Il naufragio dell’umanita’

La strage nel Canale di Sicilia di ieri è la più grave della storia del Mediterraneo ed è anche l’ultima di una lunga serie. Ma è soprattutto il naufragio dell’umanità nella civilissima Europa.
Si era detto “mai più “dopo la tragedia di Lampedusa dell’ottobre 2013 e invece sono continuate a morire nell’indifferenza generale migliaia di persone . Ora , anche in questa occasione, per l’ennesima volta, come per le stragi precedenti, assisteremo all’insopportabile cordoglio ipocrita e di circostanza che si esaurirà nell’arco di qualche giorno. Bisogna denunciare con forza che questi sono i risultati di chi ha voluto chiudere Mare Nostrum e sostituirla con l’operazione Triton, coordinata dall’agenzia europea Frontex , che ha per mandato lo scopo di pattugliare i confini e non quello di salvaguardare le vite umane.

C'è un solo modo per salvare le vite dei migranti in fuga da guerre e persecuzioni che ogni giorno muoiono attraversando il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna: consentire a tutti gli esseri umani di muoversi liberamente permettendo loro di giungere in Europa in modo legale e sicuro.
Nessuno si affiderebbe alle mafie dei trafficanti, nessuno viaggerebbe sui barconi della morte, nessuno rischierebbe di morire tra le onde.
Occorre attivare immediatamente canali umanitari di accesso nello spazio Schengen oltre che rilanciare una grande operazione di soccorso ad ampio raggio in acque internazionali; occorre l’applicazione del diritto di asilo a tutti coloro che fuggono da paesi ridotti alla miseria dalle rapine colonialiste e dalle strategie di destabilizzazione; occorre garantire trasporto, accoglienza, assistenza e tutela a persone altrimenti condannate alla morte e alla disperazione.
Salvare le vite è il primo dovere di ogni civile istituzione.
Non farlo significa essere complici di questa ecatombe.

Data inserimento: 2015-04-20 09:54:35

Data ultima modifica: 2015-04-21 15:34:50

Scritto da: Alessandro Fulimeni, Servizio Rifugiati SPRAR