Servigliano. “Carezze ai confini del mondo”: il romanzo sulla vita del soldato Giovanni Ferretti

“Carezze ai confini del mondo”, libro edito dalla Regione Marche, è il romanzo dedicato alla vita di Giovanni Ferretti, soldato di Mogliano, in fuga dai lager nazisti e salvato da Gino Bartali. Una storia incredibile, venuta alla luce solo pochi anni fa. Il volume, scritto con abile maestria dalla professoressa Irene Miconi, viene presentato alla Casa della Memoria di Servigliano: appuntamento in programma giovedì 29 novembre, alle ore 21.30 (ingresso libero).

Parlava con gli occhi Giovanni Ferretti. Il suo sguardo trasmetteva gioia e forza, ma anche sofferenza e dolore. Sofferenza e dolore, una costante in quei terribili 19 mesi trascorsi da prigioniero nei campi di sterminio tedeschi. Una storia che Giovanni Ferretti, classe 1923, caporale del 13° Reggimento Fanteria, medaglia al valor militare, tenne nascosta fino alla soglia dei 90 anni e che raccontò prima ai nipoti e poi in un memoriale scritto di proprio pugno. Alcune tappe della sua vicenda sono straordinarie: la fuga dal campo di sterminio tedesco (era il 1945), i giorni di cammino col terrore di essere ripreso, l’arrivo (stremato) a Mantova e qui l’incontro casuale con Gino Bartali. Proprio il Campionissimo dominatore di Giri d’Italia e Tour de France. La Leggenda che seppe agitare il cuore degli italiani. Fu proprio Bartali a salvare la vita a Ferretti, a rifocillarlo e a regalargli un paio di scarpe nuove di zecca grazie al quale Giovanni fece ritorno a casa, a Mogliano, dove riabbracciò i suoi cari e la sua fidanzata Amalia, che sposò nel 1947.

Il 7 febbraio 2014, grazie alla tenacia del figlio Fabrizio, Giovanni Ferretti riuscì ad incontrare Andrea Bartali, figlio del Campionissimo. Fu una cerimonia molto toccante, avvenuto a Mogliano.

“Sono stato prigioniero in Germania dal settembre 1943 all’aprile 1945 – raccontò Ferretti in quella speciale circostanza –. Con altri sei compagni di sventura decidemmo di scappare dal campo di lavoro, sfruttando una situazione di sbandamento. Camminammo per settimane fino a Vipiteno: qui ci salutammo. Ero stremato, decisi di proseguire e raggiunsi Mantova. Ero ancora con la divisa militare ormai logora, ai piedi avevo anfibi consumati, legati con il filo di ferro. A Mantova trovai la mia salvezza: mi si avvicinò un gruppo di persone e tra queste c’era Gino Bartali. Era famoso, aveva già vinto il Tour de France. Mi accompagnò in un locale, mi fece riposare e mi dette da mangiare. Volle sapere delle mie sofferenze, della fuga. Poi si allontanò e quando tornò aveva un paio di scarpe nuove che mi regalò tenendomi stretta la mano e augurandomi buona fortuna. Ripresi la mia strada, tornai a Mogliano. Ma quel giorno con Gino Bartali, grazie al quale oggi sono qui, non lo dimenticherò mai”.

Il romanzo “Carezze ai confini del mondo” è stato scritto dalla professoressa Irene Miconi, docente di materie letterarie in Scuole secondarie di secondo grado. Appassionata di storia, critica d’arte, penna acuta, la Miconi ha raccontato in maniera perfetta la vicenda di Ferretti. Mesi di incontri tra Irene e Giovanni. E alla fine della storia, ecco il volume che ha un alto significato soprattutto per una generazione di ragazzi troppo distratta dalle evoluzioni moderne.

Il 7 luglio 2015, Giovanni Ferretti ci ha lasciati. Novantadue anni compiuti. Il suo memoriale di guerra, quello originale, è con lui nella bara: lo accompagnerà anche nell’aldilà. Giovanni ha fatto in tempo a leggere la bozza finale del libro e a commuoversi ancora una volta. Il romanzo si legge d’un fiato, uno spaccato di vita che si intreccia con la tragedie legate alla seconda guerra mondiale.

Data inserimento: 2018-11-27 09:30:45

Data ultima modifica: 2018-11-27 20:27:46

Scritto da: Redazione