Un profano a Gerusalemme

Allora, cerchiamo di capire la situazione:

Sono a Fiumicino, aeroporto, di fronte un gate Alitalia insolitamente puntuale con scritta, come destinazione, Tel Aviv, aeroporto Ben Gurion.

Ricontrollo, magari ho letto male, magari non è il mio volo….

No, lo è. Mi sto seriamente per imbarcare e volare verso Israele, dove mi trasferirò per qualche mese vivendo a poche centinaia di metri dal Muro del Pianto.

Per chi non lo avesse capito, sì, sto andando a vivere a Gerusalemme, la città santa per eccellenza, il luogo dove le più grandi religioni monoteistiche s’incontrano e si mischiano, in uno dei paesi più controversi del mondo.

Sì, sto bene. Sono consenziente, l’ho voluto io.

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Ho semplicemente accettato un’offerta di lavoro per il The Times of Israel e da domani incomincerò a lavorare per loro come giornalista.

Visti i miei legami con Fermo e il mio amore per Informazione.tv, a un anno di distanza dalla mia ultima rubrica, ho deciso di tornare e raccontare un po’ della mia vita in questa città magica.

Un profano come me, uno di quelli che se entra in chiesa prende fuoco, in un posto come Gerusalemme. Sembra l’inizio di una barzelletta.

Non so a cosa andrò in contro, non so se lo Spirito Santo scenderà su di me e mi renderà una persona migliore, non so nemmeno come sarà la mia casa.

So solo che il mio nuovo coinquilino è un nazi-vegetariano e mi ha categoricamente proibito di portare o cucinare carne o pesce dentro la cucina.

Per la cronaca: Io odio mangiare le verdure. Un odio profondo e sincero.

 

Credo mangerò in camera.

 

Data inserimento: 2016-09-25 14:29:07

Data ultima modifica: 2016-09-25 15:47:34

Scritto da: Iacopo Luzi