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Dopo un anno di attività, da quell'aprile 2011 in cui si è insediato il direttore Giuseppe Doldo, la direzione provinciale dell'INPS di Fermo traccia un primo bilancio della sua attività.

Tutti presenti, in conferenza stampa, i dirigenti dei vari settori dell'ente: una squadra giovane, dinamica e propositiva, come il suo direttore.
Ad aprire le danze è proprio quest'ultimo, che in due parole tratteggia la situazione dell'ufficio fermano: “Da quando è diventata direzione provinciale, la sede di Fermo è stata ampliata innanzitutto nelle strutture. Questo ha comportato un naturale incremento del lavoro da sbrigare. L'organizzazione interna è molto semplice: siamo divisi in due flussi, uno che riguarda la riscossione dei contributi ed un altro che riguarda l'espletamento delle prestazioni, come pensioni o ammortizzatori sociali. A capo di ogni macro-area abbiamo un coordinatore. Anche se la Provincia di Fermo dovesse scomparire la nostra direzione provinciale rimarrà, anche per il semplice fatto che la densità di lavoratori del Fermano è più alta che nell'Ascolano”.
È Alga Camplese, responsabile delle relazioni con il pubblico, a parlare dei cambiamenti che stanno avvenendo all'interno dell'ufficio: “Stiamo cercando di dare una scrematura a quel carrozzone che era la vecchia INPS. Per essere più trasparenti e reattivi alle richieste degli utenti stiamo procedendo verso una totale telematizzazione: dal 31 luglio prossimo le istanze potranno essere presentate solo per via telematica (anche se rimarrà aperto uno sportello per facilitare le cose si più anziani), o attraverso gli Intermediari, o il Contact Center (al numero 803164), o attraverso il sito www.inps.it (muniti dell'apposito pin). Inoltre, per abbattere le code, ci stiamo basando sempre più sulle consulenze per appuntamento”.
Sono poi gli altri dirigenti a scendere ulteriormente nei dettagli: la signora Benigni ci spiega come il pagamento dei contributi sia obbligatorio per mantenere le pensioni già attive, per tener fede al “Patto di solidarietà sociale”; il signor Fazio illustra il grande lavoro fatto per le aziende, sia a livello di comunicazione che di semplificazione, grazie soprattutto alla sinergia con i commercialisti e i consulenti aziendali, che hanno permesso lo scorporo delle matricole aziendali di 6925 aziende dalla sede di Ascoli Piceno a quella di Fermo; il signor Pistolesi, responsabile della liquidazione delle pensioni e degli ammortizzatori sociali, mostra il modo di operare dell'ente, volto alla comprensione interna del problema, in modo da poter sostenere meglio il reddito degli utenti; da ultimo, la signora Bordoni butta là un dato significativo: il 98% dei servizi sono stati decentrati all'ufficio di Fermo, da ultimo quello della Cassa Integrazione Ordinaria, in attesa che venga decentrato anche il servizio agricoltura.
Qualche considerazione interessante può venire invece dall'analisi delle prestazioni svolte dall'ente, soprattutto se messe a confronto con quelle dell'anno scorso. Considerazioni non molto esaltanti, a dirla tutta, perché spia di un'atmosfera pesante che ormai le famiglie sentono sempre più. Nel periodo gennaio-maggio del 2011 sono state liquidate 1378 pensioni, contro le 1102 dello stesso periodo di quest'anno: chiaro effetto della riforma pensionistica varata da Monti. Il dato più allarmante però, sintomo di una sfiducia strisciante che afferra (e stritola), oltre ai dipendenti, anche gli imprenditori, è quello delle richieste fatte per accedere alla disoccupazione (ordinaria o con requisiti ridotti) e alla sospensione: nel lasso di tempo gennaio-maggio del 2012 sono state liquidate ben 4995 richieste di questo tipo, 1751 in più che nel 2011 (quando furono 3244).










Alessandro
08-06-2012 16:42 - #1