Per un moderno sistema di relazioni industriali

Le tre confederazioni sindacali Cgil Cisl Uil di Fermo terranno un attivo dei quadri e delegati venerdì 18 marzo, dalle ore 9.30 all'Auditorium Villa Nazareth di Fermo

L'iniziativa è stata organizzata per illustrare e discutere i contenuti del recente accordo interconfederale "Un moderno sistema di relazioni industriali" con il quale le segreterie nazionali hanno già iniziato a confrontarsi con le associazioni delle imprese italiane. Il principale obiettivo che l'Accordo interconfederale si propone è quello di determinare le condizioni per un modello di sviluppo fondato sull'innovazione e la qualità del lavoro. ”La situazione del Paese e della nostra provincia - spiegano gli organizzatori - dimostrano che la politica economica di questi ultimi decenni, fondata sulla compressione dei diritti del lavoro e sull'abbassamento delle retribuzioni, non ha funzionato. Ha fallito la competizione della "via bassa" allo sviluppo incentrata sulla svalorizzazione del lavoro. Negli anni della crisi si sono persi 12 punti di Pil e il 25% della capacità produttiva; con un Pil che cresce dello 0,8% annuo, impiegheremo 15 anni a ricostruire la ricchezza del Paese. L'OCSE e Bankitalia certificano che dal 1998 al 2011 l'Italia ha aumentato la produttività del 3,6%. Mentre Francia e Germania del + 17% e USA, Gran Bretagna e Giappone di oltre il 20%. E' necessario quindi, recuperare produttività e questa la si può fare solo attraverso gli investimenti (che in questi anni sono crollati) su ricerca e sviluppo, sulle infrastrutture, sui servizi avanzati, sulle persone e la loro professionalità. Prima cosa: rinnovare i contratti; estendere la contrattazione di II livello: innovazione processo e prodotto, aumento produttività, investire su qualità. Anche a Fermo i maggiori problemi si riscontrano nella mancanza di lavoro, aumento delle disuguaglianze e aumento delle povertà. Le cause risiedo nella crisi ma anche a nodi strutturali preesistenti: bassa produttività e V.A., dimensioni delle imprese, scarsità di infrastrutture materiali ed immateriali, basso livello dei redditi da lavoro e da pensione, servizi sanitari e socio-sanitari insufficienti, attrattività investimenti e sistema credito insoddisfacente. Abbiamo l'occasione dei Fondi Comunitari che, al contrario dei periodi precedenti, vanno utilizzati in pochi e strategici progetti. Su questo tema va aperto un vero confronto con la Regione. Intanto, siamo fuori da alcuni progetti di investimenti: Strategia Aree interne; Agenda Urbana; siamo drammaticamente indietro nei bandi per le filiere delle calzature e del cappello. Il Territorio risulta privo di rappresentanza unitaria; essa è frammentata e ininfluente”. Insieme al rilancio dell'iniziativa per contrattazione di II livello, territoriale, di filiera, il sindacato confederale propone la realizzazione di una sede unitaria di confronto per tutti gli attori economici, sociali ed istituzionali del Territorio per determinare analisi e strategie condivise, anche attraverso un Patto per lo sviluppo. L'Attivo sarà coordinato da Floriano Canali (responsabile Uil), introdurrà Maurizio Di Cosmo (segretario generale Cgil) e, dopo gli interventi dei delegati, concluderà Stefano Mastrovincenzo (segretario generale Cisl Marche). 

Data inserimento: 2016-03-16 19:03:11

Data ultima modifica: 2016-03-17 14:05:25

Scritto da: Redazione