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La notizia l'abbiamo già anticipata ieri pomeriggio. Torna la Festa delle Opere. L'evento organizzato dalla Compagnia delle Opere Marche Sud si terrà venerdì e sabato prossimi a Rivafiorita di Porto San Giorgio.
Il titolo di quest'anno è una frase di don Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, di cui è in atto il processo di beatificazione.
Dice così: “Quanto più i tempi sono duri, tanto più è la persona che conta”.

Come dire: signori, quando siamo vicini al baratro economico, politico, sociale, esistenziale, solo una nuova coscienza personale ed un “io” protagonista appassionato, che nulla ha a che fare con l'individualismo, può rimettere in moto la società.
Ieri, nella conferenza stampa cui prendevano parte Massimo Valentini e Massimiliano Di Paolo, rispettivamente presidente e direttore CdO Marche Sud, ed Emanuele Frontoni, imprenditore, è stato colto il filo rosso della due giorni sangiorgese.
“I tempi sono molto duri, – ha detto Valentini – è evidente il crollo ideologico del capitalismo finanziario. Il mondo è cambiato. Il mercato di un tempo non esiste più. La liquidità monetaria è un problema”. E' una visione del mondo consolidatasi negli ultimi decenni che viene giù
Quello che Thomas Stearns Eliot aveva avvertito come micidiale un secolo fa, è tragicamente sotto i nostri occhi. Il poeta e scrittore inglese aveva indicato nella fede incondizionata ai nuovi dei: usura, lussuria e potere, il futuro dramma dell'umanità. Ci siamo in pieno.
Così è stato. Un mondo crolla e non ci sono pannicelli caldi. Non ci sono toppe. Occorre guardare altrove, guardare altro. Una novità di vita. “Non sarà il potere, così come s'è venuto strutturando sino ad oggi, a salvarci” ha dichiarato ancora Valentini “Non saranno le lobbies. Sarà invece una nuova coscienza di persona”. Dove persona non è il singolo individualista, monade solitaria, ma l'immagine e la definizione data da sant'Agostino: persona intesa come essere unico, irripetibile e in rapporto con gli altri. “Nessun uomo è un'isola”, scriveva Thomas Merton, trappista. Unico, come presenza inviolabile e universale, ma in una comunità. E' la persona che dice “io” e si rimette in moto. Ma lo fa quando scorge che la realtà non è il solo marcio che molte volte noi giornalisti raccontiamo con dovizia patologica di dettagli. Dove la realtà, invece, è qualcosa di più grande e di misterioso che si confronta con ognuno di noi, che ci fa da palestra, ci fa andare al fondo dei problemi e, alla fine, risolverli. La realtà, anche quella più dura, è un'occasione. Allora, “In un mondo che crolla – come recita il titolo del primo incontro di venerdì prossimo – occorre costruire per il mondo che cambia”. Cambiamento.
Facciamo una digressione. Chiudiamo gli occhi. Mettiamo in moto la macchina del tempo. Torniamo ai secoli buoi, quando l'Impero romano è caduto, le Aquile sono state trasferite a Bisanzio, l'Occidente è in frantumi, le vie di comunicazione non esistono più, né ordine, né legge, né pace. Sembra la fine del mondo. Eppure, un piccolo uomo (Benedetto) con altri piccoli uomini (i suoi monaci) ricostruiscono, anzi, costruiscono una nuova civiltà, dove si prega e si lavora, dove si coltivano gli orti e si aprono Ospitali, dove riprende l'agricoltura e si sviluppa la tecnica, dove si salvano i libri e si aprono le scuole, dove si scrive di musica e di astronomia.
Siamo di nuovo all'anno zero. Occorrono persone!
E occorre una mentalità – dice ancora Valentini - capace di cambiamento: un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di valorizzare le risorse umane, un nuovo modo di creare mercato. Dove si fanno i conti ma la carità, come costitutiva dell'uomo e non solo gesto solo filantropico, ha un ruolo imprescindibile. Ecco perché dopo la prima giornata di venerdì dedicata all'economia, all'impresa, alle testimonianze di chi resiste e cambia, il sabato sarà dedicato alla solidarietà, al Banco alimentare, alle famiglie, al Centro di solidarietà. Come dire: siamo un tutt'uno, essere integrali, non prodotti della finanza e consumatori dell'omologazione.
La Festa delle Opere servirà anche al lancio del progetto gemellaggio. Gruppi di imprese locali adotteranno piccole aziende terremotate dell'Emilia.
Se non è carità questa!!! Se non è umanità questa!!! Se non è persona questa!!!









