"DALLA PARTE GIUSTA". Slitta l'obbligo di fatturazione elettronica?

Nelle ultime settimane se ne sta parlando molto in tutta Italia: l'obbligo di fatturazione elettronica in vigore dal prossimo 1 gennaio è una novità destinata a rivoluzionare la vita quotidiana delle aziende.
Recentemente anche nel nostro territorio la Cna ha tenuto dei partecipatissimi seminari informativi per informare in maniera capillare gli imprenditori su ciò che li aspetta.
Ad esattamente un mese e mezzo dall'entrata in vigore della nuova normativa, però, è arrivato l'intervento del Garante della Privacy a bocciare il sistema studiato dall'Agenzia delle Entrate.
Alle motivazioni di questo provvedimento e alle sue possibili conseguenze è dedicato il nuovo appuntamento di “Dalla parte giusta”, la rubrica quindicinale dell'avvocato Andrea Agostini su informazione.tv

 

L’obbligo di fatturazione elettronica, già applicato alle fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione e ora facoltativo per il B2B, operazioni Business to Business, che dal 1 gennaio 2019 deve essere esteso a questi e ai B2C, le operazioni Business to Consumer, è destinato a slittare.
Ciò non per gli emendamenti di proroga presentati da PDL e FDI al decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, ma per l’autorevole intervento del Garante sulla Privacy.


Il provvedimento n. 481 del 15 novembre 2018 non lascia adito a dubbi: il sistema congegnato dall’Agenzia delle Entrate viola la normativa italiana ed europea sulla protezione dei dati personali.
Le criticità sono legate tanto alla trasmissione, quanto alla ricezione e alla conservazione delle fatture.
Grandi concentrazioni di dati rappresentano infatti una ricchezza molto appetibile e, se priva di cifratura e memorizzata su server di posta elettronica, anche facilmente aggredibile.


La vera criticità è però un’altra .Pure che a me evidente nella pratica professionale di tutti i giorni, essa sembrava sfuggire ai più fino all’intervento del Garante.

Ho letto critiche che vedono nella fattura elettronica un nuovo costo, un ulteriore varco aperto verso nuove vessazioni fiscali, l’accanimento burocratico a danno di un popolo ignorante della tecnologia digitale, quindi bisognoso di essere esentato da sanzioni nel primo anno di applicazione della nuova legge, come da emendamento M5S e Lega, ma la questione è differente e prescinde persino dalla violazione dei dati e dal loro uso illecito.
Infatti quando un avvocato fa fattura, oltre i dati fiscali, spesso riporta anche ulteriori informazioni sul tipo di prestazioni rese.
Allora mi domando perché mai l’Agenzia delle Entrate, pure che per fini di controllo, deve venire a conoscenza dei problemi di vita personale o aziendale del mio assistito?


A seguire mi pongo ulteriori interrogativi.
Perché il paziente di un medico deve dichiarare la malattia ed esibire la terapia richiesta?
Perché quando io stesso acquisto un bene o un servizio devo mostrare all’Agenzia delle Entrate che tipo di consumatore sono, quali sono le mie abitudini, i miei interessi?
La fattura elettronica profila ognuno di noi in ogni aspetto della vita quotidiana, quindi forse non per i rapporti tra fornitori, B2B, ma sicuramente per i rapporti tra fornitori e consumatori, B2C, auspico venga ripensata.

Data inserimento: 2018-11-18 11:22:17

Data ultima modifica: 2018-11-19 11:10:32

Scritto da: Redazione