Attualità

Fermo. Lettera aperta al Sindaco per salvare la Provincia
Data pubblicazione : 17-08-2012

Egregio Signor Sindaco,
il recente decreto legge n.95, convertito in legge dal Parlamento nel luglio scorso, riordina, come noto, il numero e la dimensione territoriale delle Province italiane delle Regioni a statuto ordinario.

Ciò comporta la soppressione della autonomia istituzionale della Provincia di Fermo, con il suo accorpamento a quella di Ascoli Piceno e di Macerata.
Il tutto è avvenuto con il consenso dei partiti nazionali, che nel 2004 sostennero la richiesta di quaranta comuni fermani di istituire la nostra Provincia.
Il riordino delle Province avviene in base a due criteri e requisiti generali (il numero degli abitanti e la dimensione del territorio), la cui rigidità ed opinabilità sono del tutto evidenti ed inaccettabili perché privi della elasticità necessaria garantire e tutelare le notevoli oggettive diversità territoriali.
Soprattutto l’operazione legislativa del Governo e del Parlamento prescinde totalmente dal dettato costituzionale, il quale nell’articolo 133 recita testualmente che “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali è stabilito con legge della Repubblica su iniziativa dei comuni, sentita la Regione”.
Invece, anche i sindaci della Provincia di Fermo hanno subito un provvedimento legislativo umiliante perché li ha espropriati della titolarità costituzionale della iniziativa politica, nonché sicuramente disastroso per le loro comunità, le quali saranno private di molti servizi essenziali.
Infine, stabilire la sede della prevista macro-Provincia nel capoluogo di una delle tre province attuali in base al solo criterio del maggior numero di cittadini residenti, ci sembra una scelta che sicuramente non fa onore a ministri “bocconiani”, né a parlamentari illuminati e responsabili dei loro territori, strutturalmente e geograficamente fortemente diversificati.
In conseguenza dei fatti oggettivi rilevati e delle relative considerazioni, riteniamo opportuno invitarLa caldamente a prendere con urgenza, in qualità di Sindaco della città capoluogo della nostra Provincia, la iniziativa politica diretta a far approvare contemporaneamente dai consigli comunali fermani, che fanno parte dell’ente provinciale, un comune ordine del giorno in cui:
si affermi la assoluta contrarietà al provvedimento governativo e parlamentare perché politicamente infondato e antidemocratico, nonché costituzionalmente illegittimo;
si prevedano tutte le opportune azioni politiche e giuridiche (anche le più eclatanti) nei confronti dei diversi livelli istituzionali per riaffermare la forte volontà di autodecisione dei fermani, i quali hanno lottato per molti decenni per vedere riconosciuta dal Parlamento nel 2004 la propria autonomia provinciale.
La Sua iniziativa politica, come Sindaco della Città, capoluogo di provincia, ripercorrerebbe la strada che i suoi predecessori hanno doverosamente intrapreso nel 1982, proponendo ai comuni del Fermano un medesimo ordine del giorno unitario di adesione alla nuova provincia di Fermo, e nel 1989, quando su proposta del Consiglio comunale di Fermo tutti i quaranta comuni del circondario assunsero formale delibera, in cui chiesero la ricostituzione della provincia di Fermo.
È una iniziativa politica assolutamente necessaria ed urgente: necessaria perché manca un “Centro unitario di promozione e di coordinamento delle iniziative politiche”; urgente perché i tempi di attuazione del provvedimento legislativo sono a breve scadenza e tutto deve avvenire prima della riunione del Consiglio delle Autonomie Locali e del Consiglio Regionale: organi a cui è stato demandato il compito di definire le modalità di esecuzione del provvedimento legislativo.
Convinti di dare anche con questa richiesta un positivo contributo per la migliore soluzione alla “questione Provincia fermana”, sull’esempio di Abramo Mori, benemerito pioniere della nostra Provincia, La ringraziamo per l’attenzione e Le assicuriamo tutta la nostra collaborazione, augurandoLe buon lavoro.

