Fermo. Massimo Rossi e Giulia Torresi replicano amareggiati alla maggioranza: "Avviare un processo di revisione generale del Piano Regolatore esaminando nel dettaglio il tessuto urbano esistente"

"Per quanto riguarda noi dell’Altra Fermo e di Fermo Migliore, uscire dall’aula del Consiglio Comunale, facendo mancare il numero legale sull’estensione alle zone costiere degli incrementi volumetrici consentiti dal cosiddetto “piano casa”, è stato esattamente l’opposto di un’”imboscata fine a se stessa” e di una rinuncia a “discutere ed a confrontarsi”, come affermano nel loro comunicato i gruppi di maggioranza". Massimo Rossi di Fermo Migliore e Giulia Torresi per L'Altra Fermo replicano ai consiglieri di maggioranza dopo il consiglio comunale di giovedì scorso.

"Di fronte ad una maggioranza, animata da granitiche ma discutibili certezze, ed avviata a spazzar via frettolosamente con i propri voti ogni reale confronto su temi delicatissimi - spiegano Rossi e Torresi - quello attuato era, al contrario, l’unico modo per offrire alla città, alle sue realtà associative sensibili al bene comune, l’opportunità di avere il tempo per “discutere e confrontarsi” sui principi e le strategie comuni che devono consentire il rilancio di Fermo, del suo patrimonio ambientale, storico, paesaggistico, della sua vivibilità. Se si tratta, in sostanza, di continuare a considerare la città un aggregato di proprietari privati animati soltanto da aspettative individuali e familiari, piuttosto che una comunità solidale intenta a perseguire il bene comune in una prospettiva di lungo termine. Bene comune e prospettive di rilancio economico che si costruiscono, in particolare nel campo del governo del territorio, attraverso scelte che antepongono l’”insieme” ed i “tempi lunghi” alle esigenze particolaristiche ed alle scelte dettate da presunte emergenze".

I due rappresentanti di L'Altra Fermo e Fermo Migliore entrano nel merito: "Nello specifico: operare sul territorio sulla base di elementi di sviluppo sostenibile, mal si concilia con lo strumento del Piano Casa, che interviene in maniera indifferenziata densificando un tessuto urbanistico già al collasso soprattutto nelle zone costiere. Quando poi, si parla di comportamento discriminatorio tra i quartieri del nostro territorio si tende a dimenticare come l’esclusione dagli incrementi volumetrici di alcune di esse sia da collegarsi al fatto che non tutte le zone sono uguali e la vocazionalità turistica delle aree disposte lungo la costa non può essere equiparata alle aree produttive o ai quartieri periferici a destinazione residenziale prevalente.
La solita storia della necessità di spazi aggiuntivi per i figli, è diventato negli anni soprattutto nella nostra città, una giustificazione per ogni operazione che interessa la parte residenziale del tessuto urbano. Non possiamo dimenticare l’annosa vicenda delle Zone B, dove, per le presunte necessità abitative dei figli, si sono rese edificabili aree agricole per migliaia di metri quadrati. Zone B sulle quali, nella stessa seduta consiliare, l’attuale maggioranza sulla scia della precedente, ha ampliato le potenzialità edificatorie in alcune di esse (B5), portando le superfici abitative complessive realizzabili nei singoli lotti, da 360 a 450 mq… altro che appartamento per i propri figli!!"

Rossi e Torresi aggiungono: "Il nostro punto di vista, più volte ribadito, è che sia necessario, alla luce della necessità di una nuova strategia per il rilancio della città, avviare un processo di revisione generale del Piano Regolatore esaminando nel dettaglio il tessuto urbano esistente, le previsioni di sviluppo, intervenendo ove necessario dopo un’opera di coinvolgimento e di condivisione nelle scelte. In conclusione vogliamo esprimere il nostro rammarico e la nostra delusione oltre che per i contenuti delle proposte dell’altra sera, anche per i toni insultanti del comunicato stampa della maggioranza. Riteniamo infatti di aver dato prova a loro ed alla città che i nostri gruppi non perseguono certamente intenti faziosi e non praticano un’opposizione pregiudiziale ma stanno promuovendo tra i cittadini un nuovo modo di fare politica, basato sulla partecipazione, sul dialogo con le istituzioni, nell’intento di raggiungere obiettivi che soddisfino le aspettative dei singoli perseguendo però, in primis, il bene comune. E’ evidente che quando, a nostro parere, ciò non accade e si tenta di imporre a colpi di maggioranza scelte che ipotecano lo sviluppo futuro della città non possiamo che dissentire ed agire con coerenza".

Data inserimento: 2016-01-16 20:13:52

Data ultima modifica: 2016-01-18 15:17:48

Scritto da: Redazione