L'INTERVISTA. Franz Di Cioccio, Fermo e la PFM del futuro. Giovedì grande concerto sul palco di Villa Vitali

Il leader della Premiata Forneria Marconi racconta il tour, la nuova formazione, i progetti in cantiere e il suo affetto per la città

 

La cosa più bella non è solo quella che abbiamo fatto, ma è quella che faremo. Parola (e musica, verrebbe da dire) di Franz Di Cioccio, cantante e batterista della Premiata Forneria Marconi.

 

E il loro ritorno a Fermo, giovedì 23 giugno a Villa Vitali, avviene nell'anno di una sorta di consacrazione a livello internazionale, l'ennesima di una carriera iniziata nel 1970. “Quest'anno il magazine inglese Classic Rock - sottolinea Di Cioccio - ha scelto i 100 gruppi più importanti della storia della musica e la PFM è al 50° posto, unica band italiana. È una cosa fantastica, è come essere nel rating mondiale del rock!”.

 

Arrivate a Fermo per raccontare una straordinaria storia, vissuta di palco in palco.

“Faremo un concerto che abbiamo portato già in giro per il mondo. Siamo stati in Argentina, in Cile, a New York, a Londra e diciamo che il pubblico ama molto questa musica all'estero come in Italia. Quindi, siamo veramente felici di tornare a Fermo.”

 

Nel momento in cui si è avuta conferma della vostra data a Villa Vitali, qualcuno (Bibi Iacopini, ndr) ha postato immagini della vostra prima volta in questa città.

“È un bel tuffo nel passato. Oggi sarà ancora più bello perchè abbiamo una formazione nuova e molto forte: siamo in 7 sul palco, abbiamo doppia batteria, doppie tastiere, un chitarrista nuovo. C'è una potenza espressiva dal vivo notevole. E perciò sono molto felice di tornare, perchè la musica è fatta di incontri con il pubblico, tu ti diverti, loro si divertono... siamo lì per quello, per creare un'onda emotiva.”

 

E il vostro è un pubblico che si rinnova continuamente.

“Sì, si rinnova continuamente perchè questo tipo di musica che facciamo è composta da grandi momenti espressivi. Ci sono i brani della prima ora, che la gente conosce bene, c'è una finestra dedicata a Fabrizio De Andrè, c'è la parte inglese e americana. Insomma, c'è tutto quello che ci rappresenta ed è una specie di viaggio intorno a tutte le musiche che abbiamo toccato. Poi c'è quella che io chiamo la parte nobile, che ci fa divertire tantissimo: prendere gli strumenti davanti al pubblico ed improvvisare. È un po' come fare gli spaghetti al dente! Non è una cosa precostituita, perchè dipende dalla reazione del pubblico. Ci inventiamo delle cose al momento e così il concerto diventa il concerto di Fermo, non è uguale ad un altro perchè l'interazione con il pubblico cambia di volta in volta. In pochi fanno queste cose e la PFM ha fatto dell'improvvisazione la propria bandiera. Oltretutto abbiamo all'attivo 6-7 album live e questo la dice lunga sulla nostra propensione ad improvvisare e a dare al pubblico una cosa... al dente!”

 

L'estate musicale del Fermano, oltre a voi, sarà caratterizzata dal concerto di una grande band storica: i Deep Purple. Qualcuno storce il naso, dicendo che vengono portati artisti che hanno già dato, consumati dal tempo. Invece, dalla tua risposta emerge come la passione sia la chiave dominante e che l'età conti veramente poco.

“Sì, questa cosa che facciamo il pubblico la capisce solamente quando gliela fai ascoltare. La nostra musica non ha un'età, altrimenti avremmo soltanto i fan del passato. Posso capire i Deep Purple perchè hanno quel marchio di fabbrica, ma la PFM ha sempre dimostrato in tutti i dischi di essere un gruppo che è contemporaneo in ogni epoca, indipendentemente dai dati anagrafici che sono sempre discutibili: la voglia e il piacere di fare questo lavoro è un po' come l'artigiano, non guardi se ha un'età piuttosto che un'altra, l'importante è che il prodotto che ha in mano è quello che ti darà un'emozione. E noi siamo in grado di fare questo, non ci guardiamo da un punto di vista anagrafico, ci guardiamo da un punto di vista di prospettiva sul pubblico. Ogni disco della PFM è stato diverso, sempre e tutte le volte che è uscito, e stiamo preparando un disco nuovo che sarà diverso dai precedenti: sarà l'occasione per vedere questa PFM cosa ha visto nel prossimo futuro. Non è solo quella che abbiamo, ma è quella che faremo la cosa più bella.”

 

Riuscirete giovedì a ritagliarvi del tempo per una visita alla città?

“Certamente. Quando siamo all'estero conosciamo solo gli aeroporti, ma in Italia è diverso. E poi Fermo la conosco, sono abruzzese e quindi siamo abbastanza imparentati.”

 

A giovedì, allora, Franz.

“Ci vediamo a Fermo. E mi raccomando: venite tutti con le mani belle fresche!”

Data inserimento: 2016-06-21 11:30:06

Data ultima modifica: 2016-06-23 17:29:25

Scritto da: Andrea Braconi