Fermo, li 17 agosto 2012
 

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Scritto da : Il portavoce del Comitato "Abramo Mori" - Liberi Cittadini, Prof. Giuseppe Rossi
Tags : Fermo, Provincia, Abramo Mori, autogoverno, indipendenza, capoluogo, spending review
17/08/2012
16:39
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Commenti dei lettori
11 commenti presenti
  • Fabrizio

    26-08-2012 22:40 - #11
    Caro Pippo, che fai l'ascolano buono, fatto raro in verità, quasi da suscitare tenerezza, ti ricordo anch'io che siamo nel 2012, e le cose sono un tantinello cambiate, come dici tu. Seppur è vero che ora c'è un riordino deciso dal Governo nazionale, non certo per tagliare le spese inutili, perché allora avrebbe dovuto volgere le forbici in ben altra direzione diversa dalle province, ma solo per apparire riformatore agli occhi del Direttorio europeo che lo impone. E sarà pur vero che l'accorpamento di varie province - anche se alla fine saranno così poche, da preferirsi di gran lunga che nessuna fosse riunita ad altra/e, per non creare così ulteriori ingiustizie fra enti locali - in tutto il territorio nazionale, e non solo per le province di Fermo e Macerata, non è stato voluto da Ascoli, ma dal governo, ciò non toglie affatto che il provvedimento sia totalmente incostituzionale. E la colpa di Ascoli esiste comunque, perché dapprima era favorevole, in accordo con Macerata e Fermo, al Ricorso alla Corte Costituzionale, per evidenti vizi grossolani di legittimità della legge di riordino, e quando si è vista graziata dalla sorte, da un assurdo e risibile, oltre che del tutto inconferente, comma 4 bis dell'art. 17, che le consentirebbe per un pugno di residenti in più nel comune piceno, di poter divenire capoluogo completamente decentrato di una grossa provincia, ha fatto subito marcia indietro, perché da un'illegittimità palese può trarre vantaggio o beneficio localistico non meritato ed ingiusto, oltre che iniquo, in quanto l'iniziativa d'indicare il capoluogo di provincia, ai sensi dell'art. 113 della Costituzione appartiene ai comuni, e non certo al Governo, così da giustificare ampiamente un Ricorso alla Consulta ed al TAR Lazio, per l'annullamento e la sospensiva dell'art. 17 e del ridicolo comma 4-bis, che espropriano sia i comuni, attori principali, che le Regioni di decisioni di loro esclusiva competenza. Sì, Pippo, penso e credo fermamente che solo la "centralità" territoriale sia il parametro più signifcativo per la scelta del capoluogo, più conveniente per tutti i tutti i cittadini, compresi gli ascolani. Ma fai il finto tonto, Pippo!? Che c'entra il fatto che Fermo non sia centrale a livello regionale!? Poiché non chiede mica di diventare capoluogo delle Marche, riconoscendo tale ruolo legittimamente ad Ancona, ma solo della provincia riordinata di Ascoli-Fermo-Macerata, nella quale si trova sì in posizione esattamente baricentrica, al contrario di Ascoli! E qui Pippo, torna il tuo carattere ascolano famelico ed interessato al suo campanile, che desidererebbe persino sostituire Ancona nel ruolo di capoluogo di Regione, credendosi addirittura al centro del'universo! Fermo ha tutti gli uffici provinciali sufficienti, Pippo, per svolgere adegutamente ed idoneamente quelle poche funzioni e competenze residue rimaste in capo alle province, ormai riformate dal decreto Salva Italia già ad enti di secondo livello, non elettivi, senza giunta né assessori, né elezioni provinciali per gli appena dieci rappresentanti del territorio, votati dai e fra i consigilieri dei comuni aderenti al nuovo Ente, i quali sempre fra loro indirettamente, possono scegliere anche un presidente, possibile anche dall'esterno. Ed in ogni caso qualora fosse necessario completare od ampliare qualche ufficio a Fermo, la spesa sarebbe ben ripagata, addirittura con notevole risparmio nel lungo periodo, perché si eliminerebbero i doppioni inutili e costosi sia ad Ascoli che a Macerata!. Io ti ripeto che nei ragionamenti degli ascolani, così come nel tuo, Pippo, si coglie pienamente un interesse vorace, anche troppo malcelato, a profittare di un'aìltra occasione storica favorevole, per accrescere prima con Fermo, poi con la Cassa del Mezzogiono, ed ora con Macerata, i propri vantaggi economici e politici, nonché di potere amministrativo, a discapito dei vicini fermani e maceratesi. Cè da battersi davvero per sconfiggere ancora una volta il gretto campanilismo e l'asso piglia tutto di Ascoli ed ascolani. Un saluto.
  • Maurizio

    24-08-2012 11:35 - #10
    E da stupidi fare commenti del tipo meglio Fermo o Ascoli. Sono due realtà completamente diverse. Fermo presenta una morfologia urbanistica del tipo medioeval efatta col mattone per la presenza di colline argillose.Ascoli presenta invece una morfologia del tipo rinascimentale data la presenza vicina della montagna ( cave di travertino ).
  • Gian Marco

