Terremoto nel Pd Fermano, tra Petrini e Cesetti è scontro totale. L'ex deputato: "Fabrizio soddisfatto della giunta? Ma se voleva dimettersi...". L'assessore risponde: "Avvelena i pozzi"

Volano gli stracci all'interno del Pd fermano dopo la decisione di uno dei suoi esponenti di punta, Paolo Petrini, di candidarsi alla segreteria regionale del partito, schierandosi quindi contro lo stesso direttivo provinciale guidato da Fabiano Alessandrini, che si era invece pronunciato a favore della candidatura unica di Giovanni Gostoli, così come stabilito d'intesa con le altre quattro federazioni provinciali e il Governatore Luca Ceriscioli.

Già martedì, a margine della conferenza stampa di commento all'esito delle elezioni provinciali, Alessandrini aveva parlato, pur senza perdere il tradizionale aplomb, di una decisione inaspettata da parte di Petrini, respingendo l'idea che candidature multiple alla carica di segretario potessero rappresentare un effettivo arricchimento della discussione congressuale. Idea che Petrini ha invece confermato con convinzione il giorno successivo durante la presentazione della sua candidatura.

Ma se i toni del confronto a distanza tra Petrini e Alessandrini erano rimasti tutto sommato piuttosto pacati, con il segretario provinciale che ha espresso l'auspicio che la competizione rimanga nei limiti del rispetto, chi ha bocciato in modo più netto netti la scelta dell'ex sindaco di Porto Sant'Elpidio è stato l'assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti, che ha parlato di “incomprensibili prese di posizione che fanno male al partito, alle politiche regionali e alla politica stessa”.

Un commento che sembra aver fatto scoppiare un'autentica bomba all'interno della federazione fermana del partito.

 

“Mi ha strappato un sorriso la lettura delle dichiarazioni attribuite a Fabrizio Cesetti a proposito del Congresso del PD e del lavoro svolto dalla Giunta regionale – è stata infatti la pronta replica di Petrini -. Sorriso difficile da trattenere ricordando il fatto che l’anno scorso aveva manifestato la volontà di dimettersi dalla carica di Assessore denunciando il suo disagio a far parte di una Amministrazione che dal suo punto di vista non funzionava”.

“Se lo ricorda bene il precedente segretario della federazione fermana (Paolo Nicolai, ndr) che, non con poco sforzo, lo ha fatto desistere – ricorda l'ex deputato -. E se lo ricordano bene i molti a cui lo ha recentemente rammentato nel corso di una segreteria. Fabrizio aveva motivato il suo proposito con una frase che a Fermo è diventata un tomentone: “per riconquistare la mia agibilità politica!”.

Se adesso ritiene che invece la Giunta abbia lavorato non bene, ma benissimo il primo ad esserne felice sono io. Sono infatti convinto che abbiamo bisogno di lavorare benissimo per far fronte ad una situazione inedita e preoccupante di questa nostra regione.

Le Marche, sconvolte dal terremoto e fiaccate dalle crisi economica, non possono certo essere amministrate con un approccio ordinario”.

“Una questione al centro del Congresso, nel quale dobbiamo discutere proprio per confrontare le diverse idee attraverso le quali risalire la china – aggiunge Petrini -. Abbiamo bisogno di un grande progetto unitario che difficilmente potrà venire da quel pensiero unico che si nascondeva dietro la volontà di imporre un solo candidato al Congresso. Per riuscirci dobbiamo aprirci al contributo di tutti e rimettere in discussione le nostre convinzioni. Non dobbiamo chiuderci, non dobbiamo arroccarci”.

 

Ben lungi dallo stemperare i toni, a distanza di poche ore dalla nota di Petrini, Cesetti ha inviato una controreplica infuocata in cui, oltre a fornire la propria versione dei fatti in merito alla questione relativa alla sua volontà di dimettersi dalla giunta regionale, conferma senza mezzi termini la propria contrarietà alla candidatura dell'ex deputato.

"Petrini, manipolando alla bisogna alcune mie dichiarazioni fatte in un contesto interno al partito e che avevano tutt’altro significato, tende all’evidenza ad “avvelenare i pozzi”, denotando un nervosismo legato alla consapevolezza che i consensi intorno alla sua candidatura non sono quelli che si aspettava - attacca l'ex Presidente della Provincia -. Chi si candida a guidare il Partito Democratico, con tutti gli onori e le responsabilità che ne derivano, non può assumere comportamenti manipolatori da una parte e distruttivi dall’altra e le ultime dichiarazioni sono l'ulteriore dimostrazione che la sua candidatura non fa bene al partito, alle politiche regionali e, più in generale, alla politica stessa (espressione che, come si è visto, Cesetti aveva usato nel suo primo attacco a Petrini, ndr)".


"Invero la mia riflessione alla quela fa riferimento Petrini, avvenuta oltre un anno e mezzo fa, con l’allora Segretario Provinciale Paolo Nicolai ed anche nel partito, riguardava il fatto che non vi fosse da parte del PD e del Governo nazionale il necessario sostegno all’azione della Giunta Regionale che si stava misurando con sfide inedite e sopraggiunte come il dramma del terremoto ed altre ereditate come la crisi economica e dei distretti produttivi, il crac Banca Marche, la vicenda Aerdorica e, da ultimo, la riforma delle Province della cui gestione avevo la diretta responsabilità - spiega l'assessore regionale -. Sostenevo che sarebbe stato necessario pretendere la nomina del Governatore a Commissario per il terremoto, nonché il varo di una normativa meno farraginosa per meglio fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione. Rilevavo la mancata assegnazione delle risorse per la gestione della partita delle Province, in merito alle quali manifestavo anche la necessità di una revisione della legge Delrio dopo il referendum".


"Per tali ragioni segnalai al segretario la disponibilità, se ritenuto necessario, anche ad un'iniziativa che evidenziasse in maniera forte le nostre difficoltà per ottenere un maggiore e più incisivo sostegno, se del caso anche attraverso un gesto eclatante che consentisse il recupero di una agibilità politica altrimenti preclusa dalla responsabilità del governo regionale. Ma si convenne di escludere tale possibilità - svela Cesetti -. Opinioni sostanzialmente ribadite anche all’esterno nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso 29 settembre e riferite nella famosa segreteria citata da Petrini, al quale nell’occasione pure ricordavo, nel replicare alle sue critiche alla gestione Ceriscioli, che molte delle questioni problematiche che la giunta si trovava a gestire erano state lasciate in eredità dall’Amministrazione di cui lui fino al 2013 aveva fatto parte come Assessore e Vicepresidente".


"E nessuno che non sia in malafede può affermare che io abbia mai pronunciato parole di critica nei confronti dell’operato della Giunta di cui faccio parte, rispetto alla quale ho sempre espresso pieno apprezzamento, ben consapevole dello sforzo e dei risultati che abbiamo ottenuto in questi anni difficili - prosegue Cesetti -. Anzi, proprio nel corso della segreteria citata da Petrini ho avuto modo di evidenziare i positivi risultati ottenuti dalla Giunta regionale e dal Presidente Ceriscioli, che anche per questo non era giusto né tanto meno opportuno mettere in discussione con le ipotizzate primarie. 
Ed in tale occasione ho avuto modo, insieme ad altri, di manifestare il disappunto per una candidatura, come quella di Petrini, legata a questo obiettivo. Paolo Nicolai, chiamato in causa da Petrini, potrà confermare tutto questo".

Data inserimento: 2018-11-10 10:03:34

Data ultima modifica: 2018-11-12 09:42:09

Scritto da: Redazione