Una politica senza idee sta distruggendo il nostro territorio. L'affondo di Di Ruscio

L'ex Consigliere provinciale interviene sui lavori lungo l'Ete Vivo, sulla centrale a biomasse a Campiglione e sul Consorzio di Bonifica delle Marche

Le problematiche del fiume Ete Vivo (e non solo di quello) sono ancora irrisolte. Anzi, allora provochiamo! Neanche la 2a guerra mondiale, nel Fermano, ha avuto la stessa potenza distruttiva dei lavori effettuati dalla Provincia di Fermo, ex Giunta Cesetti, per "riparare" i danni provocati dagli eventi "calamitosi" degli anni 2009-2011: fiumi distrutti i cui costi per l'inalveamento sono enormemente superiori a quelli già sostenuti per riparare le cosiddette "calamità" e ben 11 ponti, tra lesionati, intransitabili (divelti dall'acqua) e solo parzialmente transitabili, a causa dei suddetti lavori (lo scrive anche l'Autorità di Bacino). I miei nonni mi raccontavano che i tedeschi avevano fatto saltare il ponte di Servigliano e quello di Fermo presso l'ex Conceria! Anche gli agricoltori, vista l'inerzia delle istituzioni, sono intervenuti con una protesta-proposta molto forte e che va tenuta in forte considerazione!

 

Oltre al problema fiumi è innescata la bomba "Centrale Biomasse" a Campiglione. La problematica è stata gestita molto male dal punto di vista politico e amministrativo, senza cercare soluzioni alternative a quelle previste nell'accordo di programma. Il colmo, dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato, che di fatto censura parzialmente ma in modo netto il comportamento della Provincia di Fermo, sarebbe un eventuale risarcimento danni, già richiesti da parte della ditta stessa! Confidiamo speriamo di no perché a pagare sarebbero sempre gli stessi!

 

Confido, in cuor mio, che per il nuovo ospedale di Campiglione di Fermo la sorte sia migliore, ma ci sarà tempo per parlarne!

 

Ritornando all'Ete Vivo ricordo che il fiume è un "bene pubblico" e meraviglia il silenzio degli ambientalisti! Nella mia esperienza sindacale occuparono pagine di giornali con il ligustro eliminato per la costruzione della rotatoria a Santa Caterina, sostituito da diverse centinaia di piante poste lungo la bretella. A quelle stesse persone chiedo se si siano accorte delle decina di tir che hanno caricato e portato via, non so dove, quei bellissimi e pregiati pioppi (e non solo quelli) posti lungo gli argini del fiume Ete Vivo ed eliminati per consentire lavori di riprofilatura e centratura del fiume. Lavori che hanno contribuito in modo rilevante a determinare quei danni lamentati dagli agricoltori.

 

Agricoltori terrorizzati dal pericolo per le coltivazioni arboree, i fabbricati, le strade, i versanti collinari. Ettari di terreno agricolo pianeggiante e fertile scomparsi, mangiati dal fiume e che ci ritroveremo a valle e nel mare! Chi provvederà a ripristinare quello che non c'è più, chi pagherà i danni patrimoniali ed economici? Non dimentico il bene più importante, il fiume stesso, inesistente in più parti, ed il suo ecosistema.

 

Nell'anno 1985, per sventare il pericolo cementificazione del fiume Tenna con i lavori dei fondi FIO, l'Assessore Pino Alati organizzò il convegno "Il fiume Tenna: un ecosistema da salvaguardare". Grazie a quell'iniziativa politica furono modificate le tecniche d'intervento e salvato il fiume.

 

Per l'Ete Vivo non avevamo un altro "Pino"! Il primo è ora occupato tra fogne e depuratori!

 

Chiudo con il Consorzio di Bonifica delle Marche: sta inviando nuovi avvisi-solleciti di pagamento a chi ancora non ha provveduto al pagamento della tassa e che alcuni hanno scambiato con la cartella esattoriale! E' una gravissima vessazione nei confronti dei proprietari degli immobili, perché contro l'avviso non si può ricorrere! Ma non si è neanche obbligati a pagare, anzi!

 

Di contro, gli enti preposti ancora non provvedono a fare ciò che compete loro: piano generale di bonifica, classifica dei corsi d'acqua e classifica delle opere idrauliche. In altre parole: individuare le opere necessarie per mantenere in sicurezza idraulica il territorio e definire chi deve provvedere e quanto deve pagare. In questo modo, come già detto in precedenza, c'è il rischio reale che il cittadino paghi due volte la stessa opera (tassazione ordinaria generale e particolare). Su questo tema torneremo nei prossimi giorni con dettagli di carattere tecnico-giuridico a supporto di tutti gli interessati.

 

Spero che i proprietari dei terreni posti lungo il fiume Ete Vivo e tutti quelli comunque danneggiati non abbiano ricevuto l'avviso-sollecito di pagamento, perché oltre al danno c'è anche la beffa.

 

Questa politica senza idee e senza scrupoli ma dell'annuncio mediatico, che lascia il posto a costosi contenziosi giudiziari deve pur cessare ed è opportuno passare dal mondo virtuale, dove ci vorrebbero far vivere, a quello reale. Più tempo passa e più duro sarà il risveglio.

Data inserimento: 2016-05-03 15:44:23

Data ultima modifica: 2016-05-04 10:28:11

Scritto da: Saturnino Di Ruscio