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Andrea Rotili: quando una foto può cambiarti la vita

Bentornati sulla “Sala dei Ritratti”, ogni dieci giorni raccontiamo storie di fermani in giro per il mondo oppure di persone con qualcosa da raccontare. Questa volta vogliamo raccontarvi la storia di Andrea Rotili, un libero professionista con la passione per la fotografia. Una passione tale che lo ha portato a diventare uno dei fotografi musicali (esclusivamente musica jazz) e di scena più rinomati al mondo.

“Esistono migliaia di mondi. Esistono migliaia di storie. Esistono migliaia di passioni. E vivere a cavallo di tutto ciò, credo sia questa la vera felicità. Per scoprire, per conoscere, per crescere, per vivere veramente.”

 

Un mio vecchio professore ripeteva sempre questa frase quando ero piccolo, io non la capivo bene, forse oggi si, ma se dovessi riassumere in poche parole la vita di Andrea Rotili, credo che questa sarebbe una delle frasi che calzerebbe di più. E nonostante ciò, ci sarebbe ancora da aggiungere molto.

Il protagonista di questa nuova puntata si chiama Andrea Rotili, 47enne originario di Sant’Elpidio a Mare, che oggi vive a Morrovalle. Professionalmente si definisce un programmatore informatico gestionale, ma sarebbe più facile descriverlo come un libero professionista che segue aziende marchigiane con sede all’estero,  precisamente in Tunisia.

Da quindici anni infatti passa più di dieci giorni al mese a Tunisi e per lui prendere un aereo è diventato quasi come radersi la barba tutti i giorni. Ma Andrea non è solo questo: è molto di più. E’ uno sportivo all’ennesima potenza, è un appassionato di musica jazz e, soprattutto, è un fotografo.  

Andrea mi parla della sua vita e del suo lavoro e tende fin da subito a precisare una cosa:

“Se riesco ad avere questa vita, lo devo soprattutto alla mia famiglia. A mia moglie e alle mie due figlie che mi sorreggono, mi aspettano e mi aiutano in tutto quello che faccio. Vivere a cavallo fra l’Africa e l’Italia non è facile, ma fortuna che ci sono loro.”

Oggi lavora per un gruppo di aziende italiane, con sede in Tunisia, operanti nel settore calzaturiero e cura principalmente i rapporti commerciali e il management gestionale-logistico. Nonostante tutto,  ciò che rende Andrea Rotili veramente fuori dal comune(anche se il suo lavoro già lo classificherebbe come tale) è la sua passione per la fotografia.

“Sono sempre stato un fotografo per hobby. La fotografia è mio doping personale. Insieme allo sport e la musica è ciò che mi ricarica nello spirito. Che mi rigenera dal lavoro e da tutti i miei giorni trascorsi in Tunisia. Quando ho un po’ di tempo, non perdo occasione per praticare la corsa in montagna, andare in bici o andare a un buon concerto di musica jazz con la macchina fotografica...”

Per quanto Andrea sia modesto nel suo rapporto con la fotografia, non molti sembrano pensarla come lui. Nel corso degli anni le sue fotografie hanno acquisito sempre più visibilità, tanto da diventare conosciuto in tutto il mondo. Il perché di tutto ciò? Semplice: Andrea è un fotografo di eventi musicali jazz.

“Sono 30 anni che ascolto musica jazz e faccio foto, ma fino a 4 anni fa queste due passioni erano parallele fra di loro.  Avevo sempre scattato foto paesaggistiche, di animali, di persone e stavo quasi per vendere tutto, in quanto ciò che fotografavo non mi soddisfaceva più. Avevo fatto anche dei corsi per migliorare, per cercare di capire quali fossero i soggetti più ideali per me, ma non avevo trovato niente che mi rappresentasse veramente. Poi una sera, sono andato a sentire un concerto jazz al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio.”

Andrea era andato a sentire un concerto dei grandi musicisti jazz, Paulo Fresu e Uri Caine durante gli eventi organizzati dal Tam Festival. Non andava da molto a un concerto e non si era mai portato la macchina fotografica con sé fino ad allora. Ma quella sera aveva deciso di farlo. Aveva una sensazione. All’ esibizione musicale, infatti, come se una luce si fosse accesa dentro di lui, il nostro protagonista prende la sua Reflex e inizia a scattare delle foto. Poi, una volta tornato a casa, dà un’occhiata ai suoi scatti. Le foto gli piacevano sul serio…

“Erano 4-5 foto che mi avevano colpito. Dopo tanto tempo in cui non riuscivo a trovare uno scatto che mi piacesse, queste foto mi trasmettevano qualcosa. Un’emozione. E così è nato l’interesse, tanto che mia moglie mi ha consigliato di provare un corso di fotografia musicale. Io ero titubante ma non ho potuto rifiutare: me lo ha pagato lei.”

L’interesse cresce sempre di più e Andrea, fra un viaggio e l’altro, quando può partecipa ai concerti in giro per il Fermano e le Marche e si fa le ossa immortalando i vari artisti, provando scatti sempre diversi e mettendo a frutto le capacità apprese negli anni precedenti, applicandole a questo nuovo contesto.

Le sue foto iniziano a girare, su Facebook e Twitter, e i feedback che riceve sono molto positivi. Le foto di Andrea vengono apprezzate da tutti e ricevono un sacco di complimenti, anche da gente del settore. A tal punto che gli scatti del nostro fotografo elpidiense vengono pubblicati da alcuni giornali di musica jazz italiani.