    23-08-2012 20:38 - #9
    Un messaggio chiaro ed inequivocabile, per il CAL e la regione Marche, da una regione dell'Italia centrale, contigua ed affine alla nostra, e di ben diverso peso storico, culturale, geografico e demografico rispetto alle Marche, con più del doppio della popolazione e del doppio del territorio rispetto alla nostra. La lettura del testo stampa di cui sotto, è consigliata in particolare al consigliere regionale Petrini, espressione del Fermano, ed in atto Vice Presidente delle Marche, che sembra propenso ad accettare supinamente il dettato dell'art. 17 e del comma 4-bis, così come Ascoli, Castelli, Ciccanti e Celani ce lo impongono, relativamente al capoluogo ascolano per la nuova grande provincia di Macerata-Fermo-Ascoli. S'invita calorosamente, come si addice al mese di agosto, a meditare attentantamente lo spirito di chi si sente veramente "Legislatore" come dev'essere la Regione, ovvero la proposta di chi al contrario si riduce al ruolo di semplice esecutore amministrativo. Si prega di spalancare gli occhi e di aprire bene le orecchie. - (ASCA) - Firenze, 23 ago - ''La mia proposta di riorganizzazione istituzionale per la Toscana, prevede la costituzione di tre aree vaste: quella del Sud, con Grosseto, Arezzo e Siena capoluogo; quella della Costa, con Massa, Lucca, Livorno e Pisa capoluogo e, infine, quella metropolitana, con Prato, Pistoia e Firenze capoluogo''. Lo ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi nell'intervista con Daniele Magrini, direttore di Toscana Tv, che si è svolta alla Festa del Partito democratico di Siena. ''Le aree vaste - ha detto Rossi - non sono una novità per la nostra regione e possono consentire una riorganizzazione di servizi e strutture, andando oltre la semplice somma di più province. La Regione ha bisogno di interlocutori forti con cui discutere ed agire e Siena, con la sua storia e le sue potenzialità, è un capoluogo storico che non possiamo perdere. Questo è quanto ho proposto anche al ministro per la pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Il dibattito è ancora aperto al contributo di tutti, con la consapevolezza, però, che sia necessario semplificare. Purtroppo, la riforma istituzionale del governo è una riforma a metà, che, più che soddisfare le esigenze di riorganizzazione istituzionale dell'Italia, punta ad accontentare i mercati e Bruxelles. Si sarebbe dovuto iniziare prima da una revisione del Parlamento, con il dimezzamento dei parlamentari, in linea con gli altri Paesi europei. Poi si sarebbe dovuto procedere all'unificazione dei Comuni, sotto una quota dimensionale per abitante. La riforma così come è, purtroppo non servirà a nessuno''. Ebbene, Governatore Spacca, e Vice Presidente Petrini, è il caso di conformarsi a tanto buon senso della Toscana, culla della civiltà e della cultura italiana, nonché terra politicamente affine, se non persino identica, alle Marche. Nelle Marche si abbia il coraggio di proporre come Regione solo una provincia con capoluogo ad Ancona, come avviene già senza problemi per la Sanità, con quattro sedi distaccate negli altri ex capoluoghi, di Pesaro, Macerata, Fermo ed Ascoli. Od in alternativa, per non essere da meno della Toscana, nostra confinante a nord, due province di Ancona-Pesaro, con capoluogo Senigallia, e di Macerata-Fermo-Ascoli, con capoluogo a Fermo. Come si vede nella riorganizzazione delle province toscane, il presidente Rossi della regione (del PD anche lui), omette completamente di uniformarsi al criterio del comma 4-bis, che indicherebbe il capoluogo nel comune più popoloso, scegliendolo sempre in quello più centrale geograficamente e più baricentrico alla nuova provincia da riordinare. Indica infatti in Pisa (circa 90.000 abitanti), e non in Livorno (circa 165.000), quasi il doppio della popolazione della prima, il capoluogo per la provincia costiera di Massa-Lucca-Pisa-Livorno, dove quest'ultima è la ex provincia più meridionale. Indica in Siena, e non in Arezzo, il capoluogo per la provincia centro-meridionale di Arezzo-Grosseto-Siena, nonostante Siena (circa 55.000 abitanti) sia la città più piccola in assoluto. Infatti, il comune di Arezzo ha più di 100.000 abitanti, Grosseto circa 85.000, e Siena appena 55.000 residenti. La Toscana sceglie anche questa volta il capoluogo centrale gegraficamente, giusto perchè Siena fra le tre città ex capoluogo è la più baricentrica per tutti i cittadini. Non vedo pertanto perché nelle Marche, per la provincia di Macerata-Fermo-Ascoli, non debba essere proposto dalla regione al Governo il capoluogo a Fermo, per la sua posizione esattamente baricentrica rispetto agli altri due, molto decentrati gegraficamente, in particolare Ascoli, situata topograficamente quasi al di fuori della regione Marche e della nuova provincia.
  • Pasquale

