Frammenti di storia canarina
Fermana F.C.: giusto un anno fa, la fine di un incubo durato 11 anni. I canarini tornarono in Serie C, guidati da un tecnico entrato nei cuori e nella storia gialloblù: Flavio Destro

Un'iniziativa pretenziosa, la nostra. Perché vuole arrivare a toccarvi il cuore ed a risvegliare ricordi indelebili e che mai dovremo permettere che cadano nel dimenticatoio. Nel tempo, tante e tali sono le emozioni che la maglia gialloblù ci ha regalato che ci è sembrato doveroso andarle a rispolverare e, di conseguenza, riproporvele a qualche annetto di distanza – Puntata n° 22

Fermana F.C.: giusto un anno fa, la fine di un incubo durato 11 anni. I canarini tornarono in Serie C, guidati da un tecnico entrato nei cuori e nella storia gialloblù: Flavio Destro

Giusto un anno fa, la Fermana tornava nel calcio che conta. Al suo timone, Mister Flavio Destro. Che al pari di tutti noi non scorderà mai una coreografia da brividi, la pacifica invasione allo stadio “Bruno Recchioni”, una Curva Duomo gremita, cori, canti e balli, foto e video: ognuno porterà dentro di se un ricordo indelebile della grande impresa compiuta l'anno scorso dai gialloblù, che si laurearono campioni del proprio raggruppamento con ben 4 gare d’anticipo, dominando il girone F dopo un balbettante inizio. Cronaca - en passant - di anni trascorsi su polverosi ed ostili campi di estreme periferie calcistiche. Dove non tornare. Mai più.

 

La scena che porterò per sempre nel cuore sarà il ricordo di tutta quella gente felice – furono le prime parole del tecnico piemontese – tante persone contente ed entusiaste per aver colto il risultato sportivo sognato, una città intera a combattere prima e poi a gioire al nostro fianco. Questo il flash che porterò per sempre nella mia mente: un'istantanea che ripaga di tanti sacrifici fatti da questi ragazzi straordinari. Ne è valsa la pena”. Poche ore prima, il pareggio fra Matelica e Vis Pesaro decretò di fatto la matematica promozione in Lega Pro dopo undici lunghi anni di attesa.

 

Dall'inferno della Prima Categoria al paradiso della Lega Pro, la versione contemporanea della vecchia C unica, il terzo gradino del calcio nazionale. Undici anni pieni di vicissitudini societarie, undici anni conditi da sfide sui terreni polverosi dei campetti di provincia, undici anni di sofferenze. Tutto questo, però, ora non esiste più, appartiene al passato e la città può lasciarsi andare ad un urlo liberatorio. Una anno per vicere il raggruppamento di Prima categoria, due per la Promozione e 4 erano serviti per saltare il campionato di Eccellenza e riaffacciarsi quindi in un torneo nazionale, passando peraltro non dalla porta principale. Era il 2013 e il campionato lo vinse, guarda un po' il destino, quel Matelica che fu rivale principale degli uomini di Destro nella cavalcata trionfale della stagione passata. Ai canarini la Coppa Italia, al Montegranaro Calcio Provincia Fermana i Play Off: Nacque la Fermana F.C., di stanza in Serie D. E già non era poco.


Quattro anni dopo quella Fermana F.C. ha scalato un altro gradino, tornando in quello che è il palcoscenico naturale per la storia dei colori gialloblù e per la città che calcisticamente rappresentano: il professionismo. Non fu facile. Il 9° posto del 2014, il 10° del 2015 e la stagione successiva che stava prendendo anch'essa una piega non felice, fino alla data della svolta: 2 marzo 2016. La Fermana F.C. ufficializza l'ingaggio di Flavio Destro, che si siede sulla panchina gialloblù dopo l'interruzione consensuale del rapporto con Osvaldo Jaconi.


Ho massimo rispetto per i numeri, che non mentono mai. In questo momento ci dicono che siamo più vicini ai play-out che ai play-off, quindi dobbiamo cercare di invertire la rotta”: si presentò così alla stampa il tecnico piemontese che poi, con la serietà e la cultura del lavoro che lo contraddistinguono, passò dalle parole ai fatti. Rotta decisamente invertita, sette vittorie e un pareggio nelle successive otto partite e aggancio al quinto posto, l'ultimo valido per la zona playoff.



Esodo dei tifosi canarini a Fano e una partita vibrante, con il pareggio dopo i novanta minuti che resiste anche dopo i supplementari (2 a 2, Russo e Molinari i marcatori): a passare sono i granata per via del miglior piazzamento al termine del campionato. Ma è proprio quel giorno, quel 15 maggio 2016, che venne messo il secondo seme del trionfo di ieri.
La società, infatti, dà fiducia all'allenatore della svolta e conferma molti dei protagonisti della grande rimonta. Si riparte con ottimismo, ma si sa già che ci sarà da fare i conti con la corazzata Matelica. .
Le certezze della Fermana F.C. sembrano però vacillare subito nei primi due mesi della stagione: il 23 ottobre ad Agnone arriva il secondo ko consecutivo, il terzo nelle prime otto giornate.


Come se non bastasse, la terra comincia a tremare a Fermo e nel Fermano, gettando nella paura la popolazione e costringendo la squadra a due stop forzati di fila a causa dei rinvii dei derby con Recanatese e Matelica. In quei 20 giorni senza partite, però, nel gruppo canarino scatta qualcosa: la squadra da quel momento innesta il turbo, vive un solo passaggio a vuoto nel recupero a Matelica e poi non si volta più indietro.


Arrivano 17 risultati utili consecutivi (14 vittorie e 3 pareggi) e Domenica dopo Domenica si capisce in maniera chiara che non ce n'è più per nessuno.


Il 19 marzo la squadra di Destro batte in rimonta 2-1 il Matelica in un “Recchioni” gremito da più di 5.000 spettatori, portandosi a +11 e chiudendo di fatto i giochi. Da quel momento, infatti, al di là dei comprensibili inviti alla calma di Destro e della società (“non abbiamo ancora vinto nulla: il campionato non è chiuso finché non lo dice la matematica”, sarà il leit motiv del tecnico piemontese), tutti sanno che non è più questione di “se”, ma di “quando”. E il quando è di un anno fa giusto gusto, il 13 aprile 2017: giovedì Santo da calendario religioso e ora anche per quello “profano” dei sostenitori gialloblù.


Fu il trionfo di Mister Destro e di un gruppo di giocatori che ha sovvertito ogni pronostico mettendo in campo ogni volta tutto quello che aveva: “Siamo una vera famiglia”, dichiararono molti di loro nelle interviste delle ultime settimane. Un concetto sicuramente non nuovo nella retorica sportiva, ma altrettanto certamente reale per quanto mostrato in campo da quella squadra.


Fu stata una lunga cavalcata, una “Stairway to heaven”, una scalinata per il paradiso, parafrasando i Led Zeppelin. Non sarà stata come la promozione in Serie B di diciotto anni prima, ma per chi in questi undici anni è stato spesso confinato all'inferno fu bellissimo così.


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Data pubblicazione : 13/04/2018 18:56
Scritto da : Redazione Sport
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