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Economia e Finanza

Marche e Fermano in cifre nell'intervento del presidente Fondazione Carifermo in occasione del convegno con la Cassa Depositi e Prestiti
Data pubblicazione : 20-06-2012

Gentili signore e signori, autorità, porgo il benvenuto a tutti presenti, ai numerosi Sindaci, ai rappresentanti degli enti locali, delle  fondazioni bancarie, delle banche, del mondo dell’imprenditoria, delle società di pubblici servizi, delle associazioni di categoria.

Questo incontro  cade in una delle fasi più difficili della storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi su cui si affaccia un futuro che nell’immediato presenta forti difficoltà per il Paese.
L’Italia è sotto un attacco speculativo senza precedenti che si riflette negativamente anche sull’economia  dei singoli territori.
La elevata incertezza degli scenari previsionali induce alla prudenza e genera diffidenza tra i diversi protagonisti della realtà socio economica.
Per questo autorevoli rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, degli enti locali si confrontano con l’amministratore .delegato . di Cassa Depositi e Prestiti  dr. Giovanni Gorno Tempini che ci presenterà gli strumenti a sostegno dell’economia al fine di conoscere e creare le condizioni per aiutare e sostenere la ripresa del ciclo degli investimenti anche su scala locale.
Mentre il governo cerca di disciplinare il bilancio pubblico noi sui territori di competenza dobbiamo creare le condizioni per la crescita per rafforzare la competitività dei distretti e ripristinare fiducia negli investitori.
 Le banche locali molto hanno fatto e moltissimo stanno facendo per sostenere imprese e famiglie in questo particolare momento.
 Da sole non riescono però a fornire tutte le risposte alle richieste del mercato.
CDP ha strumenti propri e dedicati che possono fornire competitività alle imprese, assistere gli enti locali  e sostenere la crescita anche attraverso il sostegno allo sviluppo di servizi ed infrastrutture.
La Cassa Depositi e Prestiti viene da lontano ed il suo lungo percorso storico è caratterizzato da tre tappe  fondamentali:
nel 1850 a Torino nasce  per ricevere depositi quale luogo di fede pubblica
nel 1863 dopo l’unità d’Italia incorpora le altre casse del regno e diventa la cassa nazionale
nel dicembre 2003 apre al capitale privato delle Fondazioni bancarie  ed avvia un energico processo di trasformazione e riorganizzazione per cui oggi è il grande soggetto nazionale  che fa crescere l’Italia come partner storico degli enti pubblici, ed è catalizzatore dello sviluppo del paese ed operatore centrale a sostegno delle imprese.
Sono 65 le Fondazioni che  hanno investito un miliardo e cinquecento milioni di euro nel patrimonio di CDP acquisendo una partecipazione del 30% .
 Nelle Marche  le fondazioni di  Fabriano, Fano, Jesi  , Macerata, Pesaro, Fermo fanno parte del gruppo originario delle 65 che con lungimiranza apportarono capitale privato alla C.D.P.,.
 aderendo all’offerta del Ministero dell’Economia e delle Finanze che così privatizzava ed avviava un percorso di rinnovava mento di  un ente che lo stesso azionista di maggioranza definiva un gigante addormentato.
 Un gigante che in questi anni da un lato ha dato ai sui azionisti un rendimento significativo e dall’altro ha intrapreso un percorso di cambiamento capace di esprimere quelle potenzialità e quel ruolo a favore della crescita e dello sviluppo del paese.
  Il presidente Guzzetti, nel XXII congresso  dell’Acri di Palermo, appena concluso, ha dato pubblico riconoscimento dell’importantissimo ruolo svolto da CDP a sostegno della crescita economica italiana dando atto che, grazie alla formula organizzativa rinnovata, coniuga la maggiore efficacia del ruolo di propulsore di sviluppo per l’Italia creando anche valore per i suoi azionisti.
Con la privatizzazione del 2003 CDP è uscita dal perimetro del bilancio pubblico ed ha assunto un ruolo innovativo, abbinando alla tradizionale attività di banca degli enti locali nuove attività che consentono di intervenire su fronti strategici per l’innovazione e lo sviluppo a fianco delle imprese private.
Questo è avvenuto per la indiscussa  capacità della Cassa Depositi, ma anche per il ruolo di stimolo e di collaborazione con cui le Fondazioni azioniste  hanno chiesto il più pieno sostegno alla ripresa della economia reale.
