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REPORTAGE. Gli Avion Travel fanno cantare la piazza di Monte Urano. Grande successo per il concerto in Piazza della Libertà. Segui la serata con noi

Ieri sera, mercoledì 9 agosto, Piazza della Libertà a Monte Urano ha ospitato l'ultima tappa del tour della Piccola Orchestra Avion Travel. Un evento ricco di emozioni e musica ad altissimi livelli. Segui il nostro Reportage condotto a punta di piedi attraverso le corde dei contrabbassi e i tasti del pianoforte.

REPORTAGE. Gli Avion Travel fanno cantare la piazza di Monte Urano. Grande successo per il concerto in Piazza della Libertà. Segui la serata con noi

“Ma cosa sono le nuvole?” chiede Iago a Otello. Iago e Otello sono due burattini, gettati in discarica, che guardano per la prima volta il cielo e le nuvole. Cosa sono le nuvole però lo canta Domenico Modugno, lo spazzino che li porta verso il loro ultimo viaggio, e Iago e Otello non sono solo due burattini, sono Ninetto Davoli e Totò, per la regia di Pier Paolo Pasolini.

“Cosa sono le nuvole” è solo uno dei tanti omaggi alla grande musica italiana fatto ieri sera dalla Piccola Orchestra Avion Travel nella splendida cornice della piazza di Monte Urano. “Questa piazza ci fa quasi da scenografia teatrale ” - dice Peppe Servillo - “ma è grazie a voi che siete qua, no di certo grazie a noi”.
L’approccio di amore misto a umiltà con cui i musicisti hanno interagito con il pubblico è quasi toccante. Non ci si aspetta una tanta confidenza, di solito, da degli artisti di questo calibro, ma quando l’arte incontra il vero talento, allora spessa resta solo l’umanità di persone semplici e geniali allo stesso tempo.

 

 

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“Non so se sarò all’altezza di scrivere di voi domani”, confesso timidamente, quasi intimorita, ma felice, al signor Servillo dopo l’autografo e la foto di rito. “Heeee”, mi dice lui, ridendo, “ma certo!

Noi siamo un gruppo pop in fondo!”

La frase mi fa ridere in un primo momento, pensando alla battuta irriverente del teatrante napoletano che è in lui, e che viene fuori con tale discrezione durante i suoi concerti da lasciare tutti ammaliati. Poi ci ripenso, ci rimugino sopra e credo che abbia ragione.

Il “pop” altro non significa che “popolare”, la musica amata dal popolo, come moltitudine, e quale altra musica italiana non è così amata?

Quale se non le ballate tradizionali – la loro “Abbassando” ad esempio – o gli stornelli dialettali oppure le melodiche napoletane come Canzone Appassiuntata, te voglio bbene e tu me fai murì,. Il pathos tragico dei greci da non confondere assolutamente con il neo-melodico – struggente come nella loro versione di “Ma che freddo fa”, di Nada.

Fra le varie canzoni, Domenico Modugno, del quale hanno eseguito la tradizionale Pesce Spada, in strettissimo dialetto siciliano, o Adriano Celentano, con la canzone da giacchetta per eccellenza, Storia D’amore.

“Pure se io la giacchetta non l’ho mai tenuta”, scherza Servillo sui significati semantici della giacchetta nel sud d’Italia.

Tante insomma le canzoni della tradizione italiana re-interpretate dalla Piccola Orchestra Avion Travel.

 

 

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La potenza di un’orchestra in una formazione di soli cinque elementi:

Peppe Servillo alla voce, appunto, (per chi non lo sapesse il fratello del celebre attore Tony Servillo, quando si dice i talenti di famiglia!), Mimì Ciaramella alla batteria e percussioni, Flavio D’Ancona alle tastiere, Ferruccio Spinetti al basso e contrabbasso, Beppe D'Argenzio al clarinetto e saxofono.

Ricordiamo però come purtroppo, il gruppo abbia dovuto dire addio, solo nel marzo di quest’anno, a un altro storico componente del gruppo: Fausto Molella, chitarrista e compositore, il quale aveva lavorato per moltissimi artisti, da Nada a Bocelli, salendo sul palco di Sanremo, e vincendo, svariate volte.

Ma una sorpresa ha colto gli spettatori, per gli ignari ovviamente o i non autoctoni di Monte Urano: una vecchia conoscenza del gruppo è il monteuranese Roberto Piermartire, che non ha esitato a salire sul palco.

Trombettista e musicista jazz, vanta un curriculum e delle collaborazioni con musicisti dal calibro di Paolo Fresu, con la Marche Jazz Orchestra e l’orchestra swing di Paolo Belli. Giusto per dirne un paio, un vero talento e orgoglio locale.

 

 

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Dopo una partenza decisamente più orientata verso il rock, nel 1980, gli Avion Travel hanno incontrato il gusto un po’ più pop verso gli inoltrati anni ’90, e da le loro atmosfere jazz e blues, sempre soft listening, si sono fatte sempre più accentuate.

Nei loro testi, invece, esplorano tutta la gamma dei sentimenti umani possibili, quelli attraversati dall’amore; non potevano infatti non eseguire Sentimento, la canzone con cui vinsero Sanremo nel 2000 e che li fece accogliere dal grande pubblico, dopo che nel 1998 “Dormi e sogna” fece vincere loro il “Premio della critica e della giuria di qualità”, presieduta allora dal compositore inglese Michael Nyman, come migliore musica e migliore arrangiamento.

Piccola curiosità, lo stesso Nyman espresse poi grande ammirazione per il gruppo sulle colonne del Financial Times.

 

 

 Come concludere una serata che non si vorrebbe mai finisca?

 

Posso dire che gli Avion Travel, trasportati da quel mattatore da palcoscenico che è Servillo, hanno incantato e addirittura fatto cantare un pubblico difficile come quello di Monte Urano, cittadina che loro comunque amano e dove tornano spesso.

Pubblico composto inizialmente da non giovanissimi, per lo più appassionati e della loro generazione, quella nata negli anni ’50 orientativamente, ma che poi si è composto anche di giovani, e tutti hanno cantato e applaudito con grande trasporto.

Quale soddisfazione maggiore? Quella di averli abbracciati e ringraziati.

 

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Letture:3315
Data pubblicazione : 10/08/2017 18:14
Scritto da : Ophelia Di Antonio
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