. Le imprese prevedono di rivolgersi nel 93% dei casi alle banche, che quindi superano nettamente tutti gli altri soggetti che erogano finanziamenti alle imprese.
Le principali motivazioni addotte sono la necessità di finanziare l’attività ordinaria per il 74,9% dei casi, gli obiettivi di crescita sul mercato nazionale per il 37,7%, la Ricerca e Sviluppo e l’innovazione per il 20,1%.
La maggior parte delle imprese identificano come fattori che limiteranno la loro capacità di crescita, nel periodo 2012-2014, la prospettiva economica generale (il 77,4%), il costo del lavoro (il 55%) ed i margini esigui (il 51%).

 

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Scritto da : Redazione
Tags : ISTAT
28/12/2011
11:47
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