Attualità

Papa Francesco e gli schemi usati. E abusati
Data pubblicazione : 15-03-2013

Inizia il tiro della giacchetta. I colleghi giornalisti ne sono grandi esperti.

E' progressista (perché ama i poveri), è conservatore (perché è contro il matrimonio gay), è di sinistra (perché va in metropolitana e abitava due stanzette), è di destra (perché non ama la teologia della liberazione).
Gli schemi della vituperata politica applicati a Papa Francesco e alla Chiesa tutta. Etichettare ergo sum. E tutto diventa più semplice. Incasellare è facile, non solo a concepirlo ma anche a scriverlo ed anche a recepirlo. Ormai il pensiero s'è talmente imbastardito che non osa uscire dalle gabbie preconfezionate.
E se facessimo invece uno sforzo per capire che forse c'è dell'altro? Che forse a dettare quei comportamenti c'è una convinzione molto più profonda (e vera) di tante ideologie o finte tali?
Sopra i portoni dei monasteri benedettini insisteva una scritta: “Con le nostre mani ma con la Tua forza”. La Sua forza... qualcosa che viene da oltre, e cambia la vita. Se non ci crediamo, facciamo magari come Einstein: usiamo il criterio della possibilità, non ridimensioniamo, non riduciamo ogni cosa alla nostra misura. Spalanchiamo la ragione, come invitava Ratzinger.
Coloro che nel 1500 a Fermo costituirono la Confraternita degli Albanesi, non erano “sinistri”, erano laici (cioè non preti) spinti dalla carità (che non è elemosina ma amore e rispetto per l'altro) nei confronti degli “emigranti” dell'altra sponda del Golfo di Venezia. Li curavano negli Ospitali fuori porta, li pulivano, li vestivano decentemente, li introducevano dignitosamente in città. Attenzione alla persona!
Le Confraternite della Misericordia facevano la stessa cosa già nel 1300-1400 per dare un aiuto ai malati, alle loro famiglie, ai moribondi e ai defunti (trasporto al cimitero).
San Giacomo della Marca (francescano) scriveva statuti per i comuni italiani ed edificava Monti di pietà (non era “destro”), cioè prestava danari senza interesse ai più poveri dei poveri. Quello che accadeva allora, accade anche ora, basti pensare alle Caritas, ai banchi di solidarietà, ai centri d'ascolto.
C'era e c'è il Vangelo come base, altrimenti sarebbe inutile, ha detto ieri nell'omelia della prima messa Papa Francesco. Altrimenti la Chiesa sarebbe una ONG pietosa e della filantropia.
Papa Francesco andava in metropolitana, abitava due stanzette, ha pagato il conto a Santa Marta, ha portato fiori acquistati in proprio alla Madonna. E ha fatto pregare (questa è la sorgente indicata) il mondo intero, la sera dell'elezione. Ha tenuto due minuti la piazza silenziosa, il mondo silenzioso. Ha fatto parlare il silenzio, per due interminabili minuti: un'eternità nell'alluvione mediatica dell'oggi. Quel silenzio dove alita “gentile” lo Spirito, come ha detto l'eclettico cardinale Dolan. Ora et labora. Sappiamo che il detto è benedettino. Ma ce lo vediamo in Francesco, come vediamo il resto: la modestia e la simpatia francescana, e il rigore dottrinario ignaziano.
Sarà una rivoluzione, ne siamo sicuri. Ma non come intende la politica. Come nell'astronomia, invece, dove il moto di rivoluzione fa tornare la terra al suo punto di partenza. E di significato. Che si chiami Dio?

 

 

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Scritto da : A.Le.
Tags : Papa Francesco, San Benedetto, Destra, Sinistra, san Giacomo della Marca, Bergoglio
15/03/2013
09:30
Questo articolo è stato letto: 489 volte
Commenti dei lettori
6 commenti presenti
  • Simone

    17-03-2013 13:35 - #6
    Da non dimenticare che San Francesco non era solo il santo dei poveri, era il santo degli animali, d'inverno, con la neve, barattava il suo mantello per salvare due agnelli dal macello e portarli a saltellare nel suo orto assieme alle tortore salvate in un'altra occasione. Caro San Francesco, ti prego, ispiralo tu il nuovo Papa!
  • Laura Pagano

    15-03-2013 19:35 - #5
    Caro Papa Francesco, se questa è la novità che non brucia come un fuoco di paglia, mi vengo a inginocchiare davanti a te con gratitudine e ammirazione.
  • Tiziano

    15-03-2013 19:02 - #4
    Ho appena sentito Papa Francesco parlare di unità, non nell'ugualità (parole sue) ma nell'arrrmoniaaa (espressione sua). Questa è una vera novità.
  • Mario

    15-03-2013 16:53 - #3
    Anche se Adolfo Perez Esquivel ha ribadito che Papa Francesco non ha avuto alcun legame con la dittatura militare, alcuni giornalisti argentini di una certa tendenza politico-ideologica stanno sbraitando che il suddetto Premio Nobel si sbaglia, che il Card.Bergoglio era una "gola profonda". Anche i cosiddetti Poteri Forti, per mezzo dei loro autorevoli quotidiani londinesi e newyorkesi, parla di una retorica nazionalistica del Card.Bergoglio in merito alla questione delle Falkland/Malvinas. Come ha detto ieri Papa Francesco, chi non prega il Signore, prega il d.... Alcuni purtroppo senza saperlo. Va beh! Non prevalebunt!
  • IL PRINCIPE BUZZURRO

    15-03-2013 10:26 - #2
    Effettivamente trovo irritante - a voler dire poco - se non decisamente offensivo il giochetto gia' iniziato di inquadrare il Papa e la sua azione nelle ridicole griglie odierne di bassa politica. Vogliamo giudicare le attivita' istituzionali della vita della Chiesa prescindendo completamente da tutto cio' che e' piu' intimamente "religioso". Va bene il rispetto per le idee e le opinioni di tutti, va bene la ammirazione per gli esempi di moralita' offerti da molti non credenti; non va affatto bene che Chiesa e Cristiani dimentichino la loro essenza profonda, basata su Qualcosa d' altro che non i meriti umani.... Anzi, basata su QUALCUNO, su UNO...se tralasciamo questo - magari per un malinteso senso di rispetto verso gl altri o piu' probabilmente perche' siamo i primi a non crederci - al massimo diventiamo un concorrente del Rotary Club. E sia chiaro che questo atteggiamento non significa rinnegare colpe e porcate di uomini ed istituzioni di Chiesa. Senza pensare ai milioni di dollari pagati da una Diocesi davanti ad un Tribunale U.S.A. per pedofilia mi vengono in mente un paio di nomi: Elisa Claps, Emanuela Orlandi e tutto un verminaio relativo....un verminaio che mi avvilisce e mi fa imbestialire come cristiano (e peccatore, Signore perdonami) e come cittadino. Ora facciamo quello che ci e' stato chiesto: preghiamo e continuiamo. Abbamo una Chiesa da far camminare, ed abbiamo anche una Nazione che chiede un Governo. La politica si occupi dei suoi affari, che ne ha gia' abbastanza, e si prenda le sue responsabilita'.
  • joe

    15-03-2013 10:05 - #1
    basta leggere Scalfari oggi sulla Repubblica, nemmeno il più preparato vaticanista si è mai sognato di imporsi con tali parole, suggerimenti e previsioni.
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