Il Segretario Regionale CISL FP Giuseppe Donati in merito al futuro dell'ospedale di Montegiorgio e dell'Area Vasta 4: "Quando si parla di salute non si posso dire mezze verità"

"Nel leggere il resoconto dell'Assemblea pubblica svoltasi nella serata di giovedì a Montegiorgio in merito al futuro dell'ospedale cittadino, viene subito da pensare come ormai l'idea di raccontare ai cittadini tutta la verità sia diventata per la politica una consuetudine legata la passato. Da Roma ad Ancona, passando per Fermo e provincia, ogni volta che si parla di sanità e salute si raccontano mezze verità e di conseguenza, mezze bugie".

"Prendiamo ciò che è stato raccontato giovedì sul futuro dell'ospedale di Montegiorgio. Ha detto Livini: l'ospedale non verrà chiuso ma sarà trasformato in Casa della salute. Ora, quello che già non è più un ospedale, se e quando verrà trasformato in Casa della Salute non potrà più essere considerato ospedale come i cittadini si aspettano. Questo perché la Casa della Salute non garantisce ricoveri ordinari con personale medico ed infermieristico dedicato, bensì è un aggregazione di servizi diagnostici e residenziali presidiati dai medici di medicina generale e non ospedalieri. Nella RSA o Cure intermedie, l'assistenza medica è garantita per 5 ore al giorno dai medici di base. Tutt'altro che un ospedale, quindi. Non che questo sia un male, vista la carenza cronica di posti per lungodegenza ed RSA nel fermano ma ai cittadini non vanno dette bugie o mezze verità: l'ospedale di Montegiorgio sparirà così come è nella visione dei cittadini montegiorgesi. Nascerà, se nascerà, qualcos'altro che non sarà un ospedale. Altra mezza verità: il punto di primo intervento non chiuderà ma sarà trasformato in un ambulatorio per prestazioni su prenotazione. Come si fa ad affermare che non chiuderà il P.P.I.? Ai cittadini va detto che il punto di primo intervento non ci sarà più. Ciò che resterà non potrà più accogliere nemmeno le piccole urgenze o le urgenze che oggi giungono non con automediche ma con mezzi privati. Qualsiasi urgenza, anche minima, dovrà essere trattata a Fermo con ulteriore aggravio delle code al Pronto Soccorso. Quello che verrà lasciato è un semplice ambulatorio infermieristico. L'unica verità, che ai cittadini del fermano nessuno vuole dire, è che il 2016 sarà un anno orribilis per la sanità ed il diritto alla salute dei marchigiani. Più di cento milioni di tagli ai trasferimenti dallo Stato alla Regione si scaricheranno sui servizi, sul personale e sui cittadini. La politica nazionale, invece di colpire gli sprechi e le ruberie, priverà i malati delle cure. I reparti ed i servizi sociosanitari subiranno tagli di personale e di finanziamenti per le strumentazioni necessarie. In molti saranno costretti a rivolgersi ai privati. Del resto questo è ciò che auspica Ceriscioli per abbattere i tempi di attesa. Meglio svendere pezzi di sanità pubblica ai privati che investire per far funzionare meglio la sanità pubblica delle Marche massacrata da anni di cattiva politica sanitaria. La soddisfazione più grande dei nostri amministratori, in questi anni è stata quella di essere nei primi posti delle classifiche del Sole24ore per virtuosità. Questa finta virtuosità, però, è stata pagata dagli operatori sanitari con quasi 50 milioni di euro di tagli subiti sugli organici e dai cittadini che hanno trovato sempre più difficoltà ad accedere ai servizi pubblici i diagnosi e cura. In questo scenario, sorge spontanea una domanda: le risorse per mettere a norma la struttura di Montegiorgio da dove arriveranno? Perchè è bello andare a raccontare che entro il 31 dicembre cambierà la targa davanti al presidio di Montegiorgio e comparirà la scritta Casa della Salute ma non dimentichiamo che la struttura frana lentamente verso mare e non è a noma per la legge antisismica. Questa domanda meriterebbe una risposta che non può essere che tutto sarà coperto dai 2 milioni di euro stanziati. Ed ecco che ci risiamo con le mezze verità. Al fermano mancano posti letto per acuti e posti letto per post acuzie e residenzialità. Pensare che l'Area Vasta 4 è stata l'unica nelle Marche a chiudere un ospedale di polo,quello di Sant'Elpidio a Mare, ma senza riconvertirlo. I nostri amministratori “yesman” sono stati rapidissimi nel chiudere ma molto meno nel riconvertire. La storia sanitaria della provincia di Fermo è piena di promesse non mantenute. Che fine ha fatto ad esempio il reparto di lungodegenza che doveva aprire all'INRCA di Fermo? Doveva aprire a giugno, poi a settembre, poi a novembre. Ad oggi se ne sono perse le tracce, anzi torna prepotentemente alla ribalta un nuovo ridimensionamento dell'INRCA. Prova questa di miopia gestionale delle strutture sanitarie del fermano e di assenza di visione ed integrazione, con regia sempre ad Ancona. Il 2016 si presenta come un anno di tagli ed il fermano ne risentirà più di altri territori delle Marche viste le note arretratezze storiche. Le promesse non bastano più ed i fatti non si vedono. Intanto, un altro importante professionista, arrivato pochi anni fa a Fermo sarebbe già con le valigie in mano. Il dott. Galosi potrebbe lasciare a breve il reparto di Urologia di Fermo e non sarà l'ultimo. Qualcuno si domanda perché ?"

Data inserimento: 2015-11-07 10:06:28

Data ultima modifica: 2015-11-11 08:24:09

Scritto da: Giuseppe Donati