Segreteria regionale Pd. Ecco Giovanni Gostoli, il giovane che guarda ai circoli: "Voglio un partito-ponte, fondamentale creare una nuova classe dirigente"

Nel Pd fermano negli ultimi giorni si è parlato tanto della candidatura di Paolo Petrini a segretario regionale del partito e dell'acceso botta e risposta che si è sviluppato tra lo stesso ex deputato e l'assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti. Nel capoluogo, però, oggi è il giorno di Giovanni Gostoli, colui che, secondo i piani iniziali delle federazione provinciali, sarebbe dovuto essere il candidato unico alla guida del partito.

Il 33enne di Sant'Angelo in Vado, segretario del Pd di Pesaro e Urbino, questa mattina ha presentato alla stampa la sua mozione congressuale (“Uniti per un nuovo Pd Marche”) e nel pomeriggio incontrerà amministratori, sindaci e iscritti dei circoli dem del nostro territorio.

Il Partito democratico marchigiano pensato da Gostoli è un partito-ponte, “un partito capace di collegare l'azione del governo regionale al territorio, le istituzioni alla società marchigiana”, un partito che riscopra la sua vera anima, quella dei circoli, e che punti alla creazione di una nuova classe dirigente.

“Vorrei un Pd regionale nuovo, dove siano protagonisti i territori e i giovani – spiega -. Un partito che riparta dai circoli, che preveda corsi di formazione per dare occasioni di crescita ai ragazzi, un partito più vivo, che riscopra momenti per stare insieme e che sia capace di vivere nel proprio tempo, partendo sempre dal contatto diretto con la base ma provando a rinnovarsi e a capire quali possano essere i mezzi per favorire una nuova partecipazione”.

 

Restituire il Pd regionale ai cittadini che ne hanno a cuore le sorti: questa la priorità per Gostoli che, partendo dalla discussione e dal coinvolgimento dei circoli, immagina un partito che sia in grado di andare a incidere positivamente anche sull'azione del governo regionale: “C'è chi è capace solo di puntare il dito, noi invece siamo quelli che vogliono dare una mano” - puntualizza sottolineando il concetto di “noi” per chiarire come abbia assemblato una squadra che, in caso di vittoria, si dedicherebbe h24 nei prossimi quattro anni alla ricostruzione del partito.

Terremoto e ricorstruzione, lavoro, sanità e servizi sociali, governo locale e infrastrutture sono i principali dipartimenti tematici su cui il Pd di Gostoli concentrerebbe la propria attenzione, guardando nel frattempo ai prossimi appuntamenti elettorali, quelli delle amministrative 2019, per le quali la speranza dell'aspirante segretario è che il Pd sia “il perno di alleanze più ampie e che riesca ad attrarre a sé le migliori energie civiche dei territori”.

Il dibattito “primarie si-primarie no” in vista delle regionali del 2020, invece, stuzzica poco il suo interesse: “Le primarie sono previste dallo statuto – si limita a dire in merito – ma a due anni dalla fine del mandato una classe dirigente seria non pensa alle primarie ma a come concludere al meglio la propria azione di governo”.

Se nel Fermano, come noto, la decisione di Petrini ha provocato forti reazioni, Gostoli sceglie invece la strada del fair play con il suo avversario: “Con Paolo mi sono sentito anche prima dell'inizio ufficiale della campagna: nonostante queste primarie portino a una contrapposizione, che comunque mi auguro possa essere più sui temi che sulle poltrone, dal giorno dopo saremo insieme per continuare il lavoro sul Pd”. Poi però in merito al percorso scelto dalle segreterie, che avrebbe dovuto portare alla candidatura unica, precisa: “Congresso unitario non significa pensiero unico, che nel nostro partito non c'è mai stato e mai ci sarà. La candidatura unica avrebbe consentito di non svolgere le primarie ma di far discutere un documento programmatico in tutti i circoli”.

 

“Quella di Giovanni è una candidatura che serve al partito – ha commentato a margine il segretario provinciale del Pd fermano Fabiano Alessandrini, che lo ha descritto come un “patrimonio” del Partito Democratico – e che è scaturita da un ragionamento con gli altri segretari di federazione. Tutti noi pensiamo che il Pd regionale debba tornare a fare il partito, evitando di essere come l'Italia del '500, quella dei signorotti locali che ogni volta guerreggiano tra loro per dimostrare chi è che comanda: da noi comanda il partito, rappresentato dalla sua classe dirigente eletta in maniera democratica”.

D'altronde lo stesso Alessandrini era stato in ballo per il ruolo di segretario regionale, con la volontà di dare espressione a quelle Marche del sud che “rivendicano alcune questioni programmatiche importanti e che chiedeva a gran voce che il partito se ne facesse carico: questioni legate al terremoto, al lavoro, alla crisi che stiamo vivendo nella nostra zona”.

Eppure, di fronte alla prospettiva di un percorso comune, una volta discusse queste questioni con lo stesso Gostoli e aver avuto la garanzia che se ne farà carico, Alessandrini e le Marche del sud hanno fatto un passo indietro convergendo sul segretario del Pd pesarese.

E' in relazione all'andamento di questo percorso, dunque, che deriva la forte contrarietà verso la scelta di Petrini: “Non abbiamo bisogno né di chi si presenta come un outsider, soprattutto se non lo è, né di prestarci a regolamenti di conti anconetani - è l'affondo di Alessandrini-. Nel Fermano è nata una candidatura che si inserisce in questa scia e che io, come tanti altri, non condivido: appoggiamo convintamente Gostoli e alla fine del congresso, dopo il suo successo, mi auguro che riprenderemo a lavorare con convinzione e con spinta per il bene del partito”.

 

Candidatura_Gostoli

 

 

Data inserimento: 2018-11-14 13:56:03

Data ultima modifica: 2018-11-15 14:23:28

Scritto da: Andrea Pedonesi