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Spunti di una mattinata di ferragosto. La città volontaria e quella no…
Data pubblicazione : 15-08-2012

Scarpe da tennis e pantalone corto. Stavolta m’accontento di camminare intorno al Girfalco di Fermo. Dieci giri circa, quasi quattro chilometri. E la mente va, libera, galoppa dall’Adriatico alla montagna. Gli occhi guardano. E le sintesi arrivano veloci.

Ieri hanno presentato l’emissione del francobollo ordinario riproducente il Duomo di Fermo. Se n’è parlato come di un veicolo promozionale. L’abbiamo scritto.
Oggi noto bottiglie di plastica e di vetro, bicchieri, cartoni da pizze d’asporto, cartacce varie, involucri di sigarette ed anche di tabacco da pipa, confezioni di succhi di frutto, il tutto lasciato accanto alle panchine e nei prati, anche in quelli del restaurato Parco della Rimembranza. E’ ferragosto, è festa per tutti, anche per gli spazzini comunali o dell’Asite (fa lo stesso) sempre di “pubblico” si tratta.
Ieri pubblicità oggi sporco. Se venisse qualcuno attirato dal francobollo troverebbe una triste realtà. Non me la piglio con nessuno. Faccio solo caso alle cose.
In piazza del Popolo, i giovani della contrada Torre di Palme stanno allestendo uno stand. Faticano forte. Mi domando chi glielo faccia fare. Mi rispondo che è il senso d’appartenenza, la voglia di contribuire alla Cavalcata dell’Assunta. Colgo lo stridore tra il Girfalco sporco che le istituzioni dovrebbero ripulire, perché le tasse le paghiamo anche per questo, e il volontariato efficace (e gratuito) dei contradaioli.
Ripenso ad un signore spesso presente al Girfalco con il suo cane, che nei giorni scorsi dinanzi a bottiglie di vetro abbandonate per terra, s’è messo a raccoglierle per gettarle nel contenitore dinanzi a Villa Vinci. Nessuno lo retribuisce per questo. L’ha fatto con la voglia di tenere pulito e bello un luogo.
Tempo fa ho letto un libro dal titolo “La città volontaria” di David Beito, Peter Gordon e Alexander Tabarrok. Riportava esempi di comunità (addirittura cittadine) statunitensi e australiane auto organizzate: dalla scuola alla sanità, dalla polizia alla giustizia. In Italia la chiameremmo sussidiarietà orizzontale.
Girava uno slogan tempo fa: più società meno stato. Lo hanno corretto in: più società più stato giusto. Metteva a tema un nuovo concetto di partecipazione popolare di fronte all’invadenza inconcludente e perniciosa dello stato. Fare in proprio, cioè.
Al di là di tutto, può tornarci utile uno spunto del libro citato: “Dobbiamo mettere da parte tutti i vecchi pregiudizi sullo Stato, da una parte, e sul capitalismo, dall’altra. Dimentichiamoci le ideologie del ventesimo secolo. Il che non significa scoraggiare le idee. L’attuale è un tempo per l’immaginazione e la riflessione fresca. Ogni idea è degna di essere indagata. Il solo criterio di valutazione deve essere: Funziona?”.
Tornando a Fermo, i volontari fanno funzionare meglio le cose. Mi pare.
Buona festa dell’Assunta.


 

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Scritto da : Adolfo Leoni
Tags : Duomo, Fermo, Sussidiarietà
15/08/2012
10:15
Questo articolo è stato letto: 832 volte
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • Luca

    17-08-2012 09:02 - #4
    Oltre che frequentare una Fermo molto più snob, consiglio alla Signora Cesa' di fare più attività sessuale: elimana i brufoli e le tante altre stronzate che partono, aime' quotidianamente, dal suo pc.
  • manuele

    16-08-2012 11:59 - #3
    Caro angelo,i comunisti potranno anche non mangiare più i bambini,ma lasciano Fermo sporca che più sporca non si può (slogan di una pubblicità che vale per Fermo all'incontrario). La maleducazione che tu descrivi la troviano dappertutto,quindi Fermo non è un'isola felice. Ma tra il non essere isola felice e ritrovarla sporca nei punti più caratteristici e considerati dei biglietti da visita per i turisti ce ne passa. Le lamentele che ogni giorno si levano da parte dei cittadini su questo aspetto,non le ritengo strumentali a livello politico,ma indice di un'insofferenza che in molti manifestano nel vedere molto sporco in giro.Per Cesà,mi dispiace che Lei si rammarichi del basso livello di discussione che rileva a Fermo,forse dovrebbe frequenatare una Fermo snob che risulta sempre meno presente per la fortuna di tutti noi poveri cittadini che c'interessiamo e ci accaloriamo solo per la vista di una Fermo sporca anche al Duomo.
  • angelo

