Sanità
Il Coordinamento italiano medici ospedalieri e l'Associazione sindacale medici dirigenti, ha indetto per venerdì prossimo uno sciopero dalle ore 11 alle ore 14, fascia in cui verranno garantite solo le emergenze.

Le motivazioni di tale scelta sono spiegate dagli stessi dirigenti del sindacato: “L'ospedale di Fermo non può definirsi tale – spiega Luciano Moretti, consiglio nazionale Cimo – perché non è a norma dal punto di vista della continuità assistenziale. Si parla tanto di nuovo ospedale e di posti letto, quando i problemi sono altri e ben più gravi. Al Pronto Soccorso si copre la reperibilità di medicina e chirurgia, con dei posti letto che non hanno la necessaria e dovuta assistenza. La guardia notturna di otorinolaringoiatria, oculistica e pediatria la fanno al Pronto Soccorso; neurologia non ha la copertura h24 per quanto riguarda la Stroke Unit (ictus); alcuni reparti contano sulla reperibilità pomeridiana dei medici, che gli stessi non sono tenuti a fornire perché non pagata, al contrario di quello che avviene con i notturni e i festivi. Alcuni, dopo la reperibilità notturna, sono costretti a lavorare anche il mattino fino alle 14, aumentando il rischio di errori dovuti alla stanchezza. L'essenziale è che si integri il personale che serve, tutto quello che è previsto in pianta organica; altrimenti lo dicano chiaro: qui non siamo in grado di coprire certi servizi e si chiude”.
Continua Gaetano Massucci, del direttivo aziendale Cimo: “Chiediamo solo dignità e sicurezza, per gli operatori e per gli utenti della sanità. Bisogna tutelare i professionisti e farli lavorare in serenità, aiutandoli a dare risposte alle persone”.
Conclude Maria Menichetti, segretaria nazionale Cimo: “Chi ha lavorato di notte non se la sente di abbandonare i pazienti la mattina, sperando di avere la lucidità necessaria. Solo che la sanità e le cure non possono essere lasciate alla fortuna, ma devono essere garantiti a tutti”.








