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Attualità
Inizia il tiro della giacchetta. I colleghi giornalisti ne sono grandi esperti.

E' progressista (perché ama i poveri), è conservatore (perché è contro il matrimonio gay), è di sinistra (perché va in metropolitana e abitava due stanzette), è di destra (perché non ama la teologia della liberazione).
Gli schemi della vituperata politica applicati a Papa Francesco e alla Chiesa tutta. Etichettare ergo sum. E tutto diventa più semplice. Incasellare è facile, non solo a concepirlo ma anche a scriverlo ed anche a recepirlo. Ormai il pensiero s'è talmente imbastardito che non osa uscire dalle gabbie preconfezionate.
E se facessimo invece uno sforzo per capire che forse c'è dell'altro? Che forse a dettare quei comportamenti c'è una convinzione molto più profonda (e vera) di tante ideologie o finte tali?
Sopra i portoni dei monasteri benedettini insisteva una scritta: “Con le nostre mani ma con la Tua forza”. La Sua forza... qualcosa che viene da oltre, e cambia la vita. Se non ci crediamo, facciamo magari come Einstein: usiamo il criterio della possibilità, non ridimensioniamo, non riduciamo ogni cosa alla nostra misura. Spalanchiamo la ragione, come invitava Ratzinger.
Coloro che nel 1500 a Fermo costituirono la Confraternita degli Albanesi, non erano “sinistri”, erano laici (cioè non preti) spinti dalla carità (che non è elemosina ma amore e rispetto per l'altro) nei confronti degli “emigranti” dell'altra sponda del Golfo di Venezia. Li curavano negli Ospitali fuori porta, li pulivano, li vestivano decentemente, li introducevano dignitosamente in città. Attenzione alla persona!
Le Confraternite della Misericordia facevano la stessa cosa già nel 1300-1400 per dare un aiuto ai malati, alle loro famiglie, ai moribondi e ai defunti (trasporto al cimitero).
San Giacomo della Marca (francescano) scriveva statuti per i comuni italiani ed edificava Monti di pietà (non era “destro”), cioè prestava danari senza interesse ai più poveri dei poveri. Quello che accadeva allora, accade anche ora, basti pensare alle Caritas, ai banchi di solidarietà, ai centri d'ascolto.
C'era e c'è il Vangelo come base, altrimenti sarebbe inutile, ha detto ieri nell'omelia della prima messa Papa Francesco. Altrimenti la Chiesa sarebbe una ONG pietosa e della filantropia.
Papa Francesco andava in metropolitana, abitava due stanzette, ha pagato il conto a Santa Marta, ha portato fiori acquistati in proprio alla Madonna. E ha fatto pregare (questa è la sorgente indicata) il mondo intero, la sera dell'elezione. Ha tenuto due minuti la piazza silenziosa, il mondo silenzioso. Ha fatto parlare il silenzio, per due interminabili minuti: un'eternità nell'alluvione mediatica dell'oggi. Quel silenzio dove alita “gentile” lo Spirito, come ha detto l'eclettico cardinale Dolan. Ora et labora. Sappiamo che il detto è benedettino. Ma ce lo vediamo in Francesco, come vediamo il resto: la modestia e la simpatia francescana, e il rigore dottrinario ignaziano.
Sarà una rivoluzione, ne siamo sicuri. Ma non come intende la politica. Come nell'astronomia, invece, dove il moto di rivoluzione fa tornare la terra al suo punto di partenza. E di significato. Che si chiami Dio?










Simone
17-03-2013 13:35 - #6Laura Pagano
15-03-2013 19:35 - #5Tiziano
15-03-2013 19:02 - #4Mario
15-03-2013 16:53 - #3IL PRINCIPE BUZZURRO
15-03-2013 10:26 - #2joe
15-03-2013 10:05 - #1