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Grande successo per il Distretto del Cappello di Montappone in mostra al Museo Tessile di Busto Arsizio

Lo scorso 4 dicembre la tradizione del cappello di paglia ha rivissuto anche a Busto Arsizio nelle sale del Museo del Tessile e della Tradizione Industriale, nell’ambito delle iniziative collaterali per la chiusura della mostra itinerante “Il Cappello Accessorio/Necessario”.

Grande successo per il Distretto del Cappello di Montappone in mostra al Museo Tessile di Busto Arsizio

Quattro “Trecciaiole” le signore Maria Rosa, Giuseppina, Emma e Luciana provenienti da Montappone nel Distretto del Cappello, la cui fama internazionale è strettamente legata alla produzione dei copricapi, sono state protagoniste di una lezione – dimostrazione sull’intreccio a mano della paglia, la cui tecnica rappresenta, già a partire dall’alto Medio Evo, la vera tradizione del Distretto del Cappello Fermano. E’ dalle radici della cultura contadina che ha origine l’uso di intrecciare la paglia per fare cappelli e a Montappone la memoria storica e culturale di questa antica arte è affidata al Museo del Cappello, che custodisce materiali e manufatti d’epoca e conserva anche l’ultimo cappello indossato da Federico Fellini.
Ad accompagnare le quattro trecciaiole, una delegazione di rappresentanti del Distretto del Cappello di cui hanno fatto parte Roberto Vittori, Consigliere Delegato alle Attività Produttive del Comune di Montappone che ha organizzato la trasferta e Paolo Marzialetti, Presidente Nazionale Settore Cappello e Vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari.
A fare gli onori di casa il Sindaco della città di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, l’Assessore alla Cultura Paola Magugliani e l’imprenditore Matteo Cavelli, presidente di TessiliVari.
La mostra “Il cappello Accessorio/Necessario”, frutto degli sforzi congiunti del dipartimento tessile dell’Accademia di Anversa e dell’Associazione Coordinamento Tessitori, è stata inaugurata lo scorso 12 novembre al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, dove ha fatto tappa grazie alla collaborazione tra Bottega Artigiana e il Comune di Busto Arsizio, e al supporto del Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, Progetto Immagine, MG Laboratorio Tessile.
Per tutta la durata della mostra (12 novembre – 4 dicembre 2016), negli orari di apertura del museo, sono state attivate numerose iniziative per dare al pubblico la possibilità di analizzare in modo più ampio possibile tutti gli aspetti, tecnici ed artistici, legati alle opere esposte: conferenze, visite guidate, laboratori didattici, dimostrazioni, corsi sulle diverse tecniche di realizzazione di un cappello: feltro, maglia e crochet, tessitura, modisteria, cucito creativo, ricamo e macramè.
In onore della Delegazione Fermana è stato inoltre proiettato in anteprima nelle sale del Museo del Tessile e Della Tradizione Industriale di Busto Arsizio il film-documentario "Borsalino City" della regista torinese Enrica Viola, prodotto da Rai Cinema, sul mitico cappello Borsalino, oggetto iconico e testimone di un’epoca, la cui azienda sta ancora oggi attraversando turbolente vicissitudini.

"Dear Vittorio, you may remember me…my name is Robert Redford" così inizia la lettera che Robert Redford scrisse a uno degli eredi della famiglia Borsalino per richiedere il cappello che aveva visto indossato da Mastroianni in 8 1/2 di Fellini.
E in questa lettera è racchiusa tutta la storia del mitico Borsalino, che dalla città di Alessandria, dove è nato, ha fatto il giro del mondo, diventando sinonimo stesso di cappello. Amatissimo da attori e registi è, fin dalle sue origini, un accessorio iconico la cui storia va di pari passo con quella del cinema internazionale.
Nel film di Enrica Viola è un’Ombra a raccontare il viaggio di questo oggetto di culto, del suo mondo di riferimento, della realtà di provincia che si interseca con quella cosmopolita del grande cinema. Personaggi come Lucky Luciano, Al Capone e John Dillinger indossano il “Borsalino” e, grazie a loro e al genere noir, entra nell’immaginario collettivo diventando “il cappello” per eccellenza. Ciò che accomuna gangsters, poliziotti ed investigatori privati è il fedora, il cappello a tesa larga, la cui ombra crea personalità oscure e aumenta il senso di mistero. 
Un’intrigante storia di contaminazioni, un autentico esempio di company town, una saga familiare degna di essere raccontata e di rientrare nel novero delle dinastie imprenditoriali, che si sta pensando di riproporre prossimamente, sempre in anteprima alla presenza della regista torinese Enrica Viola, anche Montappone, nel Distretto del Cappello, assieme alla rassegna Il Cappello Accessorio/Necessario che dopo aver fatto tappa al Museo Del Tessile e Della Tradizione Industriale di Busto Arsizio potrebbe essere ospitata anche al Museo del Cappello di Montappone, sempre sotto la scrupolosa direzione dell'ideatore del museo e della mostra Il Cappellaio Pazzo l'art director Giuliano De Minicis.

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Data pubblicazione : 15/12/2016 10:57
Scritto da : Redazione
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