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CORREVA IL GIORNO... Frammenti di vite vissute

16 MAGGIO 1857. Papa Pio IX, l'ultimo sovrano dello Stato Pontificio, arriva a Fermo dopo essere passato da Porto Sant'Elpidio. In città è festa grande.

CORREVA IL GIORNO... Frammenti di vite vissute

Pio IX era arrivato l'11 maggio nelle Marche, sostando a Camerino. Il giorno dopo si recò a Tolentino, poi trascorse dal 13 al 15 in visita a Macerata. Il 16 maggio arrivò a Porto Sant'Elpidio, primo paese dell'allora Provincia di Fermo, dove ad accogliere il Sommo Pontefice c'erano i maggiorenti fermani. Tra questi, Raffaele Vinci, Antonio Brancadoro, Saverio Benedetti e Ludovico Morrone Mozzi, “tutti vestiti di spada, meno il conte Vinci in uniforme di vice-console della Russia”.

Una grande folla accorse a Porto Sant'Elpidio per salutare Pio IX, con moltissimi contadini dell'entroterra che, come sottolinea giustamente Gabriele Nepi, quel giorno videro per la prima volta non solo il Santo Padre, ma anche il mare.
Nel pomeriggio di quel 16 maggio Pio IX arrivò a Fermo. Le campane di tutte le chiese suonarono a festa, ovunque era un tripudio di canti, luminarie, striscioni e fiori. Ad accogliere il Pontefice in piazza c'erano tre bande, quella di Fermo, quella di Porto San Giorgio e quella di Santa Vittoria in Matenano, oltre a una folla oceanica osannante.
La carrozza che trasportava Pio IX si diresse verso la Cattedrale. Vicino alla statua di San Savino era stato costruito un arco di trionfo, mentre sulla spianata del Duomo, “in fondo al maggiore viale fu innalzato un grandioso monumento sormontato dalla statua del Pontefice in abiti pontificali”. L'interno della Cattedrale era stato addobbato in maniera sfarzosa e lucente, mentre giovani “uniformemente vestiti a spese del Municipio, spargevano fiori”.
Ad aspettare il Papa in Cattedrale c'erano l'Arcivescovo di Fermo Cardinal De Angelis, i vescovi suffraganei di Macerata, Ripatransone, San Severino e Montalto, e i Delegati Apostolici di Fermo e Macerata. Uscito dal Duomo, Pio IX si recò a Villa Paccaroni (attuale Villa Vinci) ed impartì dal balcone la benedizione alla folla. Ridiscese a piedi in piazza, che “riluceva per più di diecimila lumi e bengala”, e si recò poi in Arcivescovado, dove per l'occasione era stato costruito un ponte di legno che collegava con Palazzo dei Priori.
La mattina dopo, domenica 17, ancora celebrazioni solenni in Duomo e benedizione alla folla festante da Villa Paccaroni. Poi Pio IX scese nel palazzo del Delegato Apostolico, l'attuale Comune, dove ammise al bacio del piede autorità, religiosi, sacerdoti e suore. Il Pontefice donò 500 scudi alla città, per elargizioni di beneficenza. Inoltre, nominò commendatori dell'ordine di S. Gregorio Magno i conti Raffaele Vinci, Ludovico Morrone Mozzi, Francesco Raccamadoro e Camillo Garulli, e i signori Attilio Marfori e Filippo Capponi, avvocato e presidente del Tribunale.
Dopo due giorni trascorsi in città, il 18 mattina Pio IX partì da Fermo per dirigersi ad Ascoli. Nel tratto di strada che collega a Porto San Giorgio, per “oltre quattro miglia”, due ali di folla, commosse ed entusiastiche, salutarono il Sommo Pontefice, che lasciava così una della province più importanti del suo Stato.

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Data pubblicazione : 16/05/2011 09:43
Scritto da : Roberto Iacopini
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