Raptus di Campiglione. “Accusati di essere xenofobi dal dirigente della cooperativa Res”. Del Vecchio s'infiamma contro le dichiarazioni di Fulimeni: “L'integrazione è diventata un business"

“L’indignazione che ci ha provocato il fatto accaduto a Fermo, oltre agli episodi di accoltellamenti vari avvenuti a Porto San Giorgio non è niente rispetto al fatto che oggi, un tale dirigente di cooperativa ci accusa di essere xenofobi. Con questo io penso che abbiamo toccato il fondo”. Inizia così lo sfogo del capogruppo sangiorgese di Forza Italia Carlo Del Vecchio dopo le dichiarazioni dal responsabile del servizio rifugiati Sprar Alessandro Fulimeni. Del Vecchio che, nella sua nota infuocata, scrive: "Ci sono considerazioni che, in base a quanto sta succedendo nel nostro territorio sul tema sicurezza, non possono essere evitate”.

Un tema che ha spaccato l'opinione pubblica a metà. Carlo Del Vecchio che scrive, rispondendo alle dichiarazioni di Fulimeni: “ Non solo dobbiamo subire atti vandalici di inaudita violenza ed essere costretti ad avere paura di girare di notte nella nostra città, ma se proviamo a reagire con qualsiasi commento ecco che arriva l’intelligente di sinistra di turno a darci dei razzisti. Io non sono razzista, non sono xenofobo, ma questi soggetti qui non ce li voglio piu’. Io non voglio che vengano disposti centri di accoglienza e integrazione per delinquenti che seminano il terrore nel nostro territorio. Ed alla Cooperativa Res che si occupa di questa integrazione io vorrei chiedere di quali fondi dispone per tale iniziativa e da chi vengono erogati”.

Del Vecchio che respinge al mittente le accuse di razzismo: “Non è possibile accettare accuse di razzismo a fronte della legittima e doverosa necessità di salvaguardare la nostra sicurezza. Non è possibile accettare discorsi di quanto questi soggetti abbiano sofferto nel loro paese e di quanto siano traumatizzati. Vorrei sapere quanta sensibilità e amorevolezza il Presidente della Res avrebbe se fossero stati spaccati tutti i vetri della sua macchina o le vetrine del suo negozio. Vorrei vedere se si sentirebbe razzista a far uscire i figli la sera, mentre marocchini e albanesi si accoltellano per le strade. Sono consapevole che l’ “integrazione” è diventato un business con cui campano molte persone, ma non ci venite ad accusare di razzismo , quando reagiamo giustamente a questi fatti, perché alla fine razzisti e xenofobi ci diventiamo davvero. E vi dico sinceramente che siamo alla frutta”.

Dichiarazioni al vetriolo, quello di Del Vecchio, che non mancheranno di gettare ancora più benzina sul fuoco in un dibattito già rovente che da Campiglione di Fermo si è esteso a tutto il territorio provinciale e regionale.

Data inserimento: 2015-04-13 16:07:51

Data ultima modifica: 2015-04-14 11:48:07

Scritto da: Redazione