Il brand Marche punta su Pecorino, Passerina e Verdicchio. Da Mazzoni alla Beleggia, il punto sul Vinitaly a 24 ore dalla chiusura

L'Italia del vino in questi giorni si è data appuntamento a Verona, dove si sta svolgendo la cinquantaduesima edizione di Vinitaly.
Una manifestazione a cui ovviamente non potevano non partecipare le Marche, della cui economia il vino rappresenta una componente fondamentale.

Come spesso accade in occasioni di questo tipo, l'evento rappresenta anche una buona occasione per tracciare dei bilanci sull'andamento del mercato nella nostra regione: “I vini marchigiani vanno sempre meglio – commenta soddisfatto il direttore dell'istituto regionale di tutela vini Alberto Mazzoni, intervistato su Radio Fermo Uno da Mery Pieragostini – e i nostri consorzi stanno collaborando fortemente per promuovere il brand delle Marche in Italia, in Europa e nel mondo. Uniti vinciamo le sfide di questi mercati puntando sui vitigni autoctoni: Pecorino, Passerina, Verdicchio che sono ambasciatori di questa terra e raccontano un territorio, una storia e la grande tradizione vitivinicola della nostra zona”.

Un settore che, secondo Mazzoni, non risente particolarmente della crisi per due motivi: in primo luogo perché i suoi mercati di riferimento sono proprio quelli europei e mondiali, con il paradosso che i nostri vini sono quasi più conosciuti all'estero piuttosto che nelle Marche, e in secondo luogo perché, rispetto alla grande industria, nota il presidente togliendosi un sassolino dalla scarpa, “noi non possiamo delocalizzare: i nostri vini sono il territorio e oggi la terra è tornata ad essere l'elemento trainante della nostra regione. L'agricoltore non è un centometrista ma un maratoneta, prima pensa e poi fa”.

 

E se la grande vetrina di Vinitaly è l'occasione giusta per festeggiare i cinquant'anni dei due vini che rappresentano probabilmente più di ogni altro il traino del settore nelle Marche, il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Piceno, in mezzo a questi “colossi” con alle spalle una storia ultradecennale fa capolino con convinzione e determinazione anche un'azienda del territorio, Officina del Sole di Montegiorgio, la tenuta della famiglia Beleggia la cui storia è iniziata appena quattro anni fa e che punta ad offrire ai propri clienti un'offerta plurale, fatta non solo di vini ma di prodotti enogastronomici a 360°.

“Vinitaly è una fiera molto bella, di stile, di gusto: rappresenta appieno l'italianità – racconta da Verona Beatrice Beleggia, figlia del fondatore Lanfranco, anche lei raggiunta telefonicamente da Mery Pieragostini – c'è molta affluenza di italiani e in parte anche di stranieri, soprattutto di asiatici: stiamo lavorando bene, aspettiamo però la chiusura della rassegna per tracciare un bilancio definitivo”.

Officina del Sole è presente in fiera con una serie di prodotti di vigneti locali che spaziano tra più varietà: si va dal Pecorino al Franco, dal Franco Franco al Rosso Frutto, dal Sensi, un vino leggero e sensibile, al Tignun, un Marche Igt rosso, fino allo spumante metodo charmat, un mix tra Passerina, Chardonnet e Verdicchio.
“Stiamo ricevendo buoni riscontri su tutti i nostri prodotti ma soprattutto sui bianchi – conclude la Beleggia -. In particolare quello più apprezzato è stato il Franco Falerio Pecorino Doc 2016, premiato come eccellenza 2018 dalla guida “Le Marche nel bicchiere”: la conferma della qualità di questo prodotto è quindi arrivata direttamente dalla gente”.

Data inserimento: 2018-04-17 16:51:45

Data ultima modifica: 2018-04-18 15:45:23

Scritto da: Andrea Pedonesi