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#FERMOATTIVO: al via la quinta edizione partendo dei Musei Diocesani. Iacopini: “Presupposti per far diventare questa manifestazione qualcosa di più”

Alma Monelli del Museo Diocesano di Fermo ha aperto la conferenza stampa di presentazione di #FERMOATTIVO, arte storia, cammino e stupore che vedrà 60 artisti nel cuore del centro storico di Fermo, il 28, 29 e 30 aprile e il primo maggio, esporre le proprie opere d’arte.

#FERMOATTIVO: al via la quinta edizione partendo dei Musei Diocesani. Iacopini: “Presupposti per far diventare questa manifestazione qualcosa di più”

Nella splendida terrazza panoramica del Museo, Monelli si è detta “Felice, anche come Museo Diocesano di Fermo, di collaborare e ospitare alcune delle tappe di #FERMOATTIVO. Già negli anni passati avevamo messo a disposizione la Cattedrale e l’Ipogeo ma quest’anno anche il Giardino verrà reso fruibile per l’esposizione di alcune delle opere d’arte. Abbiamo preso questo trend e siamo ben contenti di consolidarlo anche in vista del futuro, auspicando sempre nuove iniziative e collaborazioni.”

Paolo Calcinaro, ha ringraziato gli organizzatori Bibi Iacopini e Patrizia Di Ruscio, per la grande passione. “#FERMOATTIVO rappresenta intimamente ciò che io sogno e spero, siamo noi fermani a dover divenire turisti a casa nostra e conoscere in primis le nostre bellezze. Il primo messaggio che #FERMOATTIVO porta ogni anno è quello per i residenti della Città e per i paesi limitrofi: dobbiamo essere i primi ambasciatori della bellezza di Fermo, i primi a essere consapevoli, perché senza questo non ci possono essere promozione o marketing.”

 

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“In questi giorni pensavo che negli ultimi periodi di inaugurazioni ne abbiamo fatte molte – ha proseguito il primo cittadino - e pensavo a quante città hanno delle cose uniche da mostrare. Questo non è scontato, non è scontato che si possa avere qualcosa di unico. Quindi la promozione, la conoscenza e l’amore della città passano attraverso questi percorsi. Un ringraziamento va ad Alma e alla Diocesi perché ormai stiamo cercando di fare più passi avanti possibile insieme per rendere questa consapevolezza un patrimonio di Fermo.”

 

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Patrizia Di Ruscio, organizzatrice insieme a Bibi Iacopini della manifestazione, ha proseguito: “Questo è il quinto anno e siamo più che soddisfatti della riuscita e delle presenze. Molti artisti quest’anno non possono partecipare perché hanno delle mostre fuori dalle Marche. Tanti di questi artisti che ora sono in giro per mostre personali, ma anche collettive, hanno iniziato con noi e questa è una grande soddisfazione. Ogni anno cerchiamo posti nuovi e cose belle da far vedere non solo a chi viene da fuori ma anche ai Fermani stessi. Siamo abituati a vedere iscrizioni, opere, statue ma non sappiamo cosa rappresentano e cosa significano: #FERMOATTIVO è anche questo.”

Bibi Iacopini  ha parlato di come è nata l’idea per questa quinta edizione. “Mi è capitato di sentire molti Fermani che non avevano ancora visto le Cisterne Romane o lo stesso Museo. Oltre al fatto che avevamo la Cattedrale chiusa l’anno scorso per il terremoto e quindi questa parte non era ancora stata percorsa. Sono tornato quindi indietro nel tempo e ho pensato a quando la nostra Città era tutta qui, dove ora ci troviamo, e quindi ho capito di dover dare più spazio a questo luogo che ha anche vissuto momenti tragici con i vari tiranni.”

 

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“Quest’anno il percorso, come da tradizione, parte dalla Torre Matteucci con la collaborazione della Carifermo che aprirà la parte bassa del Palazzo e con la solita accoglienza della Compagnia dei Morlacchi in vestiti del 400. Riapriamo poi, dopo l’inaugurazione dell’anno scoro, la sorgente dell’Antico Teatro Romano per andare poi a vedere ciò che è rimasto della Cavea dello stesso. Quando si parla di storicità ciò che ci rimane forse è ben poco ma a quel poco dobbiamo dare il giusto valore, mantenendolo e rispettandolo. Salendo poi sulla via dell’Antico Teatro Romano, apriremo il Giardino del Museo Diocesano, uno spazio molto bello e suggestivo che ci riporta a un altro patrimonio che abbiamo in Città: la terrazza in cui ci troviamo. Da qui si hanno quasi 360 gradi di visibilità e in questo senso possiamo parlare di cosa “vendere” turisticamente: la postazione, il luogo.”

“Dopo aver ammirato il Museo Diocesano per le bellezze che contiene e per la storia che ci viene raccontata bacheca per bacheca, si scenderà in Via Mazzini: qui il lavoro di ripulitura del verde ha fatto riscoprire una iscrizione in lapide, proprio nei pressi della curva, che racconta la costruzione stessa della via, cosiddetta Nuova. Qui scopriamo la Statua di San Savino con le sue particolarità: le mani in legno e il mantello in cartapesta.”

“Molte le associazioni che collaboreranno: un giovane fermano, specializzato con le campane tibetane, farà da accompagnamento a tutto il percorso. Presente anche  un’associazione che interagirà con lo yoga del sorriso e anche giochi per bambini. Da non dimenticare l’iniziativa di solidarietà per Montepacini, che si terrà in Corso Cefalonia, sotto la statua del 300 di San Bartolomeo. Ammireremo poi la restaurazione del Loggiato di San Rocco, che verrà inaugurato sabato 5 maggio. Il primo maggio sarà poi possibile visitare la Cripta della Cattedrale e il Giardino del Palazzo Raccamadoro in Piazza del Popolo. Nella giornata di sabato ci sarà anche il concerto, a Teatro dell’Aquila, del ragazzi del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo.”

“Vorrei concludere dicendo che questo format, che conta quest’anno 60 artisti ed è ormai giunto alla quinta edizione, credo sia abbastanza adulto per crescere. Lavoriamo con poche risorse e con tanto entusiasmo e credo che, chi di competenza, intorno a un tavolo, potrebbe metterci mano e integrarlo per farlo diventare un qualcosa di più grande, magari una manifestazione ripetibile due o tre volte l’anno. Perché è proprio questa una delle risposte che dobbiamo dare alla Città, per il suo bene e per la sua crescita: dove le sinergie si mettono insieme e dove si crea rete i frutti si vedono.”

 

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Data pubblicazione : 26/04/2018 13:25
Scritto da : Alessandra Bastarè
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