    22-08-2012 09:51 - #8
    Ma voi sapete che per la futura provincia di Fermo,Macerata e Ascoli, non voteranno piu' i cittadini ma solo i consiglieri comunali, noi con Macerata abbiamo la maggioranza, i partiti dovranno decidere come sara' la gestione della futura provincia, i compiti sono diminuiti e vi saranno meno impiegati, penso di asciare da parte questi campanilismi che servono solo, almeno a Fermo a fare stare a galla chi comanda da dietro la politica, ubriacando ci di queste fesserie
  • Pippo

    21-08-2012 16:16 - #7
    Salve Nick, qui nessuno sta restaurando il "dominio" su Fermo, che poi dov'è il dominio, parola arcaica intesa come la vedi tu, completamente fuori luogo. Ancora parli di piemontesi....di tempi lontanissimi, ti ricordo che siamo nel 2012, le cose sono un tantinello cambiate. Qui c'è un riordino deciso dal Governo Nazionale per tagliare le spese inutili. Il medesimo ha deciso per tutto il territorio nazionale l'accorpamento di vari territori, non solo quello della provincia di Fermo che certamente non è stato voluto da Ascoli. Il Governo ha altresì deciso i requisiti che deve avere il nuovo capoluogo di quel territorio basandosi sul numero di abitanti di ciascun centro in ballottagio, per ambire a tale ruolo. Pensi forse che solo per un certa "centralità" territoriale (che poi non lo è a livello regionale), Fermo, provincia da ieri e che non ha ancora tutti quegli uffici governativi che servono per ben governare, possa assorbire le provincie secolari di Macerata ed Ascoli? Cioè per tagliare le spese il governo Monti dovrebbe togliere dove già c'è per creare dove non ancora non c'è? Scusa ma il risparmio allora dov'è? Ripeto, spero che in certi ragionamenti ci sia solo goliardia, altrimenti c'è da mettersi le mani nei capelli. Un saluto.
  • nick

    21-08-2012 08:45 - #6
    caro Pippo ascolano è inutile che giustifichi la restaurazione del vostro dominio sul Fermano che non vi appartiene e che avete governato proprio in virtù del principio giusto del caploluogo baricentrico; infatti i piemontesi scelsero Ascoli per una provincia che doveva comprendere oltre a quella di Fermo (all'epoca più importante e popolata di Ascoli) anche quella di Teramo (che poi si ribellò e fu mantenuta). Se si dovrà andare ad una provincia unica MC-FM-AP è ovvio che la scelta più ragionevole sarebbe di capoluogo a Fermo a maggiore ragione. Ecco perché Ciccanti ha brigato per far aggiungere alla legge di conversione del decreto 95 l'assurda specifica che individua (in Ascoli) il capoluogo, demandando alla Regione il nulla, cioè l'aggregazione delle tre province costrette a fondersi- Se poi i suoi amici Casini, Pettinari e Viventi (tutti Udc) troveranno il modo di salvare Macerata magari con forme di tolleranza sugli abitanti, ecco che il risultato finale sarà solo quello di riassorbire in Ascoli la provincia di Fermo. Con buona pace del percorso democratico, rigoroso e non certo facile,che i 40 comuni del Fermano hanno dovuto percorrere per conquistare l'autonomia negata. Il tutto attraverso un provvedimento d'urgenza, del tutto incostituzionale ed illegittimo, fatto digerire ad un parlamento di nominati con un voro di fiducia che è come una pistola puntata alla tempia. Se pensate che ciò possa "normalizzare" la situazione, vi sbagliate di grosso perché il Fermano, salvo qualche estemporaneo sindaco della montagna. non ci sta a tornare sotto di voi.
  • Pippo

    20-08-2012 21:48 - #5
    Scusate, ma la centralità che taluno va decantando deve essere vista a livello regionale e non provinciale. Pesaro-Urbino a nord; Ancona al centro e Ascoli a sud. In questo modo il territorio è bilanciato. Eppoi siamo nel 2012 non mi venite a parlare di 60/80 km, quando si percorrono giornalmente per i più svariati motivi. Spero che questi commenti siano solo frutto di goliardia, se cosi non fosse bisognerebbe veramente preoccuparsi!
  • nick

