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La Festa delle Opere è stata un successo. Di partecipanti e, soprattutto, di idee e riflessioni. Come hanno sottolineato nei saluti il sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira e il presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista.

Capita sempre così. La Compagnia delle Opere a luglio, con il suo evento annuale, scuote, mette in discussione, apre dibattiti e, soprattutto, coinvolge e crea reti.
Come raccontare la due giorni di Rivafiorita? Innanzittuto, senza separazioni, tra il momento imprenditoriale del venerdì e quello caritativo del Banco alimentare, del sabato. Partiamo da una canzone, quella con cui è stato aperto il convegno “In un mondo che crolla costruire per il mondo che cambia”. Le parole dicono: “Non avere paura...attraversa quel bosco...c'è qualcuno con te, non ti lascerà mai...non arrenderti al buio che le cose divora...ora è notte ma il giorno verrà”. C'è paura oggi, tanta, la crisi morde sempre più vicina, è un bosco oscuro, lo spread, il lavoro che manca, la liquidità che non c'è, i mercati che si chiudono, sono tutto fogliame intricato che impedisce la vista del sole, e poi è notte e quando l'oscurità avvolge le cose i fantasmi ingigantiscono. Però, dopo la notte viene giorno di nuovo. Non dobbiamo avere paura, dirà più tardi il presidente CdO Marche Sud Massimo Valentini. Non dobbiamo avere paura perché la realtà, pur nella sua durezza, ha un qualcosa di positivo, di positivo per ognuno di noi, come una palestra che ci sviluppa i muscoli, che ci fa andare al fondo delle cose in modo da diventare più umani, più veri e alla fine più bravi anche nell'affronto delle difficoltà maggiori. E poi c'è Qualcuno con noi, è una presenza amica che si porge tramite presenze amiche.
Stefano Cingolani è un giornalista di vaglia, ha scritto di recente Bolle, balle e sfere di cristallo. Venerdì pomeriggio ha passato in rassegna le tappe di avvicinamento alla crisi: le privatizzazioni cinesi del 1979, i governi Reagan e Thacther e la loro lotta all'inflazione, la globalizzazione, il controllo del mondo non più attraverso le armi ma con la leva dei mercati, il dramma dell'undici settembre 2001 che cambia il volto di un'epoca. Un mondo crolla, ha detto Cingolani, e il nuovo che s'affaccia non ha connotati ancora precisi. Eppure il termine crisi, in greco come in cinese, sta a significare trasformazione, qualcosa di nuovo in vista. Occasione, direbbe Valentini.
Al termine, Cingolani, guardando l'ampia platea con numerosi imprenditori, li invita a compiere una scelta: quella della qualità, a spostare in alto i prodotti, unica strada di salvezza: cose belle che piacciono al mondo. Ma c'è anche la necessità di riformare il patto sociale. Qui l'operazione è politica e anzitutto culturale.
Quindi è la volta delle testimonianze. Giorgio Fanesi della Pluservice di Senigallia, che va avanti grazie a nuove idee, ad un sogno che spinge, a nuovi rapporti (ha creato una società con il Pubblico): Giuseppe Zappasodi, che racconta dei suoi tre negozi di calzature, dei problemi, della voglia di starci fino in fondo perché al fondo la strada si trova, perché la realtà è intrisa del mistero di Cristo (dice proprio così: Cristo); di Gabriele Pivetti, un'azienda: la Teseo, terremotata a Cavezzo, la solidarietà incontrata, le reti costruite, il cuore dei colleghi che si dilata adottando e gemellandosi con le piccole imprese in difficoltà. La CdO Marche Sud gli consegnerà il premio “Protagonista dell'anno”.
E' un'Italia che resiste e guarda avanti. Uno spaccato di positività. Un'Italia che va raccontata, perché dà speranza, perché non s'avvita nella protesta o nella disperazione. E' un esempio.
Valentini ci insiste. Parla addirittura di un Potere dei senza potere, come il libro di Vaclav Havel. Di senza potere che ricostruiscono la storia e la civiltà, perché prendono le mosse da un positivo, perché sentono di non essere soli, perché intravvedono una presenza buona nel mondo.
Ogni io – dice Valentini – è una persona irriducibile, che sogna, che è piena di passioni da tenere accese. E qui cade giusta la conclusione del libro di Cingolani: E' ora di accendere i motori e ripartire. Già, ripartire, insieme, facendo squadra, gruppo, amicizia. Compagnia.
La cena sarà l'occasione per ritrovarsi, premiare Pivetti, ascoltare i giovani del Conservatorio Pergolesi di Fermo. E anche dare un annuncio: dopo 20 anni di presidenza, Massimo Valentini lascia la carica di presidente CdO Marche Sud, favorisce il ricambio, ma non va in pensione.
Il giorno successivo, sabato, Federico Bassi, responsabile della Colletta alimentare parlerà di persona, di quanto la Colletta aiuti a diventare più veri rispondendo alle esigenze elementari del cuore, che si chiamano bellezza, giustizia, verità. Una persona cambiata, alla ricerca della propria verità, opera, si muove, si mette insieme ad altri, fa crescere il popolo. Come racconta Marcello, borsa lavoro al magazzino del Banco alimentare di San Benedetto del Tronto, problemi con la giustizia, una figlia che non può accompagnare alle giostre. Come spiega Carla da Recanati, che incontra persone bisognose, dove la carità non cambia tanto chi la riceve, ma chi la fa.
Carità come dimensione della vita, anche nell'impresa.
Un mondo nuovo che s'affaccia. E che va raccontato.








