ESCLUSIVA-“Il giovane rifugiato viene da un duro passato di guerra in Somalia”. Il giorno dopo l'aggressione in Viale Don Minzoni parla il legale di alcuni degli ospiti dello SPRAR sangiorgese

L'avvocato Giacomo Piergentili segue personalmente molti dei ragazzi ospiti dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Porto San Giorgio. Nessuno meglio di lui conosce le loro difficoltà. E' infatti l'avvocato Piergentili a seguirli in caso di diniego da parte della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale dello status di rifugiato politico e successivo ricorso al tribunale. A lui abbiamo chiesto di fare chiarezza su quanto avvenuto ieri mattina in pieno centro a Porto San Giorgio. Una vicenda che sta facendo discutere e che ha spezzato l'opinione pubblica in due.

“Nessun ferito da arma da taglio”. L'avvocato Giacomo Piergentili inizia facendo chiarezza sulle notizie emerse tra ieri ed oggi. “Ci sono versioni discordanti sulle persone coinvolte, ma fortunatamente non ci sono feriti da arma da taglio”. Altro aspetto che il legale tiene a precisare è quello inerente le origini del ragazzo: “Il rifugiato al centro dei fatti di ieri è somalo e non eritreo come invece è stato riportato oggi dagli organi d'informazione”. Chiediamo all'avvocato di rispondere a chi ha sollevato il dubbio di una carenza di controlli sui rifugiati ospiti della struttura sangiorgese.“ Questi ragazzi – ci spiega - sono assolutamente sotto controllo tanto è vero che il ragazzo in questione era in cura presso il servizio dipendenze dell'Asur. Forme di controllo ma anche forme di tutela nei confronti di questi ospiti che, vorrei ricordare, sono rifugiati politici o richiedenti asilo e si trovano tutti in situazioni di malattia psichica per le drammatiche situazioni da cui provengono”. Chiediamo informazioni sugli ospiti dello SPRAR di Porto San Giorgio: “E' una piccolissima comunità composta da 5 ospiti – ci spiega - tutti provengono, quando va bene, da situazioni di guerra come questo ragazzo somalo. Altri ospiti hanno alle spalle persecuzioni personali e torture che hanno influito sulla loro condizione psichica”. Quanto avvenuto ieri poteva  dunque essere previsto? “Sicuramente no, non era in alcun modo prevedibile. Si tratta di un progetto portato avanti da anni a Porto San Giorgio in relazione al quale non si erano mai verificati problemi di questo tipo. Quello di ieri è stato un caso isolato, disgraziato, ma sempre isolato. E' importante capire che si tratta di persone che non vengono qui a caso, ma cercano in Italia asilo politico. Vengono da zone di guerra, come questo ragazzo proveniente dalla Somalia dove c'è una guerra decennale”. Il ragazzo ventenne è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e si trova ora presso una struttura ospedaliera del territorio. Avvocato Piergentili che vuole ribadire l'importanza e la validità della struttura sangiorgese : “E' una realtà che conosco e apprezzo per il suo lavoro”.

Data inserimento: 2014-06-27 15:05:13

Data ultima modifica: 2014-06-28 13:07:50

Scritto da: Paolo Paoletti