Attualità

Quelli della notte. Con una "guida" appassionata
Data pubblicazione : 17-08-2012

C'è un popolo della notte. Un vero popolo. Vi si può appartenere o contestarlo. Ma c'è! Ieri notte (o dovrei dire stamattina?) al Nina, suggestivo chalet sulla spiaggia della fermana Campofilone, centinaia di persone, oserei dire anche migliaia, hanno ballato sotto le stelle. 

 

Alkis Raftis (Presidente del Consiglio Internazionale della Danza CID UNESCO) durante la Giornata Mondiale della Danza 2011 ha ricordato come "per la maggior parte della storia dell’umanità si è sempre danzato all’aperto, in radure, piazze, sagrati o all’interno di aie, fino ad arrivare al giorno d’oggi con sale da ballo, club, teatri, scuole o discoteche”.

E sempre lo stesso Presidente del CID ha rimarcato l'importanza di "danzare in qualsiasi spazio aperto… ovunque purché ci sia il cielo come tetto. Perché la voglia di ballare è un impulso naturale e bisogna lasciare che l’energia cosmica scorra dentro i corpi affinché si mettano in contatto con l’Universo."
E il cielo come tetto non mancava di certo al Nina stanotte. Un tetto completamente stellato. Né mancavano i corpi che nel ballo esprimono ricerca. Di ogni genere potremmo supporre. Ma pur sempre ricerca...
Il dato di fatto è che, dopo anni e anni che il Nina è sulla cresta dell'onda, ci saremmo aspettati una disaffezione della clientela...
Invece il Nina ha assunto ormai le sembianze di locale CULT!
È impressionante vedere come, ogni giovedì, riesca ancora a richiamare gente da tutte le parti. E non mi riferisco solo alla regione. C'erano gruppi del vicino Abruzzo e della vicina Romagna ma non mi sarei mai aspettata un gruppo persino da Lecco! E il vocalist, non uno qualsiasi ma The Vocalist Gianni D'Angelo in arte "Schiuma", li ha salutati al microfono emozionandosi. Emozionandosi perché ogni anno, questi ragazzi non si perdono l'appuntamento al Nina. E quest'anno in particolare è quello dedicato al TRENTESIMO anno di attività del vocalist per eccellenza. Per l'occasione sui tavoli un oggetto, anch'esso ormai cult perché immancabile ornamento del viso di Gianni: occhiali. In cartone, colorati, con stampata la sua caricatura simpatica e all'interno una scritta:" solo l'amore ci salverà".
E la passione. Aggiungo io. Quella passione per il lavoro che Gianni Schiuma ha da trent'anni. E che lo ha sempre spinto a migliorarsi, a rinnovarsi.
Mai uguale. E sempre Gianni!
È questo il suo successo: la sua vincente contraddizione.
Riesce ad essere stupefacente deplorando gli stupefacenti.
Usa un tono accattivante e aggressivo ma modi dolci e delicati.
Gesti semplici e naturali accanto ad altri ben studiati.
Ultimissima musica “spaccaorecchie” ma mixata ai meravigliosi anni '80 o '90.
Serio e concentrato ma sempre pronto al sorriso.
Attivo di notte e invidiabilmente calmissimo di giorno.
Lo puoi incontrare dopo qualche ora di riposo, a correre sul lungo mare. O puoi pensarlo a casa in preghiera. O davanti ad un buonissimo libro che poi ti consiglierà o regalerà...
O semplicemente a rivestire il suo ruolo preferito da papà e che vi assicuro gli riesce benissimo.
È Gianni. È ogni volta una vera e propria rappresentazione. È spettacolo. È divertimento. È passione. Quella cosa che muove il mondo.

 

 

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Scritto da : Nunzia Eleuteri
Tags : Campofilone, Nina, Gianni Schiuma, danza, musica, popolo della notte
17/08/2012
12:20
Questo articolo è stato letto: 470 volte
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Renato Brandi

    18-08-2012 09:15 - #2
    "C'è una tale incultura musicale, una tale assenza di gusto da far rabbrividire. Oggi si balla, tanto e male, la musica di merda." Ma ci siamo chiesti tutto questo da dove arriva ?? Sarebbe interessante scoprire che in tutte le nazioni d'Europa, per non parlare dei paesi dell'ex Unione Sovietica, che ruolo svolge nella scuola la cultura musicale ?? Da noi è una materia cenerentola e tutti i musicisti falliti e scoglionati, vanno a fare un misero programma come da protocollo ministeriale.In queste condizioni ditemi voi come potrebbero i giovani approcciare in modo critico tutta quella robaccia che gli viene proposta dalle case discografiche e dagli improvvisati D.J. nelle discoteche.(professione da eterni bimbi figli dei fiori).
  • mendicante

    17-08-2012 15:28 - #1
    Ho sempre pensato, e creduto, che l'arte per eccellenza sia la musica, l'unica fruibile ad occhi chiusi, senza l'intercedere fuorviante dello sguardo. Il movimento, danza, ballo, invocazione, è importante se ipnotico, estatico, tantrico, cioè orbicolare quasi come quello dei sufi. Quindi quando vedo la gente ballare in questi luoghi ameni, ed in moltri altri, non mi pongo il problema del ballo in sé ma di cosa stia ballando, e quindi ascoltando. C'è una tale incultara musicale, una tale assenza di gusto da far rabbrividire. Oggi si balla, tanto e male, la musica di merda. E questo è solo male, figlio di altro male che ne provoca ulteriore...
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