La benedizione. Le parole e le opere. Pentecoste ci rafforza

"Il Vangelo della domenica di Pentecoste ci presenta la promessa di Gesù legata all'invio di un altro Paraclito. Questa solennità è strettamente legata al mistero dell'Ascensione: Gesù sale al Padre per chiedere per noi il dono dello Spirito.

Lo Spirito è un altro Paraclito. Il primo Paraclito per i discepoli e per noi è stato ed è Gesù stesso. Egli è con noi sempre, ci sostiene, è la nostra benedizione presso il Padre perché continuamente dice bene di noi e dice a noi l'immenso bene di Dio per la nostra vita. Lo Spirito è l'altro Paraclito perché è a nostro fianco e ci difende soprattutto rispetto a Colui che è continuamente il nostro Accusatore, colui che è nemico della nostra felicità e nei nostri confronti ha sempre un giudizio di condanna, il diavolo. Egli è vinto, è stato precipitato (Ap 12,10) e lo Spirito in noi è testimone dell'amore del Padre e di questa vittoria.
Gesù in particolare ci ricorda che l'amore non è solo un forte sentimento, ma è un vivere e mettere in pratica la sua Parola. Questa missione non è sempre a portata di mano: come tradurre o incarnare in ogni specifica situazione il Vangelo che ha esigenze superiori alle nostre forze? In questo ci sostiene lo Spirito Santo, che ci rende testimoni creativi del Vangelo e fa sì che l'osservanza del comandamento dell'amore, sicuramente al di là delle nostre capacità, diventi per noi un giogo dolce, un carico leggero, la fonte della vera gioia"
 

 

Data inserimento: 2013-05-18 08:06:10

Data ultima modifica: 2013-05-20 09:05:59

Scritto da: Don Giordano Trapasso