Fermo, 30 anni senza Don Ce’. Il ricordo dei “Ragazzi di Don Celso” nel giorno della ricorrenza della sua scomparsa

Tanta acqua è passata sotto ai ponti da quel 13 Marzo del 1989, giorno in cui Don Celso Giardinà – fondatore e direttore del Ricreatorio San Carlo di Fermo, per decenni punto di riferimento delle giovani generazioni cittadine - venne a mancare. Di animo signorile e sempre pervaso da un profondo distacco dai beni terreni, fu impareggiabile educatore di schiere di giovani. Attraverso la sua opera, svolta spesso anche tra le famiglie degli stessi, diffuse con calma ed al tempo stesso decisione, il valore della verità. Iniziative sportive, ma anche e soprattutto culturali e religiose (formative, appunto) furono gli ingredienti – semplicissimi, ma fondamentali al tempo stesso – che a tre decenni dalla scomparsa lo fanno ancora vivere nella memoria di tanti giovani di allora, oggi ovviamente divenuti adulti, che a lui – proprio per questi motivi – saranno eternamente grati. 

Già Cappellano Militare nel corso della seconda guerra mondiale e Rettore del Santuario della Madonna del Pianto, in questo periodo pasquale i “Ragazzi di Don Celso” lo ricorderanno – come sempre fanno da tre decenni a questa parte - attraverso quella che è diventata una consolidata tradizione: si ritroveranno al Cimitero di Massignano (sua città natale) per far visita alla tomba, per poi partecipare alla S. Messa di ricordo e, per concludere, consumare lo squaglio di cioccolato con il maritozzo, rievocando così la colazione che lo stesso sacerdote offriva loro dopo la celebrazione che si svolgeva nella cappellina del Ricreatorio San Carlo.

Luogo, che Don Celso nel 1959 descrisse con queste parole: “…non è solamente un freddo ammasso di cose senza spirito. No, il Ricreatorio ha un’anima che vive, palpita per quei gridi, per quel respirare ansante, per quei volti seri a volte ridenti, per quei capi spettinati, per quegli occhi che sognano oltre il verde un mondo lontano tutto per loro, per quei cuori che battono e si formano nella vita comune e nel respiro di un’aria satura di bene e di spiritualità”.

Parole vere e, nonostante in questo lasso di tempo il mondo ed ancor di più il mondo giovanile (Internet, telefoni cellulari, computer…) si sia profondamente trasformato, ancora oggi straordinariamente attuali.

Data inserimento: 2019-03-13 08:54:51

Data ultima modifica: 2019-03-14 12:46:41

Scritto da: U.F.