Frammenti di storia canarina
15 anni fa la scomparsa del “Barone”, al secolo Renato Pasqualini. Il ricordo di un indelebile personaggio figlio di una Fermo che non c'è più

Un'iniziativa pretenziosa, la nostra. Perché vuole arrivare a toccarvi il cuore ed a risvegliare ricordi indelebili e che mai dovremo permettere che cadano nel dimenticatoio. Nel tempo, tante e tali sono le emozioni che la maglia gialloblù ci ha regalato che ci è sembrato doveroso andarle a rispolverare e, di conseguenza, riproporvele a qualche annetto di distanza - puntata n. 13

15 anni fa la scomparsa del “Barone”, al secolo Renato Pasqualini. Il ricordo di un indelebile personaggio figlio di una Fermo che non c'è più

Venale, orgiastico e sanguinario”: così, scherzosamente, il “Barone” Renato Pasqualini amava etichettarsi quando – dopo aver declinato il suo celeberrimo discorso di “presentazione” - era solito dare il benvenuto a nuovi giocatori della Fermana Calcio e personalità varie che, nell'esercizio della propria professione, si trovavano nella nostra città ed a transitare per Piazza del Popolo. Della quale era simpaticissimo animatore ed indiscutibilmente parte integrante.

 

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 Il Barone in uno dei suoi celebri Baccanali datato 1980

 

Se ne andò inaspettatamente il 17 Novembre del 2002. Tornado a casa, come al solito di fretta (Fermana – Martinafranca 0 a 0 era appena terminata) per via della tempistica di consegna degli articoli, pagelle e quant'altro, mi arrivò la telefonata di un collega: “Oh, una brutta notizia: è morto il “Barone””. Transitavo dalla parti di San Giuliano. Fermai la macchina e pensai all'ultima volta che lo avevo incontrato: in Piazza, ovviamente. Ma anche agli interminabili momenti di convivialità che aveva regalato alla cittadinanza, alle trasferte al seguito della Fermana Calcio alle quali era solito partecipare, così come a tutti gli eventi culturali in cartellone, agli interminabili baccanali ed alle sue – indimenticabili - partecipazioni televisive in qualità di concorrente del “Rischiatutto” condotto da Mike Bongiorno (1971, materia presentata “La Storia del terzo Reich”) e del “PuzzleVip” di Antonella Elia (1990, in Piazza).

 

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Il Barone in gentil compagnia il 16/5/1999, giorno della promozione in Serie B

della Fermana Calcio 1920.

 

Pochi giorni dopo, venni invitato dagli sportivi fermani a scrivere qualche riga in suo ricordo, poi pubblicata sull'allora Fanzine dei supporters canarini denominata “La Voce delle Brigate”. Perchè, caro Barone, oggi come allora “Con te lassù il cielo è gialloblù”.

 

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Renato Pasqualini al "Bruno Recchioni"

 

La riportiamo di seguito, nella sua interezza: pensiamo che all'interno ci sia – non tutto, ovviamente – ma almeno tanto di quello che c'è da ricordare in relazione ad un concittadino che non c'è più, perennemente innamorato della sua città e della sua squadra del cuore, ad una persona cara, gioviale; ad un amico sempre signorile nei modi e nel vestire.

 

CON TE LASSU' IL CIELO E' GIALLOBLU!

"La morte mi chiama: dormirò per sempre. Sono felice!".

Con queste frasi mirabili e tremende, pronunziate fra il serio ed il faceto, Renato Pasqualini detto "Il Barone" calava il sipario su quella che si sarebbe rivelata essere la sua ultima indimenticabile ed esilarante performance, in una Piazza dei Popolo gremita di gente festante, preconizzando il suo discreto trapasso.

Come già avvenuto a San Benedetto dei Tronto, oggi noi della Curva ricorderemo 'lu Barò", cioè uno di noi, uno che la Fermana Calcio, i suoi colori e la sua città, le ha sempre avute nel cuore, ostentandole in ogni dove sempre senza eccessi e, soprattutto, senza interesse alcuno se non quelli derivati dalla semplice passione figlia dell'immenso amore che nutriva.