    20-08-2012 12:23 - #4
    Prenesfo non sa che ci sono province che hanno avuto molto più dipendenti di VV: per esempio Ascoli Piceno, ante separazione da Fermo, aveva ben 730 diendenti di cui fino a 28 dirigenti. E adesso dovremmo ritornare all'ovile? Si premino le province snelle, efficienti e poco costose!
  • Giampaolo

    18-08-2012 13:52 - #3
    In ricordo della memoria di Abramo Mori, pioniere della provincia di Fermo, dico che Fermo rimarrà provincia, così come Macerata, se verrà abrogato, come è largamente prevedibile, dalla Corte Costituzionale, o sospeso dal TAR Lazio, l'art. 17 insieme al discutibilissimo comma 4-bis, sull'indicazione del capoluogo nel comune più abitato, e non nella provincia pià popolosa od estesa, ovvero nel capoluogo naturalmente più centrale, geograficamente, nel caso di accorpamenti di tre o più province insieme. Infatti è ormai certo che molte regioni e province italiane faranno ricorso, per incostituzionalità del provvedimento di riordino, per violazione palese dell'art. 133 Cost. e di molti altri della Carta fondamentale della Repubblica italiana, per un evidente "vulnus" della democrazia, che consente la revisione per iniziativa dei Comuni e non del Governo. In ogni caso non saranno possibili quattro province nelle Marche, perchè per il dimezzamento, perseguito tenacemente dall'Esecutivo, dovrebbero essere solo due, ed al massimo tre, grazie proprio all'esistenza della quinta provincia di Fermo. La quarta provincia nelle Marche non è consentita, perché Ascoli e Fermo, dovrebbero acquisire circa quindici comuni contigui al Fermano, per una superficie di quasi 500 Kmq, per l'eventuale provincia di Fermo-Ascoli, assorbendo Monte San Giusto, Mogliano, Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano, Penna San Giovanni, Monte San Martino, Gualdo, Sarnano, Bolognola, Acquacanina, Cessapalombo, San Ginesio, Ripe San Ginesio e Colmurano, se non qualche altro comune ancora. E Macerata a sua volta dovrebbe rifarsi pesantemente su quella di Ancona, fino a sacrificarla, al fine di raggiungere sia la popolazione di cui è già carente e sia, a questo punto, anche il territorio prestato a Fermo-Ascoli, sottraendo alla provincia di Ancona i comuni di Fabriano, Cerreto d'Esi, Filottrano, Loreto e Castelfidardo, se non altri comuni ancora, come Straffolo e Cupramnontana. Siccome però il mercato o la fiera dei comuni, per fortuna, non è permesso dalla legge di riordino, le province inevitabilmente saranno soltanto tre, da nord a sud: Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata-Fermo-Ascoli, con un vero dimezzamento o quasi. L'evidenza inconfutabile del capoluogo per quest'ultima, solo che non si sia campanilisti, è proprio Fermo, per la naturale centralità geografica e la posizione perfettamente baricentrica della città, rispetto ad Ascoli, ma anche a Macerata. E soprattutto essendo la meno pretenziosa, la più piccola storicamennte, e perciò la meno accentratrice od accaparratrice delle altre due, potrebbe svolgere meglio la corretta funzione di cuscinetto fra Ascoli e Macerata, un vero e proprio anello di giunzione o congiunzione, di raccordo e/o cerniera insostituibile per tutte le Marche centro-meridionali.
  • prenesfo

    18-08-2012 12:02 - #2
    Sarebbe proprio ora di finirla e di ammettere che le attuali province, inutili e prive di funzioni, vanno abolite. La mia, Vibo Valentia, ha 480 "" pseudo lavoratori """ ,laddoveda parametri ufficiali matematici,ne basterebbero240,4. Idem, dicasi per Crotone con 120 vagabondi in piu'. In caso di chiamata alle armi, sappiate che ai cittadini NORMALI, alle prese con la quotidianita', non gliene frega niente.
  • gigiola

    18-08-2012 10:03 - #1
    rossi fa bene a sollecitare il sindaco di fermo ma dovrebbe essere fatto anche con quello di porto san giorgio visto che il comune rivierasco fa un tutt'uno con il capoluogo: insieme sarebbero l'ideale baricentro della macroorovincia e anche l'area urbana integrata con maggiore popolazione tra i tre capoluoghi, ma questo i signori Cesetti Ceroni Petrini e le quattro comari regionali non l'hanno neppure pensato...
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