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L’iniziativa nasce dall’incontro di molteplici sensibilità – sociali, sanitarie, del volontariato e delle istituzioni – per condividere nuovi percorsi verso una rete efficace che possa dare una risposta definitiva e strutturata al problema. Diverse sono le esperienze a livello territoriale ma frammentate e di certo non coordinate. Partendo dalle esperienze già presenti nel territorio, diventa indispensabile favorire il confronto con chi, in altre parti del Paese, ha già sperimentato con successo e risultati ottimali altri modi di vivere l’Alzheimer. Il convegno si presenta come importante occasione di condivisione, al fine di trovare le “strategie” più efficaci e realizzare un progetto comune che ci veda le parti come attori protagonisti, seppur con ruoli diversi.
Il programma della mattinata prevede il saluto del sindaco Alessio Terrenzi e del presidente della provincia Fabrizio Cesetti con successiva introduzione di Manuela Berardinelli dell’associazione AFAM. Interverrà su “Alzheimer: esiste un modo diverso di vivere la malattia?” dopo di che il direttore ISRAA di Treviso, Giorgio Pavan, interverrà su “Il progetto di Treviso”. Alle 10.30 sarà aperta una tavola rotonda sul tema “Alzheimer: evoluzione di una rete” con gli interventi dell’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani, dell’assessore ai servizi sociali della regione Luca Marconi, del direttore dell’Area Vasta 4 Asur Marche Gianni Genga, del direttore sanitario 1 Area Vasta 4 Licio Livini, del coordinatore dell’ambito sociale XX Alessandro Ranieri, del primario di geriatria INRCA di Fermo Demetrio Postacchini, del direttore UO Neurologia Area Vasta 4 Mario Signorino, del presidente AFMA Vincenzo Cestarelli e con la testimonianza di Anna Elisa Melappioni, familiare di un malato di Alzheimer. A coordinare i lavori sarà Manuela Berardinelli per passare poi alle conclusioni dell’assessore Mezzolani.









