Il grido di protesta dei piccoli comuni: “Basta con la miriade di normative”. A Milano anche il sindaco di Monsampietro Morico Romina Gualtieri

“Lo scorso 5 novembre – racconta il sindaco di Monsampietro Morico Romina Gualtieri - ho partecipato a Milano, al XIV congresso nazionale dei Piccoli Comuni, unitamente al coordinatore dei Piccoli Comuni della Regione Marche, Sindaco di Cossignano, Roberto De Angelis”. Nel corso della riunione è stato ribadito che sugli oltre 8000 comuni d'Italia, 5640 sono Piccoli Comuni (quindi il 70%), si è levato un forte grido di protesta per la miriade di normative (a volte di ardua comprensione) che ci attanagliano con cambiamenti repentini e vincoli sempre più stringenti, come se le realtà meno popolose fossero il danno del Paese Italia.

Sindaco che spiega: “Al contrario, dalle statistiche e dagli studi da parte di istituti di rilevanza nazionale, i piccoli comuni sono fonti di risorse e modelli di gestioni virtuose, poichè altrove si annidano gli sprechi”.

Romina Gualtieri che illustra i risultati dell'incontro: “Le criticità più dolenti sono state individuate nell'obbligatorietà dello svolgimento in forma associata delle funzione e dei servizi (a fronte di una differenza orografica e demografica dei Piccoli comuni che a volte seppur con un ridotto numero di abitanti gestiscono vastissimi territori). E ancora nella miriade di tasse che ci impongono di applicare ai nostri cittadini, (con l'obbligo di versare una parte allo stato centrale), nell'incertezza delle riforme istituzionali, dalle Provincie, alla definizione degli ambiti ottimali, unioni, convenzioni, fusioni. A questo si aggiunge l'incremento di procedimenti burocratici che implicano , anche per un semplice acquisto di routine, codici e comunicazioni che in un Piccolo Comune coinvolgono diversi uffici ( a volte svolti a convenzione con altri Comuni, quindi presenti per un ridotto orario settimanale) con conseguente ritardo nell'erogazione del servizio al cittadino e nel patto di stabilità”.

Romina Gualtieri che aggiunge: “Ecco allora che al termine dei lavori dell'assemblea, abbiamo approvato un ordine del giorno al fine di chiedere al governo centrale; di rivedere il patto di stabilità, di snellire e semplificare nell'ottica di una sburocratizzazione i procedimenti amministrativi, il rinvio dell'obbligatorietà dello svolgimento in forma associata delle funzioni (al fine di predisporre, a monte, una legge che possa ben predisporre il campo sul quale innestare questi cambiamenti epocali, perchè numerose sono state le tristi esperienze di Sindaci che hanno testimoniato l'uscita dalle unione di comuni).Il Presidente Fassino, ha garantito di farsi portavoce delle nostre istanze, per mantenere autonomia finanziaria (senza che le entrate siano rigirate a Roma), autonomia fiscale, ordinamentale (fissati gli obiettivi, saranno gli amministratori a decidere la modalità di realizzazioni), istituzionale. Il Comune è il luogo d'identità di ciascun cittadino, e quando l'Italia ancora non era Stato, i Comuni già c'erano, non si possono cancellare gli unici presidi territoriali e fonti di coesione sociale, perchè i nostri concittadini hanno i medesimi diritti nell'erogazione dei servizi degli abitanti le città metropolitane, e, soprattutto di averli nella medesima qualità”.

Data inserimento: 2014-11-07 09:59:13

Data ultima modifica: 2014-11-10 12:26:06

Scritto da: Redazione