“E’ stata una grande soddisfazione. Non immaginavo che in così poco tempo qualcuno avrebbe potuto apprezzare ciò che fotografavo. In fondo ero solo un “neofita” per quanto riguarda le foto jazz.  Quello che non mi aspettavo minimamente è che le mie foto sarebbero arrivate oltre Oceano e pubblicate in web magazine Internazionali. Non ci potevo credere…mi veniva naturale cercare lo scatto e non potevo pensare che alla gente piacessero così tanto le cose che fotografavo. ”

Da qui, infatti,  la carriera come fotografo jazz di Andrea cresce sempre più, tanto da essere accreditato nel 2013 e nel 2014 come fotografo ufficiale per “Allaboutjazz”( rinomata testata americana del settore) in occasione della 40° edizione di Umbriajazz, uno dei festival jazz più famosi al mondo.  Ma il vero apice è stata la vittoria di Andrea al concorso “Jazz World Photo 2015”.

Un contest fotografico tra i membri del gruppo Facebook “Jazz photographer”, ideato e creato dal grande fotografo spagnolo Antonio Porcar Cano e da alcuni grandi fotografi della Repubblica Ceca come Tomáš Katschner, Patrick Marek e Ivan Prokop.

Giusto per rendere l’idea, l’edizione del 2015, ha visto partecipare 187 fotografi da 27 paesi di tutto il mondo. Inizialmente, Andrea viene selezionato fra i primi trenta e successivamente riceve la comunicazione di essere tra i primi tre classificati.  All’interno del festival “Jazzinec” a Trutnov, in Repubblica Ceca, il 28 marzo 2015 viene proclamato vincitore direttamente sul palco insieme agli altri 2 fotografi italiani: Andrea Palmucci (2° class) e Fabio Orlando (3° class.).

Prima della premiazione nessuno dei tre sapeva chi sarebbe stato premiato con il primo posto.

“La foto era molto particolare: era una foto di spalle, scattata a Enzo Pietropaoli, del gruppo “Doctor 3” durante il soundcheck al festival “UmbriaJazz” dell’anno scorso.  Era un momento particolare, il teatro vuoto, l’artista che provava da solo sul palco con le luci soffuse. Ho preso la macchina fotografica e ho scattato.  La foto era inconsueta perché fatta da dietro, dal backstage, quando in generale si tende sempre a fotografare i musicisti di lato o davanti.“

La foto di Andrea, lo confesso, è veramente bella e trasmette una sensazione d’intimità. Come se si potesse osservare il musicista in un momento privato, quando non si è davanti a un pubblico. Fra le domande rivolte a Rotili, mi colpisce molto cosa lui cerchi in ogni foto: l’emozione. I sentimenti attraverso la musica. L’anima del musicista. Che a una persona qualsiasi potrebbero sembrare delle sciocchezze, ma credetemi, per chiunque sia un’artista o abbia una passione, è proprio questo lo scopo finale a cui si punta. L’andare oltre la banalità.

“Quando scatto una foto, vorrei che chiunque la guardi  potesse sentirsi anche egli al concerto. Come se potesse percepire l’emozione del momento. Sentire la musica attraverso una foto. Lo so che è strano, ma se non la pensi così, l’ispirazione di per sé non è niente.  Che poi scattare durante un concerto è qualcosa di molto particolare: bisogna stare attenti alle luci, cogliere il momento senza essere invadente e senza infastidire chi suona. Bisogna essere invisibili. Non è un gioco da ragazzi, fra il buio della platea e tutto il movimento che c’è in un concerto, ma a volte gli scatti sono da togliere il fiato. Non è facile, ma l’impegno spesso viene premiato.”

Andrea Rotili come sempre continua a lavorare, a volare fra la Tunisia e l’Italia e a dividersi fra la sua famiglia, lo sport (si sta allenando per una corsa di trail running di 80 km sul Monte Bianco) e questa sua passione/professione, che nel giro di pochi anni, ha preso una piega straordinaria e allo stesso tempo imprevedibile.

A metà aprile è stato il fotografo ufficiale a Tunisi per il festival “Jazz a Carthage”, mentre fino al 28 giugno le sue foto saranno esposte a Civitanova, presso l’Hotel Dimorae. Da luglio a Settembre saranno esposte a Sant’Elpidio a Mare, la sua terra natia, in occasione del festival Jazz di Marca e delle varie manifestazioni comunali estive. Insomma, il futuro è roseo, e chissà quanti altri scatti di Andrea ancora ci attendono.

“Il futuro, dici? Chissà…vediamo. Oggi ho vinto, magari domani no. Sono contento per la vetrina che questo premio mi ha concesso, e per le tante opportunità e proposte che stanno arrivando, ma quello che rimane certo è una cosa: finalmente ho trovato la mia identità fotografica. E amo le mie foto. E quando si ama qualcosa, tutto viene più facile… Il progetto per il prossimo anno è portare la mostra del Jazz World Photo 2015 in Italia. Sta nascendo qualcosa di molto interessante con gli altri 2 fotografi italiani premiati , vogliamo qualificare la figura del fotografo jazz poiché grazie a lui, si sta instaurando un filo diretto tra musicista e pubblico, e la fotografia è anche un sistema  per far conoscere la musica che, oltre alle note , è fatta di emozioni trasmesse da immagini.”

Data inserimento: 2015-04-28 18:32:40

Data ultima modifica: 2015-04-28 23:51:45

Scritto da: Iacopo Luzi

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