Sanità

Sanità fermana: il sindacato confederale e i pensionati a fianco dei lavoratori
Data pubblicazione : 01-06-2012

Le segreterie territoriali di CGIL CISL UIL e del Sindacato dei Pensionati di Fermo sono a fianco della RSU e dei lavoratori dell’Area Vasta 4 che hanno proclamato lo stato di agitazione e condividono il giudizio di insostenibilità della situazione in cui versa la Sanità locale.

Quest’ultima si sta manifestando in diversi settori che riguardano i posti letto, i servizi residenziali e territoriali, le mancate ristrutturazioni di diverse strutture, il destino dell'area montana, i servizi di prevenzione, la carenza degli organici ed il conseguente disagio del personale.

Mentre proseguono i licenziamenti, acuendo le problematicità di alcuni reparti e servizi, il confronto sulla riorganizzazione e razionalizzazione dell’A.V. 4 non parte e quindi, non viene posta in essere alcuna strategia che riguardi la determinazione di un’organizzazione dei servizi condivisa dagli operatori e rispondente alla domanda del qualitativa e quantitativa del territorio.

Con l’approssimarsi del periodo estivo, tale situazione rischia di essere esplosiva con meno posti letto, meno prestazioni, maggiori carichi sugli operatori, maggiori rischi per la tutela della salute dei cittadini.

Nulla si muove, invece, sul lato degli sprechi, sul rapporto patologico con la politica e quello che ne consegue in termini di privilegi, ridondanze, eccessi nel convenzionamento, svilimento della meritocrazia e dell’efficienza!

La qualità e l’efficacia dei servizi offerti dipendono direttamente dalla qualità organizzative e delle condizioni di lavoro dei lavoratori. Migliorare quest’ultime significa aumentare le capacità di risposta dell’Ente ai bisogni sociosanitari della popolazione. Le ragioni dei lavoratori a difesa della sanità pubblica coincidono con quelle dei cittadini e del territorio. Per questo li invitiamo ad esprimere solidarietà agli operatori sanitari e alle loro rivendicazioni e, esigere il rispetto di un diritto (alla salute) costituzionalmente garantito!

In merito a quanto sta accadendo non è estraneo il processo in atto di privatizzazione della sanità. Il pubblico taglia e si depauperizza, i privati fanno festa!

Da anni il territorio sta soffrendo una crisi economica drammatica che colpisce soprattutto le famiglie e le persone più deboli. Sempre, ma soprattutto in questa fase, il Servizio Sanitario dovrebbe essere ancora più efficiente e limitarsi unicamente a tagliare prestazioni, servizi, posti di lavoro. I cittadini, avendo meno soldi in tasca, dovrebbero poter contare su un sistema sanitario pubblico efficiente e non essere costretti a pagare la sanità due volte: tasse e parcelle (molte in nero) ai privati, cui sono costretti a ricorrere dati tempi di attesa biblici.

Da non sottovalutare i drammi personali di coloro che perdono il lavoro in un momento così tragico per l’occupazione locale.

Insistiamo sulla necessità di congelare l’esodo di personale fino alla definizione del Piano di A.V., per non pregiudicare la funzionalità dei servizi sanitari verso i cittadini e per non sovraccaricare di lavoro gli operatori. Bisogna anche cambiare le modalità dirigiste e centraliste della gestione della sanità delle Marche, che contraddice l’esistenza stessa delle A.V., di fatto prive di qualsiasi autonomia. Il territorio deve conquistarsi un ruolo nella politica sanitaria regionale e deve impegnarsi affinché si colga l’occasione della fase riorganizzativa per riequilibrare l’allocazione delle risorse umane e economiche, le dotazioni strutturali tra le aree delle Marche e, per azzerare una penalizzazione non più tollerabile del Fermano.



 

 

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Scritto da : redazione
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01/06/2012
10:24
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