Oggi conosceremo l’attività e le opportunità  di CDP direttamente dall’Amministratore Delegato che è qui nelle Marche e penso che sia la prima volta nella sua lunga storia che la Cassa sia presente ufficialmente, a questo livello, a stabilire pubblicamente un contatto diretto  nella nostra Regione.
Il territorio delle Marche  è compreso tra i 170 Km di costa e l’Appennino, che in questo tratto da luogo al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è caratterizzato da un tessuto di piccole e medie imprese che hanno dati ed attività maggiori di quelli percepiti a livello nazionale.
E’ in questo quadrilatero confinato ad est dall’Adriatico ed ad ovest dall’Appennino,  che si svolge una intensa attività che, nella nostra provincia, produce ed esporta  calzature , cappelli, elettronica, meccanica leggera, e contemporaneamente continua ad investire in agricoltura e nel turismo.
Alcuni sono marchi sono noti a livello internazionale, altri meno famosi  ma anch’essi contribuiscono con una presenza capillare e con contenuti innovativi alla economia di questa zona ed al Pil della nazione.
La nostra piccola ma efficiente provincia ha 20.500 imprese attive con una incidenza della fabbricazione di articoli pelle e simili (calzature) nel  manifatturiero del 62,5%  con addetti al manifatturiero del 47,2% contro una media nazionale del 23,8% ed in particolare con addetti in articoli in pelle del 70,9% contro una media Italiana del 6%.
Qualche anno fa sembrava che il manifatturiero fosse finito, ma oggi i dati della nostra provincia (caratterizzata da una forte specializzazione ) dal 2010 al 2011,  indicano, nonostante la grave fase di recessione , dati positivi nell’andamento delle imprese manifatturiere e cioè un aumento del volume delle esportazioni  del +21,8% , un incremento del fatturato del + 1,2%,produzione del +1,7%; ordinativi +1,2% in totale e netta controtendenza con le altre province e le tendenze nazionale.
Sono risultati ottenuti da  un sistema produttivo distribuito e polverizzato in tantissime piccole imprese che  hanno bisogno di servizi ed investimenti per essere sostenute in una crescita competitiva perché sono chiamate  in scenari internazionali sempre più concorrenziali.
Fare impresa in territori decentrati e poco serviti se da un lato comporta il vantaggio di disporre saperi, creatività , manualità e flessibilità   importanti per la produzione,  dall’altro comporta elevati  costi di logistica dovuti agli oneri di connessione ed interscambio all’interno del sistema produttivo e con i mercati  internazionali.
In questo contesto assume un ruolo determinante e costituisce fattore insostituibile di sviluppo gli investimenti nei sistemi a rete , nei pubblici servizi e nelle infrastrutture.
Oggi possiamo ascoltare un investitore di lungo termine  che mette a disposizione strumenti di debito ma anche di capitale con fondi equity che possono assumere partecipazioni in PMI che hanno requisiti e necessitano di particolari competenze.
Insieme dobbiamo  determinare le condizioni e creare un ambiente favorevole alla massima espressione  delle energie e delle singole comunità.
In questa difficile fase dobbiamo tutti impegnarci a non lasciare senza risposte chi vuole intraprendere e continuare ad assistere il percorso virtuoso di un territorio che si è fatto da solo senza ricorrere a risorse pubbliche.
E’ un momento decisivo dove il confronto e la conoscenza delle opportunità vale più di ogni uscita ad effetto , non ci si salva addossando ad altri la oggettiva difficoltà che stiamo vivendo, dobbiamo insieme presentare i problemi ed affrontarli, per dare risposte ad una crisi  cercando obiettivi convergenti da raggiungere con strumenti adeguati.
 La nostra fondazione è impegnata in tanti settori per evitare che la disgregazione sociale si sommi alla crisi economica , oggi attivando una sua importante partecipazione , si fa parte in causa per stabilire un percorso di conoscenza ed  un ulteriore contatto tra la nuova missione di CDP ed un territorio che continuare a crescere.


 

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Scritto da : Amedeo Grilli, presidente Fondazione Carifermo
Tags : Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione Carifermo
20/06/2012
10:22
Questo articolo è stato letto: 1559 volte
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Andrea Gianni

    20-06-2012 10:53 - #1
    " Un gigante che in questi anni da un lato ha dato ai sui azionisti un rendimento significativo"...questa frase da sola spiega perchè le banche devono tornare ad essere di ESCLUSIVA PROPRIETA' PUBBLICA!!! meditate gente, meditate!
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