La pesante responsabilità di chi ha alimentato una propaganda razzista e fascista

La risposta de L’Altra Fermo - Fermo migliore e L'Altra Europa - Sinistra Unita Fermo alle accuse di Fratelli d'Italia

Non si è fatta attendere la risposta della sinistra fermana ai manifesti e alle accuse di Fratelli d'Italia.

 

In una nota firmata da L’Altra Fermo - Fermo migliore e L'Altra Europa - Sinistra Unita Fermo, si rimarca come la sottovalutazione di certi fenomeni che si protraggono da anni sia anche responsabilità di una parte della politica cittadina.

 

“La verità sui fatti che accadono a Fermo - si legge - sta emergendo nonostante tentativi di mistificazione e colpevoli sottovalutazioni. Esiste, intorno a settori degli ultras, un ambiente violento e sconsiderato, infarcito di “ parole d’ordine” razziste e xenofobe, contiguo a gruppi neofascisti come Casa Pound e Aries; un coacervo reso pericoloso - in tutta Italia ed in Europa - da oltre un decennio di propaganda razzista (contro gli immigrati, i rifugiati e le realtà di solidarietà ed accoglienza), che, a Fermo, è stato sottovalutato o persino blandito da una parte del potere cittadino”.

 

Anche la definizione di anarchici, affibbiata a Bordoni e Paniconi subito dopo il fermo, diventa elemento di riflessione.

“Che non siano anarchici lo avrebbe capito anche un bambino, sbirciando il profilo facebook di uno dei due; i quali sono invece, con evidenza, legati allo stesso contesto e nutriti della stessa retorica fascistoide e violenta di Mancini. Non è un caso che ora il braccio istituzionale di questi gruppetti - “Fratelli d’Italia” - venga allo scoperto con un vergognoso manifesto contro Don Vinicio Albanesi; con un testo che ripete tutti i luoghi comuni e le falsità che imperversano su siti leghisti e neofascisti, oltre che sul profilo di Paniconi”.

 

Un motivo di polemica, soprattutto nei manifesti affissi dal coordinamento regionale di FdI, è il ruolo di Don Vinicio Albanesi che, al contrario, secondo L’Altra Fermo - Fermo migliore e L'Altra Europa - Sinistra Unita Fermo, “aveva pienamente ragione nell’intuire che questi gesti criminali sono maturati (anche se in forme diverse) nello stesso ambiente, pericoloso proprio per questo miscuglio di incultura, propaganda razzista e atteggiamenti violenti; e ha fatto bene Don Vinicio, hanno fatto bene le associazioni e le forze sindacali e politiche (che hanno promosso le manifestazioni antirazziste ed antifasciste di queste settimane) ad alzare la voce e sollevare quel velo di ipocrisia provinciale diffuso da una preoccupante “zona grigia”. Quest’ultima non è meno pericolosa dei violenti, perché è più diffusa e può far sentire ai quei soggetti la legittimazione delle loro azioni criminali”.

 

Con la convinzione che le indagini e l'attività giudiziaria proseguira con la stessa determinazione dimostrata nelle settimane precedenti, le due forze della sinistra fermana invitano le istituzioni a non sottovalutare anche le responsabilità di quei soggetti che “con diversi strumenti hanno gettato fango e continuano a diffondere bugie razziste sul lavoro della Caritas, della Comunità di Capodarco e di tutte le realtà impegnate in un lavoro straordinario, serio, difficile, di accoglienza, solidarietà, integrazione”.

 

Realtà religiose e laiche alle quali viene manifestata una piena ed incondizionata solidarietà. Ad esse e alle comunità di immigrati o richiedenti asilo continueremo ad essere vicini. Non consentiremo che il seme del razzismo e del neofascismo si estenda ulteriormente nella nostra città, perché amiamo Fermo, la sua tradizione democratica, di umanità e di solidarietà, infangata non da chi mette a nudo i problemi e la verità, ma da chi compie azioni o diffonde idee non solo incostituzionali, ma disumane ed estranee all’identità autentica dei fermani”.

Data inserimento: 2016-07-22 13:07:37

Data ultima modifica: 2016-07-25 11:09:38

Scritto da: Redazione