Ete Vivo, il fiume che non c'è più: la denuncia di Saturnino Di Ruscio

L'ex sindaco di Fermo, a nome di Cantiere Marche - Servire le Marche, diffonde una galleria fotografica sul pericoloso stato del fiume nella zona tra l'ex Ceramica Lauretana e la Savelli: gli argini non ci sono più

Sappiamo che rischiamo di essere noiosi ma l'inerzia delle istituzioni e le vessazioni nei confronti dei privati cittadini che hanno due "gravi" responsabilità: essere agricoltori e/o proprietari di terreni posti lungo il fiume Ete Vivo e di avere a che fare con la Provincia di Fermo, ci spinge ad andare avanti.

Le foto che alleghiamo e che riguardano due parti del fiume Ete Vivo poste nel Comune di Fermo una in zona ex Ceramica Lauretana e l'altra in direzione Savelli ascensori, dimostrano chiaramente che il fiume non ha più un vero e proprio letto dove scorrere, che la maggior parte degli argini sono distrutti, che il fiume si sta creando autonomamente delle zone dove esondare in caso di piogge con pericolo anche per abitazioni, pozzi, impianti irrigui, strade e versanti di colline che si stanno muovendo.

Tutto questo nel silenzio più assoluto delle istituzioni preposte che, comunque, come nel caso del Consorzio di Bonifica delle Marche, chiede pure che venga pagato l'inutile balzello.

Alleghiamo anche una foto del ponte in zona Ete Caldarette, dalla quale si evince che neanche dopo qualche settimana dall'intervento della protezione civile, la situazione è tornata quasi come prima.

Saturnino Di Ruscio - Cantiere Marche-Servire le Marche

Data inserimento: 2016-05-30 09:53:32

Data ultima modifica: 2016-05-31 08:46:35

Scritto da: Saturnino Di Ruscio