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Attualità
Ci hanno fatto digerire termini come Spread o Spending Review: sarebbe stato meglio parlare di stangata, per tutti. Per la sanità, per la scuola e l'università, per i lavoratori e i pensionati, per i giovani e i disoccupati, per l'industria, il commercio, l'agricoltura e l'artigianato, per la cultura e per il turismo.

Il Governo Monti peggio di così non poteva fare, e ha fatto un grosso pasticcio proponendo di dimezzare le Province. Nessuna riforma, nessun beneficio o risparmio, solo caos e superficialità. Un grosso errore e un grave danno, per tutti.
Ci si alza al mattino e, per l'esistenza di una Provincia, si fissano limiti arbitrari sulla popolazione, sulla superficie territoriale e sugli abitanti del capoluogo. Come se essere piccoli fosse una colpa o significhi inefficienza. Senza valutare le singole realtà, anche dal punto di vista sociale, geografico, storico ed economico. Non accetto che venga calpestata così la Costituzione.
Offesa e Ingiustizia verso molti territori, con amministrazioni provinciali virtuose e a costo minimo per lo Stato. Come ad esempio Fermo, condotta da tre anni con entusiasmo e competenza dal Presidente Fabrizio Cesetti, che ha fatto bene a chiedere alla Regione di avanzare ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Governativo. Condivido anche l'uscita dall'UPI se non sarà ritirato l'appoggio al dimezzamento delle Province. Bene ha fatto anche il Presidente di Confindustria Andrea Santori, che ha creato un apposito Comitato per ribadire la vivacità del territorio fermano, e che non vorrà tornare, giustamente, sotto Ascoli.
Avrebbe fatto meglio a non esprimersi, invece, il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci, che afferma che nelle Marche si stava bene con quattro Province. A questo potrei anche rispondere che ne andrebbero bene due, Marche Nord e Marche Sud, con Pesaro accorpata ad Ancona. Gli sta bene? Sappia che Fermo, pur essendo nata (rinata) per ultima, ha invece pari dignità delle altre, e che per la sua istituzione è stato seguito un lungo e regolare iter costituzionale.
Gli effetti negativi di questo provvedimento, se dovesse andare in porto, si vedranno presto, in tutta Italia e nel Fermano: scuole non agibili e senza manutenzione, strade dissestate, paesaggio non tutelato, trasporti inefficienti, piani regolatori stravolti, ecc.
Invece di convogliare alcuni enti come Consorzi di Bonifica, Comunità Montane, Case Popolari, ecc., verso le Province, che da diversi anni ormai avevano acquistato molte funzioni, si è preferito lanciare il sasso e nascondere le mani, passando la palla alla Conferenza delle Autonomie Locali. E senza spiegare minimamente come si dovranno organizzare i nuovi enti.
Non resta che sperare di azzerare tutto, e mandare tutti a casa, tecnici e politici che gli stanno dietro. Perché non ci rappresentano, meglio andare alle elezioni anticipate, e non rieleggere nessuno di quelli oggi presenti in Parlamento.
La perdita della Provincia porterà poi alla soppressione del Tribunale, che trascinerà la chiusura del rispettivo carcere. Vista la progressiva riduzione dei fondi per la sanità anche l'Area Vasta sarà cancellata. Poi chiuderanno le sezioni provinciali ARPAM, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Poste Italiane, Archivio di Stato, Camera di Commercio, STEAT, Confindustria, Associazioni di Categoria.
Con la mancata integrazione di personale nelle forze di polizia non potrà essere garantita la necessaria sicurezza, in una zona sempre più problematica e ad alto rischio criminalità organizzata.
Il cittadino e l'imprenditore non avranno più interlocutori, dovranno solo pagare sempre più tasse, senza alcun servizio in cambio.
Non si risparmia cancellando le province, e addirittura quelle più piccole. Anzi, proprio quelle più grandi spendono di più, spesso con minor controllo. E non ci vengano a dire che l'operazione è sta necessaria per non far aumentare l'IVA: l'IVA aumenterà comunque, e forse anche presto.
Ritengo che Fermo debba coalizzarsi per evitare il danno, e anche la beffa, per non avere neanche terminato i cinque anni di esercizio.
Vorrei chiedere ai grandi economisti e ai nostri Ministri, in particolare a Filippo Patroni Griffi, come mai non sono state toccate le Regioni e le Province autonome, che macinano molti più soldi delle Province.
E dico un secco no anche sull'accorpamento di comuni, come si vociferava tempo fa per quelli con popolazione inferiore ai 1000 abitanti. La storia e le tradizioni non debbono essere offesi per qualche spicciolo. Se negli enti pubblici ci sono degli sprechi bisogna individuarli, combatterli ed eliminarli. Se ci sono politici disonesti vanno cacciati, e subito!
Si fa un gran parlare che Piccolo è Bello, poi si mortificano territori come il nostro, laboriosi e attivi, che trainano l'economia regionale e nazionale.
Se Fermo perderà la Provincia anche Italia Nostra, che si avvale di contributi provinciali per lo svolgimento di iniziative, e collabora a vari livelli con l'Ente (Tavolo Azzurro sul Turismo, Consulta associazioni Ambientaliste, ecc.) ne risentirà. E potrà pregiudicare la permanenza stessa dell'Associazione nel territorio.
Sarà costretta ad abbandonare il progetto di recupero dell'ex ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola, su cui lavora da oltre 16 anni. Anche le consolidate manifestazioni sono a rischio, a partire dalla Giornata nazionale delle ferrovie Dimenticate, la Natura dei Poeti, la Serata in Stazione, i Teatrinsieme, l'annuale convegno su tematiche ambientali.
Lancio intanto questa idea: le Province, pur rimanendo autonome come amministrazione, e conservando la loro storia, possono organizzarsi mettendo insieme personale e servizi, come già avviene in molti territori con le Unione dei Comuni.
Si dovrebbero cioè creare delle Unioni naturali e spontanee di Province, tra territori affini e vicini, e risparmiare in modo concreto, senza forzature dall'alto che inaspriscono i rapporti tra città importanti, nel nostro caso Fermo, Ascoli e Macerata.
Chiudo con una proposta singolare, una estrema soluzione. La Provincia di Fermo, siccome ha dimostrato di camminare bene con le proprie gambe, potrebbe diventare autonoma, dato che quelle esistenti di Trento, Bolzano e Aosta non sono state e non saranno mai toccate.










dr. Fabrizio Leoni
15-08-2012 15:00 - #4River Keeper
15-08-2012 08:44 - #3UBY
14-08-2012 12:53 - #2Armando
13-08-2012 21:28 - #1