Fermo. La replica dell'Assessore Ciarrocchi al consigliere Tulli: "Il canone che il Comune versa all'Asite non è aumentato"

Premesso che ovviamente non condivido le ingiuste critiche rivolte all’assessore Febi, il quale in Consiglio ha ampiamente e compiutamente illustrato la correttezza dei calcoli contenuti nella delibera di riduzione della Tari, ritengo necessario fornire nuovamente delucidazioni sul canone che il Comune versa ad Asite per il servizio di spazzamento, raccolta e smaltimento rifiuti.

Contrariamente a quanto sostiene il consigliere Tulli, il canone non è aumentato, posto che la giunta Calcinaro in data 15-07-2015 ha deliberato di confermare lo stesso importo dell’anno 2014 (euro 5.004.000,00) non aumentando l’impegno di spesa nonostante una formale richiesta proveniente da Asite che documentava costi per circa 6 milioni di Euro.
Come illustrato nell’ultimo consiglio dal sottoscritto assessore durante l’intervento cui il consigliere Tulli non ha assistito, gli utili di Asite non provengono dal canone del servizio raccolta bensì da altri fattori e servizi, su tutti i conferimenti esterni in discarica da parte delle società Cosmari e Sogliano, eventi straordinari in tutto o in parte non ripetibili nell’anno in corso.
Gli utili di Asite sono stati utilizzati in parte dall’azienda per coprire perdite pregresse (ben note ai consiglieri delle passate legislature) e per ricostituire la riserva vincolata, in altra parte dall’amministrazione per ridurre la Tari e per intervenire in diversi ambiti, in particolare nel sociale, stante la carenza dello stanziamento di fondi regionali.
E’ evidente che l’amministrazione nella determinazione e attribuzione del canone, oltre ad imporre ad Asite un efficientamento che incide per circa un milione di euro, non avrebbe potuto ulteriormente ed eccessivamente sottostimare il costo del servizio di raccolta profittando degli utili che l’azienda produce o produrrà in altri settori, perché ciò avrebbe costituito una forma di distribuzione occulta di utili con conseguente elusione del patto di stabilità ed addirittura elusione fiscale.
Chiarito ciò, risulta invece condivisibile la valutazione del consigliere Tulli nella parte in cui lo stesso sollecita per il futuro un necessario cambio di passo nel rapporto con la municipalizzata, una svolta nella gestione Asite che nella logica della nuova amministrazione dovrà ovviamente prendere le mosse da una riorganizzazione ed ottimizzazione del servizio di raccolta, con l’obiettivo di rendere strutturale e costante la riduzione della Tari come effetto della progressiva riduzione del costo del servizio, mantenendone intatta l’efficienza.
Sotto questo profilo l’amministrazione, nel brevissimo tempo a sua disposizione, ha già fornito le prime linee guida ad Asite, puntando su innovazione e investimenti su nuove tecnologie ( ne sono un esempio le isole ecologiche informatizzate in fase sperimentale ai Palazzi Santarelli), sulla sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini al rispetto del territorio con istituti premiali per i più virtuosi e con sanzioni finalizzate alla repressione di comportamenti incivili, ma anche con l’introduzione di nuovi strumenti e sistemi (in particolare alcuni ecocentri fissi o mobili da istallare in zone strategiche della città) atti a migliorare la raccolta differenziata nonché a combattere i conferimenti illeciti ed il c.d. “turismo dei rifiuti”, che ogni anno incide negativamente sul costo del servizio per alcune centinaia di migliaia Euro.
L’atteggiamento vigile, propositivo e non propriamente morbido di questa nuova amministrazione nei confronti della partecipata è anche dimostrato da altri interventi che si sommano al diniego dell’aumento del canone, quali ad esempio l’abolizione della buonuscita per gli amministratori e l’imposizione di investimenti finalizzati ad un abbandono graduale del servizio porta a porta a favore di nuovi sistemi tesi ad una raccolta differenziata più puntuale con risultati che ci permettano quantomeno di raggiungere la soglia di esenzione dall’ecotassa.
Dobbiamo però essere sempre coscienti che la conformazione del territorio fermano impone fisiologicamente l’adozione contemporanea di più sistemi di raccolta con innegabili ed ineludibili conseguenze dal punto di vista dei costi.
Ad ogni modo se, come auspichiamo, il nuovo corso porterà risultati, uno degli obiettivi di medio periodo sarà quello di riallocare il personale non più necessario al servizio raccolta in altre attività e servizi pubblici ove la struttura comunale, già in difficoltà, a breve dovrà far fronte ad alcuni pensionamenti, ad esempio le manutenzioni stradali, la cura del verde ed il decoro urbano.
Per il momento, a poco più di un mese dall’insediamento, mi sento di dire che l’inversione di rotta non poteva essere più netta ed incisiva.

Data inserimento: 2015-08-06 17:24:53

Data ultima modifica: 2015-08-07 13:25:02

Scritto da: Alessandro Ciarrocchi, Assessore Politiche Ambientali Fermo