"La Procura Generale e la Corte d’Appello di Ancona mi hanno dato ragione". Arrivata l'assoluzione per Zacheo

La Procura Generale di Ancona chiede ed ottiene dalla Corte di Appello l’assoluzione per Pasquale Zacheo. 
La questione del certificato medico per la quale lo scorso anno il Dr. Alessandro Piscitelli aveva chiesto la condanna ed il Dr. Marcello Caporale aveva emesso la relativa sentenza ai danni di Pasquale Zacheo è stata ribaltata dalla Procura Generale e dalla Corte d’Appello di Ancona, che, nell’udienza dello scorso 10 ottobre, hanno decretato l’insussistenza del fatto.

A conclusione della vicenda arrivano i commenti a caldo di Io Scelgo Fermo, la lista del capogruppo in consiglio comunale Zacheo. "Nella controversa accusa si sosteneva la sola responsabilità di Zacheo in merito alla falsità di un certificato medico, con la paradossale esclusione del medico che lo aveva rilasciato dopo accurata visita dell’interessato. Una ipotesi accusatoria che aveva poca possibilità di resistenza, soprattutto perché lo stesso Zacheo, in quel periodo, era afflitto da complessi e delicati problemi di salute certificati da diversi specialisti e da una commissione medica ospedaliera.
E’ significativo, dunque, che sia stata proprio la Pubblica Accusa, attraverso la Procura Generale, a richiedere l’assoluzione e a motivare l’insussistenza del fatto.
Purtroppo, però, Zacheo ha dovuto nel frattempo subire e sopportare l’onta e le spese processuali con un’odiosa accusa che oggi si appresta come ingiusta.
Pasquale Zacheo ha dato comunque mandato ai suoi legali affinché siano valutati e approfonditi in ogni sede eventuali aspetti riguardanti la legittimità dell’operato dei magistrati di primo grado, quanto altri potenzialmente connessi ad eventuali responsabilità disciplinari, civili o penali a carico di tutto coloro i quali sono intervenuti nella questione".

“Ho profondo rispetto della Magistratura, ritenendo centrale il suo ruolo rispetto a tutte le altre Istituzioni. - ha commentato lo stesso Zacheo - Se funziona correttamente la Magistratura, tutto il resto è indotto a conformarsi garantendo civiltà sociale, sicurezza e legalità. Ho sempre rispettato il giudizio della Magistratura, anche quando non l’ho condiviso, sempre fidandomi della correttezza e della qualità del sistema nel suo complesso. Ho avuto la straordinaria fortuna di lavorare e apprendere, in termini di etica professionale e moralità personale, da tantissimi magistrati che ho incrociato nei miei quasi trent’anni di lavoro nell’Arma dei Carabinieri. Tanti li ho incontrati fortunatamente anche a Fermo. Ma sono consapevole della fallibilità della condizione umana e delle sue debolezze. La Procura Generale e la Corte d’Appello di Ancona mi hanno dato ragione, ma sono ovviamente amareggiato per quanto accaduto, prima dell’assoluzione, per questa questione. Un doveroso ringraziamento è dovuto all’Avv. Mariagrazia Concetti per il paziente e straordinario sostegno.”

Data inserimento: 2016-10-15 08:38:10

Data ultima modifica: 2016-10-17 15:19:26

Scritto da: Redazione