Gireremo lo sguardo verso la "Laterale Ovest" e su un seggiolino in basso vedremo solo un mazzo di fiori, a ricordare un personaggio unico nel panorama della nostra città, che gettando nel suo ipotetico stagno un sassolino fatto di benevola ironia e d’immancabile partecipazione a tutte le iniziative e manifestazioni, sportive e non, cercava - a volte riuscendovi - di destare quella Fermo più noiosa, ripetitiva, boriosa, supponente e stereotipata che ancora oggi, agli albori dei terzo millennio, si ritrova concorde sempre e solamente sotto la bandiera della critica e della condanna, verso tutto e verso tutti. Il Barone ha amato veramente la nostra città, come poche altre persone e come poche purtroppo ha amato e seguito la Fermana Calcio. Noi possiamo dirlo perché resterà sempre vivo nei nostri ricordi, che rinverdiremo con il sorriso sulle labbra e, certi di una vita dopo la vita, nessuno ci impedisce di immaginarcelo già seduto ad un tavolo, con la sua bottiglia di prosecco ed il suo vassoio di paste, in compagnia di Balestrini e la sua immancabile acqua fredda, di un Giovanni Santini come sempre sorridente e pronto alla battuta, ed un compunto e signorile Ivan Sandukcic, lanciare la sfida nei suoi proverbiali "briscola e tressette", dove i vari epiteti baroniani (ricordate "pezzu d'un Cacatopus", Fellaga", "Fetacciò' o, buttando lo sguardo verso qualche bellezza, mormorando sommessamente "Fitanga" o "Poccerina") verranno dispensati anche a chi sta solamente a guardare, tipo Scintilla che, in compagnia dell’inseparabile ombrello, già se la ride...

Già, i ricordi ... Tanti e tali da scriverci un libro, da rappresentarli teatralmente o più semplicemente solo da raccontare. Come quella volta che, nel 1971, prese parte ad un "Rischiatutto" o nei 1990 al gioco televisivo "Puzzle Vip", quando "Renato Pasqualini, il playboy di Fermo, l'amico degli amici, che sa tutto sulla nostra storia..." Visse il suo quarto d'ora di celebrità, forando il piccolo schermo con il suo " rubicondo volto incorniciato da capelli rigati di giallo per li riverbero dei sole e lo sciabordio delle onde". 0 come qualche anno fa ad Ischia dove, arrivando e presentandosi all'ingresso della Tribuna d'onore come era solito fare ("Sono Renè de Brian, Baron De La Clouse de Pommery! Magnate dell'industria, luminare dei patrimonio ed archimandrita dei capitale, padrone di tutti i night e di tutte le sinagoghe e di tutti i coiffeur. Di professione benestante, nonché incontrastato signore e padrone dell'etere. Padrone di motociclette veloci e berline lussuose, nonché signore e padrone incontrastato dei Windsor". Concludendo con un autoironico "Portetelu jò che è ora!") ottenne biglietto gratuito e posto privilegiato, dopo aver ricevuto le scuse delle maschere dello stadio, ree di non averlo riconosciuto. Ma quel giorno di partita ne vide poca. Pagando lo scotto della levataccia, il Barone si sopì - si narra - già al 10' dei primo tempo, con le squadre ancora ferme sullo 0 a 0. Svegliato a fine gara salutò ì vicini rallegrandosi per il punto guadagnato, anche se durante il suo sonno Di Maggio ci aveva rifilato il gol dell'ex e condannato alla sconfitta.

Era solito dirci: "Ho sfidato, sprezzante, il pericolo di trasferte non proprio raccomandabili, perché la Fermana Calcio per me rappresenta tutto, mi provoca emozioni fortissime e mi ha dato amicizie uniche. Rappresenta la mia vita ed io darei la mia per lei: senza il giallo-blu non sono mai stato capace di stare. La seguirò sempre ed ovunque".

Una volta, prima di arrivare a Castel di Sangro (spareggio con il Canosa per la permanenza in Serie D), ci dicesti: “Noto una certa rassegnazione, debbo chiamarvi a rapporto e passare in rassegna le truppe!" E dopo aver pronunciato un memorabile discorso, tutti insieme festeggiammo un’indimenticabile vittoria. Grazie di essere esistito Barone, di essere stato sempre e comunque uno di noi ed un VERO figlio di questa città, fiero di esserlo: per quanto ci hai insegnato attraverso una passione per la quale ti sei sempre battuto; per le esilaranti serate in Piazza, quando solamente parlandoci incantavi come un irresistibile pifferaio i fermani che, per ascoltare te, stazionavano in un luogo per noi sacro senza andare a cercare "brezze litoranee".

Non sei più tra noi, ma sei nel vento, in un tramonto, un'alba, un arcobaleno. Da questi elementi continua a guidarci perché per noi, oggi come ieri, il tuo ricordo sarà sempre da onorare.

Addio Barone, nostro "capo" ed eternamente "canarino" impareggiabile: CON TE LASSU' IL CIELO E' GIALLOBLU'.

 

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R.I.P. Renato, amico di tutti noi

 

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Data pubblicazione : 24/11/2017 17:56
Scritto da : Redazione Sport
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