    16-08-2012 02:43 - #2
    Scusate ma lo sporco al duomo chi lo fà? Scartiamo i professori al governo che vogliono togliere la provincia,quelli di Porto San Giorgio che non fanno le salite, chi marina la scuola va al Buc quindi.. Restano i turisti ed i fermani. Frequento spesso il duomo, con mia figlia, e di turisti non se ne vedono molti. Invece vedo i cani dei residenti del centro storico fare i loro bisogni sui prati, vedo i ragazzi fermani lasciare la bottiglia della birra sul muretto e così via.Piccoli gesti dirà qualcuno ma il risultato è che i prati sono a rischio salute ed il verde sotto al muretto è marcato "PERONI". Sarà mica il caso di dire che siamo noi, Fermani del capoluogo della provincia, "na 'nticchia zozzi"? E poi basta con la storiella che questa amministrazione non pulisce il duomo! Avete smesso da poco di dire che i comunisti mangiavano i bambini ( ..avete smesso no? ).
  • Catarino Cesà

    15-08-2012 14:46 - #1
    "Ieri pubblicità oggi sporco. Se venisse qualcuno attirato dal francobollo troverebbe una triste realtà. Non me la piglio con nessuno. Faccio solo caso alle cose."...giusto punto di vista quello di fare caso alle cose, ora proviamo ad applicarlo anche alla dialettica sociale che si svolge a Fermo, e per farlo prendiamo in analisi proprio Informazione TV e specilamente la sua posta dei commenti da parte dei lettori. A fronte delle poche o tante notizie che possono venir offerte ai lettori stessi, quelle che scatenano sempre il massimo dell'interesse sono quelle notizie dove si può applicare la polemica, specialmente se gratuita, come struttura portante di ogni commento, per dimostrare che noi abbiamo sempre ragione e gli altri torto, e se ci fossero persone estranee al contesto di Fermo, turisti o solo visitatori occasionali, che da quello che potrebbero leggere nei commenti, si possano o si debbano fare una opinione di come sono i cittadini e di che spessore sia fatto lo strato sociale della città, di certo non si potrebbe dire che sia all'altezza di un capoluogo di Provincia tanto è intriso di campanilismo e di voglia di buttare tutto in caciara, oppure di come la massima attenzione sia riposta nei lavori di edilizia urbana per un marciapiede contestato , oppure se sia giusto fondere due società sportive per ottenere il risparmio di una sola squadra di calcio, e non su argomenti letterari o squisitamente culturali. Nessuno istiga per forza a dialogi superiori, ma se volessimo giudicare una città anche dai discorsi che si fanno, o dalle iniziative culturali o solo sociali proposte, allora non potremmo non affermare, sconsolatamente aggiungo io, che Fermo è quanto di meno elevato ci possa essere, nel Fermano stesso, stante le premesse e le promesse fatte in campagna elettorale. Una bottiglia di birra lasciata in un parco cittadino dimostra sia l'incuria di chi dovrebbe toglierla per lavoro, ma anche l'abbrutimento sociale di chi vedendola la ritiene una tassa forzata da pagare per la presenza di persone, quanto mai maleducate, per ripopolare un centro storico ormai in coma urbano e commerciale profondo. E allo stesso tempo il dialogo sociale, ridotto a discussioni minime se non sotto il minimo sindacale, è come, se non peggio, della bottiglia di birra lasciata in mezzo alla strada, induce a pensare che neppure dal livello culturale delle discussioni Fermo possa essere considerata un luogo del pensiero, o almeno del non pensiero becero. E dispiace dirlo ma la distanza fra Fermo immobile, ma in molto aspetti anche retrograda, e le altre citta limitrofe, si sta allargando ancora di più, e non lo si vede solo dall'immondizia o dalla sciatteria dell'arredo urbano, ma anche e sopratutto dal bassissimo livello intellettivo ed intellettuale in cui è ormai sprofondata Fermo e, senza che nessuno si offenda, anche il modo superficiale se non inesistente, in cui la sua Giunta Comunale considera il problema dell'elevazione dialettica e culturale, contribuisce in maniera negativa, e non solo a mio avviso, a rendere questa città dalle tante possibilità, arretrata e destinata a non elevarsi, ed il clima culturale nel suo insieme è quanto di meno gratificante ci sia attualmente. Come uscirne fuori?...forse con una sussidiarietà culturale affidata ai privati e tolta ai politici?...forse con forme di provocazione culturale di spessore, e non solo con discutibili iniziative che di culturale hanno pochissimo?...o magari soltanto svestendo i panni dei padreterno e rimboccarsi le meningi ascoltando le critiche, giuste o volutamente sbagliate che siano, tramite convegni aperti o solo a regolari controlli di confronti dialettici, come si fa nelle discoteche per il rumore, da parte di chi ha votato ma anche da parte di chi non ha votato per questa Giunta, invece di restare chiusi, non solo nelle stanze del potere, ma anche ostentatamente nelle proprie convinzioni sbagliate o di parte...tante cose si potrebbero fare, come del resto tante cose sarebbero da evitare, e fra esse.... una su tutte sarebbe da evitare....l'arroganza del potere e la chiusura mentale ideologica.
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