Monte Urano. Secondo appuntamento con i "Mercoledì d'essai", questa sera la proiezione del film "Tempi moderni" di Charlie Chaplin

Secondo Appuntamento con i "Mercoledì d'essai" questa sera a Monte Urano.

Alle 21:30, presso la Sala delle Riunioni del Palazzo comunale (ingresso su Corso Mazzini), verrà proiettato il film "Tempi moderni" di Charlie Chaplin, l'ultima pellicola in cui compare la figura di Charlot, una chiara denuncia sull'uso dei macchinari come profitto,

 

Recensione:  Charlot lavora in una fabbrica i cui ritmi disumani lo conducono al ricovero in manicomio.

Quando esce si trova coinvolto in una manifestazione sindacale e viene arrestato. Dopo aver sventato un'evasione ritorna in libertà e salva una ragazza di strada dall'arresto innamorandosi di lei. La loro vita non sarà facile,  ma la speranza in un futuro migliore non verrà a mancare.
Chaplin, nonostante l'avvento del sonoro, rimane legato ai tempi e ai ritmi del cinema muto e anche in questo caso si affida all'audio per l'indimenticabile colonna sonora musicale e per i suoni e i rumori, ma evita il più possibile le parole e quando ne fa uso le assemblea con effetti surreali.

In un'intervista rilasciata al "New York World" nel febbraio 1931 aveva affermato: "I macchinari che consentono di risparmiare manodopera ed altre invenzioni moderne non sono stati fatti per ricavare
profitto ma per assistere l'umanità nella ricerca della felicità. La speranza per il futuro dipende da cambiamenti radicali per far fronte a questa situazione. I benestanti non vogliono che la situazione
presente cambi. Non è certo questo il modo di impedire che si affermino idee bolsceviche o comuniste". Cinque anni dopo la luce dei proiettori si accendeva su un operaio vittima dell'automatizzazione e su quel gregge di pecore che si sovrapponeva alle masse.
La catena di montaggio, gli scioperi, la povertà che colpiva chi, in seguito alla Grande Depressione, era finito ai margini del sistema produttivo: tutto questo e molto di più entrava a far parte di uno dei capolavori della storia del cinema. Nessun atteggiamento predicatorio inficia la narrazione. Anzi le gag che si susseguono nella prima parte dedicata alla fabbrica sono perfette nei ritmi e nei tempi di esecuzione (prima tra tutte la scena del pasto "meccanizzato").
Chaplin sta dalla parte degli ultimi sempre, anche quando fa la guardia notturna, e ciò gli procurò accuse di comunismo che ebbero le loro conseguenze anni dopo quando, ai tempi del maccartismo, fu costretto a lasciare gli Stati Uniti. Questo è anche l'ultimo film in cui compare il personaggio di Charlot. Il suo allontanarsi di spalle verso il futuro a fianco della monella è un addio destinato a rimanere per sempre nella memoria.

Data inserimento: 2018-01-31 09:41:42

Data ultima modifica: 2018-01-31 15:20:29

Scritto da: Redazione