Sanità

CGIL. Il personale dipendente della Zona Territoriale 11 e i cittadini utenti del Fermano sono in difficoltà
Data pubblicazione : 16-04-2011

Ancor peggio stanno i lavoratori precari “licenziati” dal Governo in questi ultimi mesi.

I dipendenti sono stanchi di una lunga e grave situazione: riposi mancati, ferie da tempo non godute e turni molto pesanti. A ciò si aggiunge il blocco del contratto e degli aumenti del reddito imposti dal governo e condivisi da alcune organizzazioni sindacali.

Alla Regione, che ha meno risorse disponibili, le OO.SS. stanno comunque chiedendo di completare la riconversione, ottimizzare la rete ospedaliera, effettuare scelte strategiche compatibili col mantenimento del livello dei livelli dei servizi. Finora però, ha compiuto scelte non condivise come il mantenimento delle contraddizioni organizzative, i tagli lineari alle Zone e al personale. Per questo è in corso la mobilitazione sindacale unitaria a livello regionale.

Occorre anche che nel confronto venga posta la specificità dei problemi del Fermano e delle necessarie azioni di riequilibrio con gli altri territori in base, non a concezioni localistiche ma, ad argomentazioni oggettive riscontrabili nelle penalizzazioni subite dal nostro territorio nel recente passato.

Le ragioni fondamentali della crisi stanno nei tagli dei trasferimenti del Governo il quale, invece di puntare a migliorare il SSN, investendo per colmare ritardi e disservizi, per efficentare e qualificare i servizi, ha scelto di penalizzare i lavoratori insieme al bisogno di salute degli italiani. Di qui meno risorse e licenziamenti di personale.

Le cose peggioreranno con l’ulteriore taglio di 80 milioni sempre a danno delle sanità regionali.

La CGIL da tempo si è mobilitata con scioperi, manifestazioni, denunce ad ogni livello; non ha firmato accordi contro i lavoratori che altri invece hanno firmato: l’intento era proprio di evitare i disastri di oggi che invece, non è stato possibile evitare anche per l’appiattimento di altre organizzazioni alle volontà del Governo.

La CGIL da subito si è opposta alla legge Brunetta nata, non per colpire i fannulloni, ma la funzione stessa del lavoro pubblico.

Questa politica mira a smantellare il Servizio Pubblico Sanitario a favore del privato, aumentando le disuguaglianze tra ricchi e poveri, tra chi ha i danari per curarsi e chi non li ha.

La CGIL, insieme ai lavoratori della ZT 11, chiede che l’organizzazione del lavoro sia migliorata, adeguando gli organici e che le difficoltà del servizio sanitario non vengano scaricate sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini più deboli.

Tuttavia, al di là dei risultati che nel confronto con l’ASUR e la Direzione di Zona si riuscirà a ottenere, è risaputo che la Sanità Fermana (e/o regionale) non riuscirà a rilanciarsi se non si respingerà la politica arrogante dei tagli e dell’attacco al lavoro di questo Governo.

E’ in atto in sostanza lo smantellamento del diritto del lavoro e del welfare: contrattazione, diritto alla salute, asili nido, scuola pubblica, assistenza per anziani fragili e non autosufficienti.

Per queste e molte altre ragioni il prossimo 6 maggio è stato indetto lo Sciopero Generale, con Manifestazione in Piazza del Popolo di Fermo, ricordando a tutti che i diritti dei lavoratori, l’occupazione, la democrazia, la contrattazione, il welfare, l’istruzione, il futuro del Paese vanno difesi ad ogni livello, sia nei tavoli negoziali nazionali, sia a livello regionale e locale.

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Scritto da : CGIL Fermo
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16/04/2011
10:02
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