Piano per le Periferie, la discussione arriva sui social. Verducci spiega il sì all'emendamento ma ammette: "Avremmo fatto meglio a non votarlo". Calcinaro: "Un errore grave, senza se e senza ma"

Tiene ovviamente banco in queste ore la questione del Rinvio del Piano per le Periferie, decisa dal decreto Milleproroghe approvato lunedì in Senato e atteso per settembre all'esame della Camera dei Deputati.

Una decisione che ha delle ripercussioni pesanti anche su Fermo e sulla nostra provincia, perché tra i progetti rinviati figura anche quello di riqualificazione di Lido Tre Archi, per il quale il Comune capoluogo aveva ricevuto un finanziamento statale di 8,6 milioni di euro.

Quel che ha sorpreso molti, però, è il fatto che l'emendamento, il 13.2 (testo 2), è stato approvato all'unanimità da tutti i votanti: 270 su 270, un consenso quindi completamente trasversale.

 

Nel nostro territorio non è passato inosservato il sì da parte di Francesco Verducci, senatore di quel Partito Democratico che pure varò il Piano per le Periferie nel corso della precedente legislatura.

Un voto di cui alcuni cittadini, tra cui il noto neurologo fermano Patrizio Cardinali, hanno chiesto conto al senatore direttamente sul suo profilo facebook. E Verducci non si è tirato indietro, commentando così la decisione di dare il via libera a quell'emendamento: “L'emendamento presentato dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle è stato votato prima nella Commissione competente (affari costituzionali) e poi in Aula da tutti i gruppi, nessuno escluso (da Leu a FdI) – ricorda il senatore -. Perché è successo? Perché l'emendamento formalmente assegna nuove risorse ai Comuni, seppure di gran lunga inferiori a quelle erogate dai governi del PD. Sempre formalmente, si propone anche l'obiettivo di dare più tempo ai Comuni per completare i progetti. Per questi motivi, tutta l'Aula lo ha votato, comprese le opposizioni. Se il governo ha invece intenzioni truffaldine faremo di tutto per cambiare il provvedimento, in Parlamento e nel Paese. Il PD con i suoi governi ha approvato il bando delle Periferie, che sta riqualificando tante aree delle città e che non può essere in nessun modo prosciugato. È il Pd ad aver voluto (Renzi in particolare) e a volere gli interventi per le periferie. Una battaglia che continuerà, a maggior ragione dall'opposizione. Per questo l'attenzione va posta su quel che fanno Lega e Movimento 5 Stelle. Detto questo (ma con il senno di poi è facile dirlo) penso, per una questione politica, che in tutti i casi avremmo fatto meglio a non votare l'emendamento. È scattato invece un meccanismo di “correttezza” nei confronti di un testo che formalmente riassegna ai Comuni dei soldi (cosa che i nostri governi di questi anni hanno sempre fatto, in maniera anzi ben più ingente, proprio per aiutare gli stessi Comuni).

 

Una risposta che non è passata inosservata nemmeno al sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, che ha così ribattuto: “Francesco, sai che in primis la responsabilità è di un governo che dovrebbe mettere la sicurezza tra i cardini del proprio programma ma che, in questo modo, si contraddice clamorosamente. Ciò non toglie lo sconforto per il vostro errore, perché di questo si tratta, senza se e senza ma, ed il riconoscerlo non può che valorizzare una persona”.

 

Calcinaro che ha poi analizzato alcuni aspetti tecnici della questione: “Innanzitutto non vale il discorso dei soldi agli altri comuni, perché quella cifra, significativa per 96 progetti di riqualificazione, si disperde totalmente se rapportata a 8100 comuni, 110 province e 14 città metropolitane: una mancia – denuncia il sindaco, che poi aggiunge: “Non usiamo giri di parole: non c'è alcun "obiettivo di dare più tempo ai Comuni" (che dovevano presentare i progetti esecutivi entro il 15 settembre, i quali poi potevano diventare realtà tramite le gare di appalto), ma un vero e proprio slittamento al 2021 (il 2020 è coperto dalla sospensione), con coperture che saranno da ritrovare per quella data. Questi sono i dati tecnici inconfutabili. Insomma, un errore grave, senza giri di parole. Ovviamente inviterò tutti a Tre Archi per darmi le soluzioni in questi due anni e mezzo di vuoto, compresi e in primis coloro che della sicurezza hanno fatto un vessillo durante la campagna elettorale”.

 

In ogni caso lo scambio di battute via social si conclude con l'impegno da parte di entrambi a fare il possibile per porre rimedio a questa situazione: ora non resta che rimanere a vedere come tutti i rappresentanti istituzionali del nostro territorio ad ogni livello si adopereranno in attesa che il provvedimento arrivi a Montecitorio, dove è calendarizzato per l'11 settembre.

 

Data inserimento: 2018-08-09 12:45:18

Data ultima modifica: 2018-08-10 18:44:38

Scritto da: Redazione