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Le Parole della Montagna fa il pieno di consensi: grande successo per il Festival di Smerillo

Il grande successo della nona edizione del Festival Le Parole della Montagna ha consacrato la formula vincente di un format unico nel suo genere. Sono tanti i festival culturali di pregio, ma quello di Smerillo ha un carattere suo proprio, fuori dalle logiche commerciali, che piace molto al suo numeroso pubblico.

Le Parole della Montagna fa il pieno di consensi: grande successo per il Festival di Smerillo

Innanzitutto per l’ambientazione, Smerillo, il più piccolo Borgo del fermano, dove non si giunge per caso, essendo arroccato su un crinale cui si arriva arrampicandosi attraverso una serie di tornanti e dove non si trova nulla, fuorché i panorami infiniti offerti a 360° dal mare alla montagna. La bellezza in cui si viene immersi dilata il cuore, predispone all’ascolto, crea la giusta dimensione per favorire esperienze personali e relazionali.

A Smerillo, nei giorni del festival, si è respirata un’aria di condivisione, di convivialità, come se tutti i partecipanti fossero in armonica sintonia. Come è accaduto nella passeggiata in notturna nel bosco di Smerillo, quando 100 persone in un silenzio carico di energia, hanno camminato fino al Grande Faggio, dove hanno ascoltato le riflessioni e meditazioni di Tiziano Fratus, per poi degustare insieme una tisana calda.

Così come è accaduto durante i laboratori esperienziali, di yoga, ricongiungimento con il proprio centro interiore e di orientamento nel bosco senza mappe, che oltre ad offrire un’esperienza personale, hanno unito tutti partecipanti.

L’altra peculiarità del Festival di Smerillo è stato il programma tutto rigorosamente intessuto intorno ad una parola messa a tema, che quest’anno è stata “radici”. Attraverso un percorso logico, che si è snodato durante l’intera settimana del festival, sono state analizzate le diverse accezioni della parola scelta, offrendo una prospettiva ampia sul tema delle radici. Dal radicamento al territorio con una sapiente riflessione del poeta Massimo Morasso, alle radici culturali che prescindono dal territorio di cui ha parlato Asmae Dachan, fino all’esperienza del popolo ebraico ed all’assenza di confini di cui ha parlato Moni Ovadia, davanti ad un pubblico estasiato.

Le radici verso l’alto, prendendo spunto dall’immagine dell’albero capovolta, hanno condotto verso la ricerca della trascendenza, affidata alle riflessioni toccanti di don Fabio Rosini. Piene di consensi le riflessioni sul futuro che stiamo costruendo, da un punto sociologico, umano e climatologico, di Vittorio Cogliati Dezza e Gianni Silvestrini, nonché il pensiero dello psicoanalista Graziano Martignoni, sulle radici profondw del nostro io, dove risiede la luce.

Grande attenzione per la presentazione del libro di Franco Michieli, introdotta da Adolfo Leoni, alla ricerca delle radici della natura selvaggia e grandi le emozioni regalate dalle opere d’arte di Alessandro Giampaoli, nella mostra curata da Cecilia Casadei.

Un successo infinito per lo spettacolo alle radici della musica popolare di e con Ambrogio Sparagna e la poesia di Davide Rondoni, e per la comicità di Piero Massimo Macchini, grande sostenitore delle radici del nostro territorio.

Ma il momento clou è stata la proiezione del video intervista agli anziani di Smerillo e Montefalcone, cui hanno partecipato i protagonisti, tutti quasi novantenni, le nostre vere radici. Le prime due file della platea riservate a tutti gli anziani del territorio, gli applausi, la loro soddisfazione ed emozione, ha convertito la proiezione del video in un grande momento di festa.

I numeri delle presenze sono certo molto rilevanti visto il gran pienone che il Festival registra ogni anno in maniera crescente, ma non importano più di tanto. Al Festival Le Parole della Montagna c’è molto di più.

L’evento è stato realizzato anche con il contributo della Fondazione Carisap.

 

 

 

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Data pubblicazione : 29/07/2018 15:46
Scritto da : Redazione
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