L'omaggio del Veregra Street a Mario Dondero con le sue foto sul teatro di strada e non di strada

Nel libro anche la testimonianza di Ascanio Celestini. Domani pomeriggio a Montegranaro l'inaugurazione all'interno del Veregra Street

Verrà inaugurata domani, alle ore 19 nella Galleria PhilosofArte di Montegranaro, la mostra “Il grande teatro del mondo” con gli scatti di Mario Dondero.

 

Un'iniziativa organizzata dall'Amministrazione comunale, dalla Galleria PhilosofArte e dalla Fototeca provinciale di Fermo - Archivio Mario Dondero, che è stata inserita nel cartellone della XVIII edizione del Veregra Street Festival (QUI IL PROGRAMMA COMPLETO).

 

Tra le testimonianze raccolte nel libro della mostra, anche quella dell'attore teatrale Ascanio Celestini che racconta come Laura Strappa, nel raccontargli del suo compagno Mario, abbia sottolineato come per lui la passione non fosse la fotografia, quanto le storie delle persone. E di come usasse la macchina fotografica per farsi raccontare le cose. “E allora sì, era davvero un evangelista - scrive Celestini -. Un evangelista senza Dio perché non c’è bisogno del trucco della Befana per farsi i regali. Non c’è bisogno di Dio per amare il volto degli uomini”.

 

Laura Strappa che, nel citare Shakespeare (“Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: hanno le loro uscite e le loro entrate”) racconta come gli attori del teatro di Mario “sono dentro la vita, non ripiegati a meditare sulla caducità dell’essere, ma protesi sul terreno del tempo, anche se talvolta colti nell’attimo della sospensione, della consapevolezza improvvisa che 'abbiamo poco tempo', come diceva don Lorenzo Milani”.

 

La fotografia, quindi, come sfida al tempo. “Mario amava definirsi onnivoro. E il lavoro che la Fototeca di Fermo ha intrapreso, dopo averlo iniziato con Mario, ne è una prova continua. Le foto che 'vengono portate alla luce' sono innumerevoli e ritraggono l’universo mondo nelle sue sfaccettature infinite”.

 

Questa mostra, prosegue la Strappa, è quindi un piccolo omaggio al suo teatro, “di strada e non di strada”, con incursioni in luoghi come la Casa Circondariale di Pesaro, i teatri della sua amata Parigi, i circhi ed i camerini.

 

“Il lavoro che abbiamo davanti - rimarca Pacifico D'Ercoli, responsabile della Fototeca provinciale di Fermo - ha avuto un inizio ma non può avere una fine. Stiamo scoprendo un universo di immagini vastissimo e variegato. Ora, avendo cominciato a presentare il suo lavoro fotografico in mostre e in cataloghi che danno la possibilità di condividerlo con un pubblico più vasto, abbiamo la soddisfazione e la certezza di poterne allargare la conoscenza con foto inedite e molto interessanti. Nel lavoro di ogni giorno, l’archivio di Mario ci riserva continue, splendide sorprese, che non sembrano destinate a esaurirsi”.

 

“Mario Dondero è stato un fotografo di strada - spiega il giornalista Emanuele Giordana -, il luogo prediletto delle sue scorribande e il teatro naturale dove si svolge la commedia umana: tutti i santi giorni, a tutte le ore, con un evento speciale che ne segna il percorso o con la normalità quotidiana di chi attraversa il mondo per andare al lavoro, bere un piccolo caffè, fare la spesa. Mario aveva sempre, oseremmo dire, la necessità di far sì che la strada non fosse mai semplicemente uno scenario ma semmai un contesto”.

 

Per Claudio Ascoli, fondatore della compagnia teatrale Chille de la balanza, Dondero può essere descritto partendo da due parole: dolcezza e corpo. “Mario trovava con dolcezza e in questo suo sorridente lavoro quotidiano metteva in gioco il suo corpo, tutto il suo corpo. Mario parlava con il corpo. È questa una chiave per spiegare la forza dell’incontro con lui”.

E poi l’incontro, che per Mario era sempre “qui e ora”. “Come in un evento teatrale - aggiunge Ascoli - si consumava nell’istante lasciando, come in Teatro, riverberi infiniti e bellezza generatrice di nuove occasioni e soprattutto inaspettate relazioni trasversali tra chi, in situazioni e momenti diversi, lo incontrava”.

 

“La poesia è il segno che contraddistingue il suo lavoro. Ogni qualvolta mi trovo di fronte ad una sua foto, è la poesia che mi balza agli occhi - aggiunge Barbara Mancini, presidente di Philosofarte -. Una poesia senza retorica, mai prosastica, senza sfiorare la lirica: poesia pura di un poeta che nonostante tutto ama la vita. La poesia di che crede che il mondo migliore sia già alle porte. La poesia della denuncia costruttiva”.

 

Un viaggio, l'ennesimo, dentro la vita e lo sguardo di Dondero, dunque, che non può che aprirsi con le parole di Laura Strappa: “Mario ci invita a guardare il mondo con occhi nuovi, a vivere in un altro modo. Con gratitudine, vedendone lo splendore. Con indignazione, vedendone il dolore e l’ingiustizia”.

 

ORARI:
19-25 giugno: ore 19-24

26 giugno - 31 luglio: ore 18-20 (dal giovedì al sabato e su appuntamento)

 

INFO:

tel. 347.6890974

Data inserimento: 2016-06-18 15:21:06

Data ultima modifica: 2016-06-20 12:54:45

Scritto da: Redazione