Religione

Messa in ricordo di don Ernesto Ricci, il don Bosco fermano. Domenica prossima nella Chiesa del Carmine alle ore 9
Data pubblicazione : 01-08-2012

Il ricordo di un sacerdote, che è stato anche padre per tantissimi ragazzi, è un gesto doveroso per i cittadini di Fermo. Per questo ogni anno la prima domenica di agosto, quest’anno la ricorrenza coincide con lo stesso giorno della sua morte (avvenuta il 5/8/1950, all’improvviso), si celebra una messa di suffragio nella chiesa del Carmine a Fermo.

Don Ernesto Ricci

Chi era Don Ernesto Ricci ?
Nasce e vive la fanciullezza in una famiglia - di modeste condizioni - di Monte San Martino , studia  “da Prete” come si diceva allora al Seminario Arcivescovile di Fermo e già il rettore che lo seguì negli studi ma soprattutto nella sua crescita spirituale vedeva in lui una persona eccezionalmente ricca di umanità.
Viene destinato come sacerdote alla chiesa del Carmine, ove trascorrerà  tutta la sua vita da sacerdote (muore a 63 anni) dedicandosi all’accoglienza di giovani bisognosi (siamo nel periodo post bellico) ai quali lui offre  non solo pane ma calore. Un calore paterno. Il collegio si chiamerà presto Collegio degli Artigianelli del Sacro Cuore, che a distanza di anni è ancora collegio e scuola “gli Artigianelli” con specializzazioni in elettrotecnica ed altri indirizzi. Infatti alla morte improvvisa del “don Bosco”, il collegio venne  preso in cura  da una suora spagnola e dai sacerdoti e dalle sue consorelle. Madre Speranza è anche lei nel cuore di moltissimi fermani tanto che nel quartiere di Santa Petronilla, a Fermo è stata edificata una chiesa dedicata all’Amore Misericordioso e nelle vicinanze i sacerdoti dell’ordine da Lei fondato hanno una casa del clero.
Anche Madre Speranza credeva - come il nostro don Ernesto - con amore sconfinato che l’unica strada possibile fosse l’affidamento alla  Provvidenza.
Raccontano gli allora fanciulli  convittori – ora affermati professionisti, ottimi artigiani e industriali ( basti ricordare per tutti l’industria di Giochi Clementoni )- con quanta passione e quanto affidamento alla Provvidenza egli agisse. Sfamare anche trecento bocche (in un periodo che non può essere paragonato neanche lontanamente a quello attuale che tanto ci preoccupa)  a volte era per lui molto difficile – anche se i fermani sono stati sempre molto generosi con l’opera don Ricci – avere il necessario .
Tuttavia il sacerdote non si scoraggiava e prestava una cura particolare alla crescita dei ragazzi con riferimento al loro carattere e alla loro personalità.Non mancava mai una sana partita di pallone all’oratorio San Carlo o un pellegrinaggio al Santuario di Santa Maria a Mare (naturalmente a piedi andata e ritorno) o un aiuto fattivo nei compiti. Occorre anche ricordare che  don Ernesto Ricci insegnò religione all’Istittuto Tecnico Industriale Montani di Fermo.
Sono solo poche cose quelle ricordate, molte altre sono raccontate in un bellissimo libro “Don Ernesto Ricci il don Bosco di Fermo del secolo ventesimo “ curato da don Giuseppe Cecarini per Andea Livi Editore .
Rimane certa una definizione che accomuna don Ernesto Ricci e Madre Speranza:“Uomini misericordiosi ed Apostoli della Divina Provvidenza”.

 

 

 

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Scritto da : Emma Rossi
Tags : Don Ernesto Ricci, Fermo, Don Bosco
01/08/2012
12:03
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